Quali sono i diritti dell’utente di Internet? Nasce la Carta dei diritti

Hanno voluto porsi questa domanda e soprattutto rispondere quattro figure di spicco della blogosfera americana: Joseph Smarr, Marc Canter, Robert Scoble, e Michael Arrington.
Vi riporto di seguito i diritti stilati dai quattro blogger ed esperti di nuove tecnologie, che procederemo poi a presentarvi. I diritti di tutti gli utenti del Social Web includono:

  • Con lo sviluppo della vita online e la stretta rete di relazioni virtuali in cui siamo coinvolti è inevitabile chiedersi come possa essere regolata la nostra esistenza di cittadini del Web.
  • La proprietà delle informazioni personali, tra cui il profilo personale, la lista delle persone con cui sono in contatto, il contenuto e l’attività che producono online
  • Il controllo di se e come tali informazioni personali sono condivise con altri
  • La libertà di consentire l’accesso alle proprie informazioni personali affinché queste possano essere usate da siti terzi.

Questo è quanto si legge sul blog di Marc Canter, volto noto del blogging impegnato nella diffusione di standard comuni per l’apertura del Web nonché fondatore di Broadband Mechanics. Accanto a lui Joseph Smarr, fondatore della società di social networking Plaxo, Micheal Arrington di TechCrunch e Robert Scoble, blogger e technical evangelist.
Il manifesto nasce dalla comune concezione di Open Social Web espressa da Canter e Smarr, come quest’ultimo scrive qui. ma cominciamo dal Social Web: per Social Web si intende la rete di servizi come Facebook, YouTube, Flickr, le piattaforme di blogging e nanoblogging, ossia tutte quelle applicazioni del Web 2.0 basate sulla creazione di un profilo personale attraverso il quale è possibile interagire con altri utenti. La moneta di scambio sul Web sono le informazioni:
più sono personali maggiore è il loro valore (pubblicitario in primis) e per entrare all’interno di un social medium dobbiamo iscriverci, cioé  regalare informazioni alla compagnia che gestisce il medium, informazioni di cui poi perdiamo ogni controllo.
L’apertura garantirebbe invece il controllo dei dati personali da parte degli utenti: una Rete tra le reti, un network vero e proprio in cui l’identità virtuale ha la padronanza dei propri dati.

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