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The Struggle for Internet Freedom/ La libertà di Internet

5 feb

In this powerful talk from TEDGlobal (video below), Rebecca MacKinnon describes the expanding struggle for freedom and control in cyberspace, and asks: How do we design the next phase of the Internet with accountability and freedom at its core, rather than control? She believes the internet is headed for a “Magna Carta” moment when citizens around the world demand that their governments protect free speech and their right to connection.
Rebecca MacKinnon also looks at issues of privacy, free expression and governance (or lack of) in the digital networks, platforms and services on which we are all increasingly dependent. MacKinnon has discussed most of these topics also in a book recently published, Consent of the Networked. The Worldwide Struggle for Internet FreedomConsent of the Networked is a call to action: our freedom in the Internet age depends on whether we defend our rights on digital platforms and networks in the same way that people fight for their rights and accountable governance in physical communities and nations. It is time to stop thinking of ourselves as passive “users” of technology and instead act like citizens of the Internet – as netizens – and take ownership and responsibility for our digital future.

In Italiano:
Secondo Rebecca MacKinnon, ex giornalista della Cnn e cofondatrice del network di blogger e attivisti «Global Voices», le aziende in Rete troppo spesso «non sono sufficientemente responsabili del potere che esercitano» nei confronti dei cittadini digitali. In attesa che esca l’edizione italiana del suo recentissimo libro Consent of the Networked. The Worldwide Struggle for Internet Freedom, vediamo di approfondire il tema.
Come nel Leviatano del filosofo inglese Thomas Hobbes, gli utenti consegnano volontariamente parti sempre più consistenti delle proprie libertà — dalle transazioni online ai dati personali — a un sovrano (non proprio illuminato) per ottenere in cambio sicurezza e protezione. Inondiamo di informazioni piattaforme come Facebook, archiviamo memorie digitali su servizi come MegaUpload, e lasciamo che la nostra privacy sia scomposta e ricomposta a piacimento negli infiniti cambiamenti imposti dai social media e, recentemente, da Google. Per MacKinnon è uno stadio «primitivo, monarchico» della gestione di Internet, che i netizennon devono più accettare: «È tempo di aggiornare il contratto sociale sulla governance delle nostre vite digitali, passando dalla sudditanza a decisioni insindacabili al “consenso dei connessi”», racconta. In pratica una riedizione 2.0 del «consenso dei governati» caro a un altro filosofo inglese, John Locke.
Le conseguenze sono concrete: secondo MacKinnon i «sovrani digitali», pubblici e privati, devono riconoscere che la loro possibilità, etica ma anche legale, di fare affari dipende dal «sufficiente rispetto» dei diritti degli abitanti della Rete. Esattamente il contrario di quello che è accaduto in molti Paesi, la Cina per esempio: un mercato che per il solo ecommerce sarà nel 2015 di 305 miliardi di dollari.

Spreaker, the Social Web Radio

16 dic

This post is dedicated to Spreaker, a social web radio where all shows and radio stations are created by the audience. In a few words, Spreaker is the social media of reference for people interested in radio content. I have already written a review of Spreaker, but in Italian, quite happy it existed in another language too (and not only in English). Now it is time to speak about Spreaker in English.
Spreaker is for people who enjoy surfing the web and being online. Listeners are able to enjoy quality content, made by ordinary people. Spreaker user experience is similar to FM or Web radio, where users can listen to streaming audio while doing other tasks. However, at any time a listener can become a more active user by creating his own radio show.
Spreaker‘s home page is organized in the following sections:
- Live: all show that are being broadcast LIVE
- Popular shows: chart of the most listened shows
- Upcoming: shows going LIVE in the next 24 hours
- Latest episodes: latest recorded episodes (live episodes are automatically recorded once finished)
The Top menu allows you to access the create section (where you can create your own shows), invite your friends to join Spreaker or access the forum.

ReadPrint: Free online books library/ Biblioteche online (gratis)

25 ago

The American magazine Time has has already published a Top list, “50 Best Websites 2010″.  The ‘best web sites’ are organized into several categories, among which there is also ReadPrint. ReadPrint is an online directory that catalogs books that are freely available online. Some titles are classics whose copyrights have expired. There are over 3,500 resources and titles, all free to consult and read. It is easy to connect via Facebook, Twitter, Yahoo, and so on.

In Italiano:
Ogni anno i settimanali e le riviste anglo-americane hanno la mania di stilare le classifiche: troviamo le migliori università, le migliori letture per l’estate, le migliori strenne natalizie, ecc. Ecco dunque la classifica di Time relativa ai migliori siti web per il 2010. Ai link evidenziati nel post in inglese troverete anche una bella iniziativa, tutta a base volontaria, chiamata ReadPrint, una biblioteca online di grandi classici, narrativa, poesia e saggistica, i cui diritti d’autore ormai scaduti ne permettono la fruizione gratuita e l’organizzazione indicizzata a uso di insegnanti e studenti. Una bella iniziativa, che in Italia ci sogniamo. Beninteso: non è che in Italia non esistano cose simili, è solo che c’è una sorta di antipatia congenita verso di esse da parte del “Sistema cultura”, spesso ignorante e incapace di valorizzarle adeguatamente.

Il Web è morto? Evviva il Web!

19 ago

Oggi anche La Repubblica ritorna sul dibattito aperto dalla rivista americana Wired con oggetto la presunta morte del Web e troviamo l’articolo col titolo ” a questo link qui.
Ho impressione che per Wired, Repubblica, Carr, ecc. la rete non trasmissiva e condivisa, che permette a tutti di ‘fare giornalismo’, di reperire informazioni e ristrutturare il sapere dia un certo fastidio. Per fortuna, La Repubblica confronta altri dati e ridimensiona certi allarmismi generati da Wired. Scrive giustamente Munafò:
Il web è in realtà solo una piccola porzione di internet e che le due cose (internet e web) devono essere percepite come realtà separate.”
Oggi mi sembra che alcuni ci provino con la “Morte del web”, come prima avevano ‘scassato i cabasisi’ (direbbe il nostro commissario Montalbano) con la “Morte del romanzo”, salvo poi ad accorgersi che chi moriva erano coloro che non avevano nulla da dire, nessuno stile degno di questo nome, nessuna idea su cui ragionare e provare sentimenti. Morte significa anche scomparsa, ma il traffico web è sempre in aumento, quindi, coma la mettiamo?
Se ritorniamo indietro a qualche anno fa, non era minimamente pensabile ritrovarsi in comunità di persone che amano condividere recensioni su ristoranti e luoghi da visitare, reperire articoli scientifici, ritrovare vecchi film, spezzoni teatrali, ecc. Tramite YouTube ho rivisto Carmelo Bene e allora? Oggi Wikipedia soffre di scarsità di finanziamenti, morirà a breve? Certo è che nessuno si sogna di tornare all’Enciclopaedia Britannica com’era una volta, neanche i loro stessi editori/curatori.
Oggi il giornale londinese The Times è impossibile da consultare perché a pagamento? Poco dolore: esistono tanti altri giornali meritevoli e non parte degli imperi mediatici, esistono i feed RSS, esiste il portale video TED, l’università online (Academic Earth), ecc. Oggi Wikileaks mette in pericolo agenti ‘a terra’ con la pretesa della libertà di stampa a tutti i costi? Pazienza, ci sarà qualcuno che ‘pulirà’ i file preventivamente. Non siamo contenti di Google? E perché allora non usare Kngine, Kosmix Semantic Search?
E così via.

Lettura, Internet, Facebook e il Web

16 ago
C’è chi dice che Facebook e Internet in generale “impoveriscono” la scrittura, peggio: alterano il nostro cervello attraverso la ripetitività dei gesti e uno stato di perpetua distrazione. L’esponente più noto e influente di questa “corrente anti-Web” è lo scrittore americano Nicholas Carr (vedi http://u.nu/9arre) Qualche anno fa (2005) Carr aveva addirittura definito il Web 2.0 (questo web che ‘socializza’ e condivide informazioni, foto, musica, ecc.) “amorale” (vedi http://u.nu/9frre): è un insieme di macchine che altera le forme e l’economia della produzione e del consumo. In sintesi, quello che il Web 2.0 rappresenta – participazione, collettivismo, comunità virtuali, passione amatoriale – non è veramente positivo se tutto ciò porta alla semplificazione e all’errore. Il caso che Carr porta è la comparazione fra le notizie frammentarie di Wikipedia e la completezza di quelle nell’Enciclopedia Britannica.
Ancora Carr, proprio 2 anni fa, si chiedeva: “Is Google Making Us Stupid?“, quasi a prefigurare un proposito ‘ottundente’ del famoso motore di ricerca. Ebbene, non è proprio un delitto trascorrere qualche tempo online, specie se si considera l’impatto “umanizzante” del Web. In Italia Umberto Eco addirittura poche settimane fa chiedeva di “non fare il funerale ai libri” (vedi L’Espresso, qui), come se Ipad, lettori elettronici di libri (eBook) possano portare alla ‘morte della cultura’ in forma cartacea. Se facciamo attenzione, è come se si dicesse: “Non comprate lettori MP3, perché se no la musica intera morirà”. Con tutto il rispetto per Eco, volendo usare un termine romanesco, questo mi pare una fregnaccia col botto.
E’ un dato di fatto che l’elaborazione e produzione di libri sia lenta. E’ altrettanto vero che lo spirito di aggregazione e la tendenza umana a condividere percorsi e comportanenti siano elementi concreti, storicamente acquisiti da millenni. Oggi ci confrontiamo con la necessaria gestione di masse enormi di informazioni e dati. Allo stesso tempo dobbiamo elaborare e maturare parte di queste informazioni, segnalarle, condividerle, ristrutturarle: questa è la frontiera che la cultura del XXI secolo si trova a esplorare, anche a dispetto dei vari critici del Web.

Oggi mi trovo a rivalutare anche Facebook per un rinnovato interesse nella scrittura enella condivisione, come se stessi di fronte a un romanzo epistolare settecentesco. Capita che riesca a scambiare opinioni e sensazioni approfondite con qualche amico/a fessobucchiano/a e non trovo l’esperienza per nulla banale o semplificata. Sembrerà banale quello che scrivo adesso: se c’è qualcosa da comunicare e su cui riflettere, allora qualsiasi mezzo è buone, Facebook  compreso.
Insomma, non moriremo se al posto della penna useremo i ‘Post’ di Facebook e Google Docs…
Per approfondire il tema:
1) Luca Lorenzetti (2010) Scrivere 2.o. Gli strumenti del Web 2.0 al servizio di chi scrive, Milano: Hoepli;
2) George P. Landow (1998) L’Ipertesto. Tecnologie digitali e critica letteraria, Milano: Bruno Mondadori;
3) Derrick De Kerckhove (2008) Dall’alfabeto a Internet. L’homme litteré: alfabetizzazione, cultura, tecnologia, Milano-Udine, Mimesis Edizioni.

Flock: il browser Web sociale e intelligente

17 giu

Conosco e uso Flock da diversi anni, anche se felice possessore di Mac ondeggio anche fra Apple Safari e Mozilla Firefox. Come browser Web Flock è originariamente sviluppato con tecnologia Mozilla 3.0 che permette di accedere facilmente ai più noti social network per lo scambio di opinioni, fotografie e quant ‘altro si voglia condividere con gli altri utenti del Web (Flickr, Del.icio.us, Technorati, Photobucket, Facebook, YouTube, MySpace, WordPress, ecc). Per la cronaca, è in dirittura d’arrivo la nuova versione che abbandonerà il motore di ricerca basato su Firefox per abbracciare il progetto google Chromium: per questo è già disponibile una versione Beta (solo in inglese, per Windows).
Flock integra automaticamente una vastissima serie di strumenti per la relazione e la condivisione di pagine web e informazioni, incluso il lettore RSS e l’aggiornamento continuo di profili multipli di posta elettronica (e-mail). Un apposito indicatore segnala quando uno dei propri amici ha aggiornato il suo profilo, caricato (upload) una nuova immagine o lasciato un nuovo commento su uno dei blog selezionati. Il programma dispone davvero di moltissime funzionalità, tutte da scoprire.
Flock è disponibile in Italiano e per tutti i sistemi operativi diffusi (Windows, Apple, Linux) a questo link.

Pubblicato con Flock

Spezify: Brillante strumento di ricerca visuale sul Web

16 giu

Di prima mattina mi sono imbattuto in Spezify, quello che sembra sempre di più un meraviglioso strumento di ricerca sul Web e di aggregazione di documenti di varia natura, tutti presentati in modo visivo. L’uso di Spezify è completamente gratuito, indipendente da qualsiasi sistema operativo. Più precisamente, Spezify si propone di migliorare la ricerca, non limitandosi più al semplice elenco testuale di siti e fonti, ma verso un approccio più intuitivo. Tutti i media digitali sono buoni, dai blog, video, ai microblog (tipo Twitter) e alle immagini.
Le funzioni di Spezify sono molteplici e includono:

  • navigazione attraverso il click del Vostro mouse, secondo la tecnica del click-and-drag (“clicca e trascina”);
  • segnalare i link e le informazioni “favorite”;
  • collegarsi direttamente ai link ottenuti;
  • salvare i link e le informazioni segnalate precedentemente come “favorite”;
  • zoomare sui risultati specifici della ricerca;
  • filtrare i media e le fonti di informazioni (aggiungere o levare);
  • personalizzare l’aspetto e la posizione delle ricerche.

Visualizzazioni interattive e sul Web con Tableau Public

21 mar

Oggi disponiamo di un’enorme massa di dati, di informazioni ed elementi da indicizzare, da sistematizzare o, semplicemente, da visualizzare. Magari, vorremmo pure condividere sul web grafici e diagrammi in modo interattivo, ma talvolta siamo costretti a rinunciare perché il processo è lento e costoso. Allora, perché non optare a favore di Tableau Public?
Tableau Public si presenta come un software libero (17 MB, multipiattaforma, da scaricare dopo aver inserito la vostra email qui). In pochi minuti potere creare e condividere mappe e grafici interattivi, carte/immagini stupefacenti, condivisione di schermi da pubblicare dovunque nel Web, facilmente e senza alcun costo. A seguire presento un video esplicativo per rendersi conto da vicino delle potenzialità didattiche e di lavoro. di Tableau Public.

Spreaker: La Web Radio dove tutti parlano e trasmettono

7 mar

Che esistesse il Podcasting e che iTunes, il jukebox telematico della Apple, contenesse migliaia di podcast audio e video, era noto. In iTunes Edu troviamo centinaia di utilissime registrazioni a opera di università famose e quotate, sui più svariati argomenti.
Oggi mi sono imbattuto per caso in Spreaker, che esiste pure in lingua italiana. Spreaker si presenta come una Web Radio il cui palinsesto è liberamente costruito e organizzato dalla Community degli utenti. Insomma: ognuno di noi può mettersi a registrare qualcosa (in qualsiasi formato) e quindi inserirlo nella Web Radio di Spreaker creandosi pure dei canali appositi e tematici. La creatività e la potenzialità didattica del mezzo appaiono notevoli, è possibile connettersi a Spreaker tramite il proprio account Facebook ed è gratuito (sempre però dopo la classica registrazione del proprio account).

Perché girare i siti web se c’è qualcuno che lo fa per noi?

15 feb

Oggi una brevissima segnalazione che rimanda a Readfresh, un servizio che visita e osserva i siti web per voi e vi aggiorna con le loro pagine più recenti graficamente situate nella parte superiore della pagina, in modo tale che noi possiamo avere immediatamente un’idea d’insieme.
Il servizio di Readfresh (letteralmente: “Leggi le cose fresche”) è gratuito e funziona come una specie di lettore RSS sì (prendo come riferimento Google Reader, il più flessibile disponibile online, ma si può tenere conto anche di un ottimo software da installare come NewsNetWire), ma visivo e quindi per attivarlo (dietro registrazione e creazione di un account gratuito o tramite Facebook) basta digitare l’URL completa nel riquadro apposito e cliccare “Add Site” (Aggiungi il sito).

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