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Il bello del Web 2.0 è che ogni momento c’è sempre qualche spunto di riflessione nuovo in più e vale sempre la pena raccogliere i semi sparsi nella rete per analizzarli e accrescere le proprie conoscenze.
Prendo il via qui dalla lettura di un blog di Anne Marie, “Wishful thinking in medical education“, che approfondisce le relazioni e gli usi del Web 2.0 applicati alla medicina. Diversi post interessanti, fra cui uno sull’empatia, cosa che ritengo essenziale. A seguire cito per intero le domande che l’autrice si è posta sulla portata dell’apprendimento collaborativo (o “Collaborative learning”), cui è pur sempre necessario dare una risposta.

  1. Why when we talk about collaborative learning do we usually refer to online activities rather than face-to-face small group work?
  2. Why do students see the value of discussing a topic and learning from each other face to face much more than contributing to a wiki?
  3. Why does everyone, including educators, find online collaboration hard? Does the interaction that wikis produce actually facilitate learning?
  4. Why do we worry so much about assessing online collaboration when we are happy for students to work in small groups in a tutorial without assessing relative contributions?
  5. Doesn’t the focus on assessment rubrics mean that we will make the students focus on external motivators for particpation rather than internal?