Archivi delle etichette: wikipedia

Wikipedia rischia di “chiudere”? Is Italian Wikipedia on the verge of ‘closure’?

5 ott

Personalmente non ho alcuna voglia di esprimere valutazioni politiche e/o simpatie di sorta, in nessun senso. Con il presente post desidero solo riportare quanto espresso ufficialmente nella pagina italiana di Wikipedia sulla discussione relativa al proposto Decreto Legge contro l’uso eccessivo delle intercettazioni in ambito giudiziario. In particolare, voglio sottolineare che Wikipedia ha contribuito – in veste di opera collettiva – alla condivisione e fruizione delle conoscenze e delle informazioni, alla circolazione delle notizie e alla loro discussione e/o verifica.
 In English:
Is Italian-based version of Wikipedia on the verge of closing because of a proposed bill by Mr. Berlusconi’s government against the excessive use of judicial tapings? As far as I know, this is the official Wikpedia page and press release in English to illustrate the situation.

Copiare tutta Wikipedia e usarla senza Internet

30 set

Wikipedia é ormai da tempo diventata una risorsa indispensabile per trovare molte risposte e riferimenti web utili nelle tue ricerche on-line, ma ora se volete, si può portarla sempre con sé e consultarla Off-line dovunque ci troviamo sul laptop o dispositivo mobile, senza necessità di avere a disposizione una connessione internet. Per fare questo si deve utilizzare Okawix, un semplice programma gratuito da installare sul PC Windows, Mac o Linux che mette a disposizione una soluzione facile e veloce per scaricare l’archivio completo di Wikipedia (e tutti gli altri archivi Wiki) direttamente su qualsiasi computer o portatile.
Okawix possiede un suo proprio browser con cui potrete navigare localmente tutte le varie versioni multilingue di Wikipedia dopo averle scaricate sul disco rigido locale. Per iniziare si deve prima di tutto scaricare da qui e installare il programma Okawix 0.7.

Dopo aver aperto il programma, verrà visualizzata una pagina per la selezione delle varie versioni linguistiche di Wikipedia, ma per il momento c’è solo l’Italiano e si clicca su in alto su “Select languages“. A questo punto saranno visualizzati tutti gli archivi Wiki in Italiano disponibili per il download: Wikibooks, Wikinews, Wikipedia, Wikiquote, Wikisource, Wikiversity e Wiktionary. La dimensione di ogni download varia da pochi megabyte fino ad arrivare ai 6 gigabyte per il sito inglese di Wikipedia, la versione di Wikipedia in Italiano é invece di 1 solo gigabyte e contiene attualmente 545.673 voci. Clicca sul link per il download sotto uno dei vari Wiki disponibili, si avvierà il download di quel database, ora seleziona un percorso per il download nel disco rigido che sarà scelto automaticamente per ulteriori download. Le immagini possono essere scaricate opzionalmente, subito insieme ai testi del download iniziale o anche dopo, ovviamente questo aumenta la dimensione del download. Dopo aver scaricato il Wiki prescelto, nell’interfaccia principale di Okawix sarà quindi visualizzato in alto nella sidebar di sinistra sotto “Corpus > local” il sito Wiki scaricato, selezionalo e puoi subito utilizzare il motore di ricerca e il browser web per navigare a piacere off-line, nella barra a icone in alto trovate altre opzioni per stampare una pagina, mostrare i risultati di ricerca, ecc.

PBWorks: Wiki per la classe e altro

17 feb

PBWorks permette di creare uno spazio di lavoro online nel giro di un minuto (davvero 1). Gli studenti possono creare pagine e interagire col sito principale senza tanti problemi, gratuitamente e con una serie di accorgimenti di sicurezza e privacy apprezzabili. E’ possibile collaborare in real-time, assieme ad altri educatori, gestire il corso online, ecc.
PBWorks è disponibile in tre versioni: personale, educazione e affari (quest’ultimo a pagamento), mentre è libero l’uso per scopi educativi. Simile ad altri strumenti (penso a Wikispaces, per esempio), PBWorks si distingue per una gradevolezza di fondo, la grafica accattivante e un processo di autenticazione/validazione degli utenti più semplice e rapida, rispetto ad altri strumenti esistenti.
Ad ogni buon conto, trovate un approfondimento dei vari servizi Wiki a questa pagina, “Creare Wiki: I migliori strumenti e servizi per costruire il tuo Wiki” e in questa Tabella comparativa di Wikipedia (in inglese).

Organizzare visivamente il sapere e le relazioni interne: motori di ricerca innovativi

24 mag

EyePlorer permette di esplorare e “processare”/rielaborare il sapere. I motori di ricerca classici ci aiutano a reperire link (collegamenti) e documenti: ci chiedono di seguire il link, aprirne la pagina e il documento corrispondente per accedere all’informazione. “eyePlorer.com”, che è proposta dalla tedesca Vionto, totalmente gratuito nell’uso dopo una breve registrazione (anch’essa gratuita) fornisce l’accesso immediato ai fatti. eyePlorer (Esploratore visivo, letteralmente) visualizza sia i fatti che le relazioni fra i fatti medesimi, i collegamenti a fonti ulteriori, come Wikipedia, per esempio.
Inoltre, eyePlorer.com permette di mettere insieme, elaborare e pubblicare il materiale più interessante. A lato avrete il vostro blocnotes su cui trascinerete le note evidenziate con i nodi, per poi pubblicarle o salvarle a piacimento.
Immagine 3
In poche parole, eyePlorer è una sorta di parametro, un efficace standard per la costruzione della conoscenza visiva.

Pro e Contro (molto) del Cloud Computing (l’ufficio e archiviazione online)

24 mag

Come recita l’apposita voce di Wikipedia, “In informatica, con il termine cloud computing si intende un insieme di tecnologie informatiche che permettono l’utilizzo di risorse (storage, CPU) distribuite.”
La caratteristica principale di tale approccio è di rendere disponibili all’utilizzatore tali risorse come se fossero implementate da sistemi (server o periferiche personali) “standard”. L’implementazione effettiva delle risorse non è definita in modo dettagliato; anzi l’idea è proprio che l’implementazione sia un insieme eterogeneo e distribuito – the cloud, in inglese nuvola – di risorse le cui caratteristiche non sono note all’utilizzatore. Questa l’architettura del Cloud Computing, grazie all’immagine di Wikipedia:
Cloud_comp_architettura
“Una ragione per non usare le web application è la perdita del controllo” dice Richard Stallman (Free Software Foundation): i dati fluiscono liberamente tra qualsiasi postazione o thin client in giro per il mondo e i datacenter, ma a scapito della capacità del legittimo proprietario di disporne a suo piacimento. Basti pensare a cosa accadrebbe nel caso in cui un account venisse sottratto al suo titolare: da quello stesso account potrebbe partire una reazione a catena, che coinvolgerebbe tutti gli altri servizi ad esso collegati, stravolgendo le attività personali e lavorative di quello stesso individuo.
L’avvento del Cloud Computing secondo Stallman non fa altro che riproporre l’antica questione del software free contrapposto a quello non libero: “È un male proprio come usare programmi proprietari”. In ballo ci sarebbe persino la libertà personale: “Fate il vostro lavoro su un vostro computer con un programma che rispetti le vostre libertà: usando un programma proprietario sul server di qualcun altro si è senza difese. Vi state mettendo nelle mani di chiunque abbia sviluppato quel software”.
Dall’altro lato, i vantaggi del Cloud Computing potrebbero essere assai economici: sarebbe possibile evitare di acquistare software e aggiornare le macchine ogni volta che sia necessario perché tutto ciò (o quasi) che serve per lavorare è disponibile online, attraverso i programmi e suite online (come Google Docs, Microsoft Office Live Space, Zoho, ecc.). Inoltre, basta solamente procurarsi o crearsi un account specifico, spesso anch’esso gratuito, per accedere ai vari servizi.
Scuole, uffici pubblici e organizzazioni di varia origine e funzione potrebbero così destinare le ingenti risorse per dotare gli uffici dei software necessari per altri scopi, recuperando anche i soldi riservati all’acquisto delle licenze pluriennali. Dal canto suo, Stallman si scaglia a buona ragione contro il Cloud Computing perché quest’ultimo è – oggettivamente – un concorrente del software libero di cui egli è paladino. In un periodo come quello attuale dove tutti i mezzi di comunicazione vogliono localizzarci (con il GeoTagging, vedi mia voce nell’Enciclopedia Vodafone Lab) Giustamente Stallman si chiede: perché rivolgersi al Cloud Computing, rinunciare deliberatamente alla propria riservatezza, quando è possibile usare suite d’ufficio come OpenOffice, libere e gratuite, installabili ovunque?

Enciclopedie al macero con Wikipedia

6 apr

google-knol-wikipedia-2Il post è ispirato dalla lettura di un interessante articolo di John Naughton apparso sul giornale domenicale inglese The Observer di ieri, domenica 5 aprile, col titolo “Face facts: where Britannica ruled, Wikipedia has conquered“, di cui aggiungo il link diretto. In breve, si ammette che le enciclopedie tradizionali e pur blasonate, con notevole esperienza e tradizione storico-scientifica devono arrendersi alla predominanza dell’enciclopedia collaborativa per eccellenza, Wikipedia, appunto.
L’articolo prosegue rilevando anche che entro la fine del 2009 un gigante informatico come Microsoft abbia annunciato la fine del supporto e dell’aggiornamento sul web della sua enciclopedia Encarta. Fra le ragioni individuate se non dichiarate vi è l’origine pluriculturale e plurilinguista degli articoli di Wikipedia, che annovera centinaia di migliaia di contributi in decine di lingue del mondo. Infine, vale la pena ricordare che Wikipedia può essere certo piena di errori e imprecisioni, ma che tante cose umane lo sono altrettanto, eppure, non per questo l’innovazione si è arrestata, anzi.

Dizionari visivi online e interattivi. L’esempio di Shahi

3 apr

 

shahi-screenshotShahi è il primo esempio di dizionario visuale che si basa su Wiktionary, la versione dizionario di Wikipedia, per le definizioni dei termini cercati e su Flickr per le foto legate al termine in oggetto. A livello didattico Shahi si configura come un notevole aiuto per l’apprendimento linguistico e l’espansione del patrimonio lessicale. Per esempio, nella scuola primaria Shahi potrebbe risultare uno strumento vivace per attirare l’attenzione degli alunni, anche grazie alla possibilità di un contributo personale e un aggiornamento possibile continuo.

A seguito della ricerca viene creato un nuovo riquadro con la definizione sulla destra e una griglia di foto sulla sinistra. E’ possibile specificare anche Google o Yahoo! come sorgenti per la ricerca delle foto. Ad ogni termine cercato viene creato un ulteriore riquadro e quelli precedenti slittano verso il basso, formando così una pagina con la cronologia delle ricerche. Sulla pagina dell’autore si precisa inoltre che Shahi è il termine arabo per indicare il Tè.

Arricchire Wikipedia piuttosto che guardare la TV

26 mar

Clay Shirky (link qui) è un vero esempio di “Human Multitasking”, nel senso che fa un sacco di cose, tutte interessanti e bene: è un ICT consultant, scrive libri (l’ultimo è Here Comes Everybody: The Power of Organizing Without Organizations, del 2008, qui il video di presentazione), insegna per l’Interactive Telecommunications Program (ITP) dell’University of New York e, ultimamente, esplora le dinamiche sociali di gruppo negli spazi online. Ovviamente, scrive pure per giornali e riviste (tipo Wired) ed è esperto consulente per conto della Difesa USA, la BBC, ecc.herecomeseverybody
Proprio per Wired ha risposto ad alcune domande e ha sintetizzato così il suo atteggiamento: “Ogni attimo usato per guardare la TV e non impiegato per arricchire Wikipedia è tempo buttato“. Totalmente condivisibile.
Riguardo l’applicabilità delle pratiche scolastiche sul Web e software scolastico Shirky è piuttosto attento a segnalare le eventuali “dissonanze cognitive” che dovessero insorgere, specie se non si tengono le dinamiche psicologiche nel debito conto.

Twitter & Wikipedia nei programmi inglesi

25 mar

La notizia è di quelle che contano: in Gran Bretagna il governo s’appresta a far partire il programma nazionale (syllabus o curriculum) della scuola primaria in modo tale che i bambini alla fine del ciclo sappiano cosa sono i blog, Twitter, Wikipedia e – soprattutto – usarli come fonti d’informazione. Ulteriori particolari al sito del giornale The Guardian: The Guardian

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