Archivi delle etichette: wiki

Copiare tutta Wikipedia e usarla senza Internet

30 set

Wikipedia é ormai da tempo diventata una risorsa indispensabile per trovare molte risposte e riferimenti web utili nelle tue ricerche on-line, ma ora se volete, si può portarla sempre con sé e consultarla Off-line dovunque ci troviamo sul laptop o dispositivo mobile, senza necessità di avere a disposizione una connessione internet. Per fare questo si deve utilizzare Okawix, un semplice programma gratuito da installare sul PC Windows, Mac o Linux che mette a disposizione una soluzione facile e veloce per scaricare l’archivio completo di Wikipedia (e tutti gli altri archivi Wiki) direttamente su qualsiasi computer o portatile.
Okawix possiede un suo proprio browser con cui potrete navigare localmente tutte le varie versioni multilingue di Wikipedia dopo averle scaricate sul disco rigido locale. Per iniziare si deve prima di tutto scaricare da qui e installare il programma Okawix 0.7.

Dopo aver aperto il programma, verrà visualizzata una pagina per la selezione delle varie versioni linguistiche di Wikipedia, ma per il momento c’è solo l’Italiano e si clicca su in alto su “Select languages“. A questo punto saranno visualizzati tutti gli archivi Wiki in Italiano disponibili per il download: Wikibooks, Wikinews, Wikipedia, Wikiquote, Wikisource, Wikiversity e Wiktionary. La dimensione di ogni download varia da pochi megabyte fino ad arrivare ai 6 gigabyte per il sito inglese di Wikipedia, la versione di Wikipedia in Italiano é invece di 1 solo gigabyte e contiene attualmente 545.673 voci. Clicca sul link per il download sotto uno dei vari Wiki disponibili, si avvierà il download di quel database, ora seleziona un percorso per il download nel disco rigido che sarà scelto automaticamente per ulteriori download. Le immagini possono essere scaricate opzionalmente, subito insieme ai testi del download iniziale o anche dopo, ovviamente questo aumenta la dimensione del download. Dopo aver scaricato il Wiki prescelto, nell’interfaccia principale di Okawix sarà quindi visualizzato in alto nella sidebar di sinistra sotto “Corpus > local” il sito Wiki scaricato, selezionalo e puoi subito utilizzare il motore di ricerca e il browser web per navigare a piacere off-line, nella barra a icone in alto trovate altre opzioni per stampare una pagina, mostrare i risultati di ricerca, ecc.

PBWorks: Wiki per la classe e altro

17 feb

PBWorks permette di creare uno spazio di lavoro online nel giro di un minuto (davvero 1). Gli studenti possono creare pagine e interagire col sito principale senza tanti problemi, gratuitamente e con una serie di accorgimenti di sicurezza e privacy apprezzabili. E’ possibile collaborare in real-time, assieme ad altri educatori, gestire il corso online, ecc.
PBWorks è disponibile in tre versioni: personale, educazione e affari (quest’ultimo a pagamento), mentre è libero l’uso per scopi educativi. Simile ad altri strumenti (penso a Wikispaces, per esempio), PBWorks si distingue per una gradevolezza di fondo, la grafica accattivante e un processo di autenticazione/validazione degli utenti più semplice e rapida, rispetto ad altri strumenti esistenti.
Ad ogni buon conto, trovate un approfondimento dei vari servizi Wiki a questa pagina, “Creare Wiki: I migliori strumenti e servizi per costruire il tuo Wiki” e in questa Tabella comparativa di Wikipedia (in inglese).

“Social…” sì, fin quando funziona rapidamente. E in caso contrario?

6 nov

Qualche giorno fa mi trovavo con i miei alunni in laboratorio per svolgere una delle incombenze che la burocrazia scolastica impone: la verifica scritta o, in altre parole, il compito tradizionale. Prima mi sono dunque chiesto: “Ci sarà un modo per mettere in pratica quello che scrivo sul mio blog, potrò magari usare le tecnologie informatiche per concretizzare il lavoro didattico?”
Immagine 1Andiamo con ordine. L’argomento in questione è il completamento di un Curriculum Vitae in formato europeo, nonché elaborare una lettera d’accompagnamento; visto che insegno Lingua Inglese, allora mi sono complicato la vita (ma anche agli allievi), chiedendo agli studenti di compilare i due documenti direttamente in inglese, online. Svolgere il compito su internet è più che possibile, anzi, è più facile perché il portale europeo dedicato, il Cedefop, propone vari suggerimenti utili. Infine, è possibile salvare il documento in vari formati (Microsoft Word, Open Office, Pdf, in HTML), oppure spedirselo alla propria casella di posta elettronica.
Cos’è che non va, quindi? Ebbene, è presto detto: quando il collegamento internet è scarso o lento, tutta la caratteristica “sociale”, interattiva, è praticamente impossibile essere efficaci e produttivi. Ne segue che gli studenti sono – giustamente – frustrati sì, ma desiderosi di portare a termine il compito assegnato e devo dire, sono nel mio piccolissimo contento di non avere deluso le “aspettative di nuovo” dei miei studenti.
Com’è possibile socializzare, discutere insieme i lavori personali se non vi sono le condizioni essenziali per farlo? Inoltre, com’è possibile convivere in un’Europa che va velocemente verso la banda larga (l’ultimo caso è la Finlandia) mentre qui in Italia si tagliano tutti i fondi disponibili? E’ evidente che la comunicazione tramite internet, la condivisione di conoscenze e la loro manipolazione fanno a pugni con un’informazione di massa informe e non personalizzata, presumibilmente meno libera.
Speriamo bene domani, quando gli studenti termineranno definitivamente il CV, specie se potranno postarlo nel wiki annesso che ho creato per loro…

Apprendimento collaborativo… Ma quanto è efficace? Qualche domanda

10 apr

Il bello del Web 2.0 è che ogni momento c’è sempre qualche spunto di riflessione nuovo in più e vale sempre la pena raccogliere i semi sparsi nella rete per analizzarli e accrescere le proprie conoscenze.
Prendo il via qui dalla lettura di un blog di Anne Marie, “Wishful thinking in medical education“, che approfondisce le relazioni e gli usi del Web 2.0 applicati alla medicina. Diversi post interessanti, fra cui uno sull’empatia, cosa che ritengo essenziale. A seguire cito per intero le domande che l’autrice si è posta sulla portata dell’apprendimento collaborativo (o “Collaborative learning”), cui è pur sempre necessario dare una risposta.

  1. Why when we talk about collaborative learning do we usually refer to online activities rather than face-to-face small group work?
  2. Why do students see the value of discussing a topic and learning from each other face to face much more than contributing to a wiki?
  3. Why does everyone, including educators, find online collaboration hard? Does the interaction that wikis produce actually facilitate learning?
  4. Why do we worry so much about assessing online collaboration when we are happy for students to work in small groups in a tutorial without assessing relative contributions?
  5. Doesn’t the focus on assessment rubrics mean that we will make the students focus on external motivators for particpation rather than internal?

Web 2.0 & Apprendimento delle lingue

2 apr

Ottimo video (in lingua inglese, poco più di 7 minuti) di Graham Stanley, esperto di nuove tecnologie e in forza al British Council di Madrid, Spagna. Ho incontrato Graham alla conferenza del British Council e IATEFL di Milano del 23-25 Marzo 2009 dedicata agli alunni della scuola primaria e adolescenti. Per l’occasione Stanley ha tenuto una relazione dai contenuti simili al video.
In sintesi, Stanley elenca gli strumenti utili per l’insegnante di lingua straniera: tutti hanno in comune la caratteristica di trasformare chiunque in un creatore di contenuti per la condivisione e discussione allargata.

  1. Blogging
  2. Wiki
  3. Podcasting
  4. Second Life

Social or not. Quanto 6 “social”?

24 mar

Il web 2.0 è tale perché l’utente non è solo (né) un semplice fruitore di contenuti, ma anche un creativo che mette molto anche a disposizione di altri e lo “tagga”, lo categorizza con parole per farsi trovare sul web.
Cerchi qualcosa? Bene, i tags (le etichette) te lo trovano e segnalano.
Abbiamo due tipi di tagging: in entrambi i casi annoteremo siti utili sul web, senza portarci appresso il pc che abbiamo usato per navigare su Internet. I siti sono:
1) Del.icio.us;
2) Thinktag.
Con Del.icio.us tagghiamo qualsiasi sito e lo cataloghiamo, aggiungendo riflessioni varie.
Con Thinktag costruiamo una mappa concettuale attraverso i tags, segnalando risorse culturali complesse e creando percorsi di ricerca ulteriore.

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