Schoology: Organizzare contenuti didattici e classi online

  • Oggi a scuola ho sperimentato uno strumento online, un esempio di quello che in inglese si chiama “Learning Management System Software” (LMS), cioè un software che permette di organizzare contenuti didattici, creare classi online, inserire contenuti e contributi a cura degli alunni, condividere testi, immagini e video. Il sito Schoology (in lingua straniera e con accesso gratuito se non si pretende molto ‘spazio’ web e se per uso didattico) è un esempio che fa al caso nostro, al pari di Edmodo o Moodle.

    A differenza di altri siti e strumenti, Schoology si configura come uno strumento più semplice e immediato, con le seguenti caratteristiche:
  • Apprendimento asincrono e sincrono
  • Blended Learning o apprendimento misto
  • Possibilità di elaborare corsi didattici con facilità e grafia accattivante
  • Apprendimento con strumenti portatili (tramite smartphone)
  • Possibilità di inserire giochi e momenti ludici
  • Creazione di calendari didattici
  • Possibilità di inserire test e strumenti di verifica degli apprendimenti svolti con una vasta gamma di opzioni appropriate ai gruppi classe
  • Creazione di classi e gruppi di lavoro online, con accesso controllato e verifica dei contributi dei singoli utenti (o gruppi di utenti)
  • Controllo statistico dell’uso degli strumenti, della frequenza degli alunni, dei contributi, interazioni, ecc.

Task manager: Perché oggi gestire impegni è meglio?

social-task-management2Un buon programma o applicazione di gestione impegni -online e non- oggi si rende sempre più utile e necessario.  Alla fine di questo post vedrete una serie di possibili strumenti online.
Un “Task manager” non è solo una specie di lista digitale delle cose da fare messa dentro un calendario, ma uno strumento di lavoro che aiuta a organizzare impegni di tutti i tipi con attenzione alle scadenze, ai carichi di lavoro, ai ruoli e alla comunicazione interpersonale. Se aggiungete la possibilità di interagire attraverso dispositivi mobili (i telefonini e tablet, per intenderci), allora è “fatta al 100%”.
Un “Task manager” è buono a secondo di quello che ci serve, se lo possiamo utilizzare da più dispositivi (magari con sistemi operativi diversi), se le persone coinvolte negli impegni hanno ruoli più o meno chiari e assegnati, se è possibile  condividere i compiti loro assegnati senza troppe complicazioni, ecc. Quali sono, dunque, le caratteristiche e/o i requisiti cui dovremo prestare attenzione? Ecco una breve lista:

  • Fissare le priorità agli impegni, distinguendo tra elementi importanti e non
  • Organizzare le attività (tasks) in relazione a determinati progetti o categorie
  • Fissare dei promemoria (reminders) o scadenze per gli impegni e averli condivisi sui propri calendari
  • Avere la possibilità di suddividere gli impegni e le attività da svolgere in sotto-attività per poterli pianificare meglio e condividere queste stesse sotto-attività con i membri di un team di lavoro.Inoltre, se si è a capo di una squadra di lavoro, si potrebbe avere la necessità di
  • Sovrintendere alla serie di attività e impegni di lavoro, con revisione e controllo di quanto svolto e/o delegato
  • Avere la possibilità di gestire in modo centralizzato, se necessario.

In termini di strumenti e dispositivi, vale la regole secondo cui più se ne hanno, meglio è. Pertanto, quando scegliamo un’applicazione o software, controlliamo che vi siano:

  • Un’app per smartphone e tablet
  • Un’applicazione desktop
  • Un’applicazione da usare via web (online, secondo la filosofia del Web 2.0Fra gli strumenti online per “Project Management” migliori, tutti gratis, che mi sento di consigliare: Anydo; Asana; Bitrix24; Producteev; Todoist.

BlackBerry Blend: gestire messaggi, email e altri contenuti

BlackBerry Blend

Da felice possessore e utilizzatore di telefonini BlackBerry ho scoperto la nuova App BlackBerry Blend che permette di gestire la messagistica ed i contenuti del nostro smartphone tramite i terminali più disparati: Windows, iOS, Mac e Android. L’essenza crossplatform di Blend è la ricetta di BlackBerry per rispondere alle esigenze dell’utenza odierna, sempre alla presa con dispositivi più disparati e spesso basati su diversi OS.
Tramite Blend gli utenti potranno ricevere notifiche istantanee, rispondere a messaggi di lavoro e personali, accedere a documenti, calendari, contatti e contenuti media in tempo reale su qualunque dispositivo, che sia uno smartphone Android/iOS/BlackBerry o un tablet e PC. Il valore aggiunto non è ovviamente il solo carattere multipiattaforma, la casa canadese garantisce infatti un livello di sicurezza inedito che fa affidamento sui metodi di criptaggio già in uso. Potremo quindi:

  • Utilizzare lo smartphone come un hub di rete mobile: accediamo in maniera sicura a email di lavoro, calendari e file importanti su qualunque dispositivo connesso a Blend.
  • Trasferire file tra i device: salveremo file dal computer sul nostro smartphone BlackBerry così da renderli accessibili su qualunque device connesso a BlackBerry Blend.
  • Sicurezza BlackBerry, sui tuoi device: Resa possibile dal device BlackBerry attraverso la rete BlackBerry, questa esperienza integrata è anche sicura. E gli amministratori IT possono dormire sonni tranquilli, dal momento che hanno la possibilità di settare parametri per gli utenti del BlackBerry Blend in grado di adattarsi alle loro linee guida in materia di sicurezza.
  • Gestione unificata del calendario: BlackBerry Blend unisce tutti gli incontri di lavoro, gli appuntamenti personali e gli eventi in un’unica schermata.
  • Connettersi ovunque, in qualunque momento: BlackBerry Blend può connettersi senza fili via wireless o rete cellulare, o tramite porta USB sul proprio PC. Una volta connesso, utilizza il nostro BlackBerry ID sul computer e tablet per connetterci sul BlackBerry Blend.

AirDroid: Gestire il proprio smartphone via web

AirDroidUn’applicazione come AirDroid mi mancava ed è sicuramente utile per chi possiede e utilizza un telefono cellulare con sistema Android.
Ho scoperto AirDroid casualmente e l’ho subito scaricato sia sul telefonino che sul pc. AirDroid esiste in molte versioni Desktop: Windows, Mac OS X, e versione accessibile da web (Google Chrome, ovviamente).
Una volta installato su telefonino e/o computer, creeremo un account e in brevissimo tempo AirDroid si collegherà al nostro telefonino, originando una schermata – plancia di comando come quella dell’illustrazione, da cui è possibile gestire tutto quanto c’è nel proprio smartphone. Vedremo il nostro (o più) terminale con un menu a destra, compresa la sua localizzazione (via Gps) e in basso sempre a destra una piccola console per gestire la scheda di memoria presente. Sempre sulla schermata a sinistra potremo aggiungere app a nostro piacimento.
Tramite AirDroid è possibile leggere/spedire/ SMS, gestire le applicazioni, tutti i file multimediali, audio e video. E’ presente un discreto “Task Manager” e “File Manager”, ecc. Sul pc quindi potremo gestire le notifiche, interagire con i contenuti del telefonino e così via in modo abbastanza efficace. Unica nota negativa è che su Android 4.4 “KitKat” NON è ancora possibile cancellare i vecchi SMS.
Indubbiamente AirDroid è un’ottima applicazione che mancava agli utenti Android, cosa che invece esisteva da anni per BlackBerry (e oggi la suite di BlackBerry Blend risulta la più completa esistente) e Mac OS X.

Trello: i post-it sopraffini / Instant clarity on any project

Una volta esistevano i bigliettini, i Post-it e le liste di cose da fare, da ricordare e le persone da contattare.
Oggi ogni telefonino e smartphone che si rispetti presenta il calendario, offre la possibilità di scrivere una nota e prendere un appunto riguardo tutte le cose da fare e persone da contattare: c’è chi lo fa bene, chi lo fa in maniera graficamente splendida e chi in modo semplicemente efficiente. Io non nascondo le mie preferenze e sono sempre stato innamorato della praticità operativa dei BlackBerry (RIM), mentre l’eleganza della grafica di certe applicazioni IOS è ancora ineguagliata.
Oggi propongo TRELLO, applicazione infintamente flessibile e incredibilmente facile da usare: Trello tiene nota di qualsiasi cosa, da una foto con alta risoluzione ai dettagli più piccoli.
Trello esiste in molte versioni, tutte graficamente eleganti e scaricabili gratuitamente, da usare via web, attraverso smartphone (Android, IOS e Windows). Il trucco di Trello è l’uso dei “bigliettini” in cui è possibile inserire di tutto, dal testo all’immagine, dal tag di identificazione a qualche file audio, colori per evidenziare e altro ancora.
Particolari non indifferenti: Trello permette di lavorare in condivisione, invitare altri utenti a condividere notifiche, email, progetti, ecc.

Example of Trello board

IN ENGLISH
Trello is really and infinitely flexible. It easy to use and keeps track of everything, from the big picture to the minute details. Moreover, Trello allows you to create a collaborative project from scratch and in a very beautiful way.With Trello it is possible to:

  • Add a checklist to keep on top of all those little to-dos.
  • Attach photos, drawings, sketches, and mockups to quickly illustrate ideas at a glance.
  • Attach a date and it will appear on the front of the card.
  • Customize labels for your cards, and use filters to only show what you want.
  • Attach a relevant file right to the card.
  • Invite as many people as you want to a board.
  • Assign cards to board members, and everyone will be able to see what everyone else is working on.
  • Create a Trello organization to collect all your people and boards together in one place.
  • Collaborate in real-time.

Software (gratis) per Reti Scolastiche

ImmagineGestire informazioni e postazioni di lavoro, interagire e collaborare sono diventati ormai tratti essenziali del vivere quotidiano. Ogni giorno i giovani mettono in atto un grado crescente di condivisione di materiali, foto, immagini, audio, video, quindi sarebbe completamente impensabile rifuggire dalla creazione di una rete scolastica di postazioni, sia a scuola che a casa. La condivisione sembra ri-fondare un vecchio adagio, adattandolo all’età contemporanea “Condivido, dunque esisto“.
E’ possibile usufruire di software -preferibilmente gratuiti- per gestire una rete scolastica, possibilmente gratuita? Parrebbe di sì e vale la pena darvi uno sguardo, anche per superare i problemi tecnici dati da un programma di qualche anno fa come iTalc, che pare non essere più ben supportato, specie dalla fine di Microsoft Windows XP.
Oggi suggerisco vivamente di prestare attenzione a due programmi, entrambi esistenti in versione gratuita E anche a pagamento: LanSchool e RealVNC. Come al solito, le versioni si differenziano a secondo delle funzioni e se si vuole la condivisione di documenti (file-sharing), la chat, la crittografazione, accesso complesso, ecc. Sia chiaro! Entrambi LanSchool che RealVNC permettono

  • Dialogare con l’insegnante; 
  • Interagire con applicazioni Android/ iPad/ iPod/ iPhone;
  • Monitorare un buon numero di studenti (LanSchool fino al ragguardevole numero di 3000!);
  • Monitoraggio digitazione lavoro degli studenti in tempo reale;
  • Gestione e salvataggio disposizione delle postazioni di lavoro studenti, anche graficamente;
  • Controllare le applicazioni realmente adoperate dagli studenti e l’ultimo sito web da loro visitato;
  • Avere una comoda visione del monitor degli studenti;
  • Monitorare un gruppo di studenti (ottimo per lavori di gruppo in versione collaborativa);
  • Possibilità per gli studenti di interazione con l’insegnante (richiesta d’aiuto elettronico);
  • Creare classi di lavoro;
  • Attivare password o modelli di sicurezza basati su Active Directory.

Faccio notare che tutte le caratteristiche sopra elencate sono a disposizione di chi userà LanSchool, che è attivabile e scaricabile liberamente su tutti i sistemi operativi (Windows, Mac OS, Linux), nonché su piattaforme mobili (Androis, IOS). Ritengo che RealVNC sia leggermente “meno ricco” di funzioni, ma dalla sua ha una perfetta fruibilità su tutte le piattaforme mobili e sistemi operativi.

Internet of Things: open source contro sistemi proprietari

Premessa assai importante: questo post NON è originale, ma una riproposizione di un’interessante lettura. L’autore dell’articolo originale è Giulio Coraggio, il post è apparso per la prima volta con il titolo “Internet of Things: open source contro sistemi proprietari“, e lo trovate a questo link.

LogoTECH230“Viene stimato che il mercato dell’Internet of Things () varrà 7.1 trilioni di dollari in volumi di vendite entro il 2020. Tuttavia, il principale problema del settore è di solito indentificato nella mancanza di tra dispositivi che appartengono a diversi sistemi. Quindi se uno stesso utente ha dispositivi di due produttori diversi o meglio appartenenti a due piattaforme diverse, non sarà in grado di farli comunicare?

Il solito confronto è tra piattaforme proprietarie, che consentono l’interoperabilità solo con dispositivi che siano stati certificati dal produttore del sistema IoT, e piattaforme open source in cui non operano tali restrizioni.

Al fine di affrontare tale problema è stato realizzato l’IoT-A, un programma finanziato dalla Commissione europea, volto a consentire la comunicazione tra diversi dispositivi dell’Internet of Things creando un “linguaggio” comune di comunicazione tramite un’architettura idonea a consentire l’interoperabilità tra diversi sistemi IoT. Questo progetto è stato supportato da diverse società del settore delle tecnologie, ma al momento non rappresenta lo standard del mercato (o meglio del mercato che verrà) dove società tendono a sviluppare sistemi proprietari al fine di proteggere i loro investimenti consentendo il collegamento solo di dispositivi certificati da loro. Tuttavia, ci sono anche piattaforme open source che hanno il fine di consentire ad ogni possibile dispositivo di connettersi con i loro sistemi.

Ho già affrontato alcune delle problematiche legali relative all’Internet of Things, ma il principale quesito in merito a quanto indicato in precedenza è se il proprietari di tali sistemi IoT, che consentano solo la connessione con dispositivi da loro certificati, possano impedire l’accesso ai loro sistemi a dispositivi che non siano stati certificati da loro o che loro non vogliano certificare o che vogliano certificare solo alle loro condizioni.  Infatti, alcuni commentatori sostengono che i sistemi c.d. “chiusi” potrebbero essere considerati in violazione della normativa sulla concorrenza. Tale conclusione, a loro giudizio, è anche più valida qualora i produttori di tali sistemi selezionino i produttori di dispositivi che possono essere “certificati” obbligandoli ad accettare i loro termini contrattuali.

Questo approccio non è nuovo nel settore ed è già presente in altri mercati, ma la fondatezza di tale analisi dovrà essere valutata solo quando sarà possibile identificare un mercato dell’Internet of Things e i suoi principali operatori e si potrà valutare le peculiarità del mercato, i propri trend e la condotta adottata dalle parte interessate.

commissione ueAllo stesso modo, la Direttiva europea relativa alla tutela giuridica dei programmi per elaboratore 2009/24 prevede che il c.d. reverse engineering dei programmi per elaboratore non richieda l’autorizzazione da parte dei titolari dei diritti qualora sia  “indispensabile per ottenere le informazioni necessarie per conseguire l’interoperabilità con altri programmi di un programma per elaboratore creato autonomamente le informazioni necessarie per ottenere l’interoperabilità” a condizione che “le informazioni non siano già facilmente e rapidamente accessibili“.

La norma sopra esposta è stata oggetto di diverse interpretazioni da parte delle corti competenti e dovremo seguire lo sviluppo di tali interpretazioni negli anni in cui l’IoT diventerà di maggior uso comune per vedere le sue possibili implicazioni sul mercato.

Ciò a meno che i governi locali adottino misure volte a favorire la crescita di tale mercato, come di recente accaduto in Cina. E in quest’ottica la Commissione europea sembra stia facendo notevoli investimenti nel settore dell’Internet of Things e dell’eHealth. Quindi misure volte a incoraggiarne la diffusione potrebbero essere adottate nei prossimi anni.

 Certamente questo è un settore che sta catturando l’interesse di tutti gli addetti ai lavori per le sue enormi potenzialità, ma non c’è dubbio che la sua crescita richiederà la risoluzione di notevoli problematiche legali.”