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Il programma riguardante l’istruzione dell’amministrazione presidenziale americana a guida Obama è stato quasi ignorato o minimamente discusso dai mezzi di “informazione” in Italia, al limite dell’assenza assoluta di dibattito pubblico e privato. Siamo in un paese – l’Italia – dove parlare di scuola e istruzione per il presente e il futuro equivale al nulla, dove il pernacchio dell’ultimo reality show ha dignità di prima serata con tanto di programmi di approfondimento, sia a livello privato che a livello pubblico. Negli USA il peso dell’istruzione è diventato elemento strategico per la politica nazionale.
Obama ha quindi illustrato quelli che lui stesso chiama (in inglese) i “Five Pillars” (i cinque pilastri) del suo programma d’azione sull’istruzione durante un discorso all’United States Hispanic Chamber of Commerce lo scorso martedì 10 Marzo, al Washington Marriott Metro Center. A questo link è possibile reperire sia il video (in inglese), sia il testo che scaricare entrambi. Ecco i “pilastri” dell’educazione secondo Obama:

1) “Investing in early childhood initiatives” like Head Start;
2) ) “Encouraging better standards and assessments” by focusing on testing itineraries that better fit our kids and the world they live in;

Obama, Taking on Education

Obama, Taking on Education

3) “Recruiting, preparing, and rewarding outstanding teachers” by giving incentives for a new generation of teachers and for new levels of excellence from all of our teachers.
4) “Promoting innovation and excellence in America’s schools” by supporting charter schools, reforming the school calendar and the structure of the school day.
5) “Providing every American with a quality higher education-whether it’s college or technical training.”
In sintesi, lo sviluppo e la promozione socio-economica dipende dalla promozione dell’istruzione di qualità, dall’avere insegnanti bravi e ben pagati, dal non lasciare indietro alcun bambino, dall’avere un’ottima istruzione universitaria, perché già dal 2016 si dovrebbero avere professioni e percorsi lavorativi che imporranno la necessità di padroneggiare concetti e capacità di livello, internet incluso. Infine (e molto interessante per i profeti di sventure economiche di bilancio che negano adeguati fondi all’istruzione), Obama dimostra che nel lungo periodo una persona poco e/o male istruita costa di più alla comunità che una con le migliori opportunità.