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Il post che propongo oggi non è personale, ma ripreso da un interessante articolo di David Saltuari, sul Magazine di Sky.it, reperibile a questo link. Saltuari approfondisce l’uso da parte della nuova presidenza americana di Obama dei mezzi di comunicazione mediata dai social networks. In particolare, si evidenzia come la Casa Bianca si sia lanciata alla conquista di Facebook, MySpace e Twitter:

“Che Barack Obama fosse il politico più attento nell’uso degli strumenti del web lo si sapeva fin dalle primarie democratiche dello scorso anno. Ora il presidente degli Stati Uniti ha deciso di dispiegare anche tutti i canali comunicativi della Casa Bianca sui social network. L’apertura dei canali su Twitter, MySpace e Facebook (che si vanno ad aggiungere ai già esistenti canali di YouTube e Flickr) ha coinciso con l’emergenza dell’influenza A, permettendo così di mettere subito alla prova l’efficacia e l’utilità di questi strumenti di comunicazione.
Perché la domanda che tutti si pongono è sempre la stessa: sarà anche bello, giovane e moderno aprirsi una pagina su tutti i social network. Ma serve poi veramente a qualcosa o fa solo immagine? La domanda non è peregrina, anche perché i social network, come si capisce dal nome, servono a socializzare e prevedono dunque un’alta interazione tra gli utenti. Ma per la Casa Bianca, sia per il necessario distacco istituzionale che deve avere sia per la quantità di contatti che ha, risulta impossibile essere un’utente come tutti gli altri. Sarà ben difficile scoprire su Facebook quali sono i cinque personaggi che vorrebbe avere accanto in una rissa…
immagine-1…La Casa Bianca si offre completamente al commento pubblico e al pubblico dibattito, non si preoccupa se sotto i proprio video o nei propri status compaiano commenti fuori luogo o offensivi, perché si fida della capacità degli utenti di controllarsi e di gestirsi in modo civile (e a leggere i commenti, per ora, i cittadini dimostrano la loro maturità). E confida soprattutto nelle sue azioni e nelle proprie politiche per evitare i commenti critici. Il commento, da atto privato tra utenti, diventa qualcosa di pubblico e forma un nuovo modo di intendere l’opinione pubblica. Un opinione che, effettivamente, tiene il governo sempre sotto controllo ed ha gli strumenti per diventare massa critica.
Quanti sono oggi i governi che hanno il coraggio di sottoporsi a questo tipo di controllo pubblico?” [corsivo e grassetto del sottoscritto].

Ulteriori link (personali) utili per continuare il discorso: