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Dal giornale La Repubblica di oggi, 13/05/2009:

77“Libero accesso ad internet per i candidati durante l’esame di maturità? In Italia una novità di questo tipo farebbe rizzare i capelli ai prof. Diverso il punto di vista nelle scuole del nord-Europa e in particolare in Danimarca. Qui il Ministero dell’Educazione sta seriamente considerando l’ipotesi di consentire l’accesso al web durante gli esami scritti, per gli studenti delle scuole superiori. E in autunno si appresta ad avviare la prima sperimentazione.”  (Fine citazione).
Come ha detto al quotidiano MetroXpress Søren Vagner, consulente per il Ministero dell’Educazione danese, l’accesso ad internet consentirà ad ogni studente di raccogliere informazioni più approfondite e dettagliate relative, per esempio, ai fatti storici trattati nell’esame. In poche parole, non si rischierà di sbagliare date, nomi e quant’altro, ma non banalizzeremo troppo in tal senso: internet è anche questo, ma anche tanto altro.
C’è molto buon senso in tutto questo, a dispetto di tutti i pareri scandalizzati che fra poco sentiremo qui in Italia, come ogni anno e a ogni vigilia di Esami di Stato. 
Certo, il problema di quello che in inglese si chiama “Plagiarism” (copiatura, adattamento di lavori altrui) è sempre in agguato, ma a questo possono ovviare i docenti facendo il loro lavoro: consigliare, guidare, rimodellare. Assieme ai loro studenti.
Internet è ormai una realtà impossibile da nascondere, è un potente strumento di ricerca e di costruzione di conoscenze che possono essere adattate di continuo alle esigenze formative e alle condizioni del contesto culturale di riferimento.