Altro che “nativi digitali”: ormai parliamo di “residenti” e “visitatori”

Per molti anni abbiamo discusso del presunto “Digital Divide”, della possibile divisione della popolazione fra persone competenti in materia di nuove tecnologie digitali e “analfabeti digitali”. Dobbiamo la teoria della divisione fra “Nativi digitali” e “Analfabeti” al famoso esperto americano Marc Prensky di qualche anno fa.
Oggi si preferisce (specialmente in campo anglo-sassone) inquadrare la situazione secondo la permanenza attiva o occasionale dell’utente digitale sul web. Così possiamo parlare di residenti, cioè individui che trascorrono una certa parte della loro vita proprio online. Il web così inteso rappresenta la proiezione dell’identità dei residenti e ne facilita le relazioni a livello complessivo: insomma, queste sono persone che hanno il loro “doppio” online che viene curato regolarmente giorno dopo giorno.

Per contro, il visitatore è un individuo che usa il web come uno strumento in maniera organizzata, secondo le necessità che si presentano di volta in volta. Questo “visitatore” può prenotare una vacanza online, fare una ricerca su un argomento particolare, usare uno strumento di chat o video-conferenza, ecc.
Quello che si evince, in ogni caso, è la natura collaborativa e condivisa di tutto quanto, della “folla” che popola il Web e l’immagine che ho selezionato credo sintetizzi bene il trend complessivo: passiamo dall’IO al NOI.

Annunci

Mi scusi, che pensa di…? L’audio-blogging in classe

Utilizzare strumenti pratici ed efficaci per creare podcast di qualsiasi entità, magari sotto forma di attraenti trasmissioni da affidare in rete, da inserire in Apple iTunes, in siti di micro-blogging, di didattica e multimedialità, ecc. In altre parole, il sogno della creatività gestito in proprio, con un progetto culturale e strumenti concreti: questo permette di fare AudioBoo. Originariamente AudioBoo è nato come applicazione per l’iPhone, ma adesso è disponibile per tutti, anche attraverso il browser (vedi link) e permette di creare un pensiero, registrare quanto si dice e si argomenta in modo facile e rapido.
Le potenzialità didattiche di AudioBoo sono enormi, direi al pari di un classico learning object, riusabile quanto si vuole e permette quanto meno di sperimentare modalità di lavoro di (piccolo) gruppo, di ricerca e sintesi d’informazioni, esempi micro-giornalismo, ricerche sul campo, rapidi sondaggi, ecc.

Usare disegni e foto per una lezione divertente

Situazione: non abbiamo / non ho un programma a disposizione per potere manipolare fotografie o immagini di qualsiasi tipo. Meglio ancora: non ci va o non abbiamo neanche tempo e pazienza per potere elaborare le immagini, magari con un facile e brillante programma tipo Comic Life. Allora che facciamo, ci arrendiamo, abdichiamo alla creatività fantasiosa e impediamo la fantasia dei nostri alunni. NULLA di tutto ciò! Ecco perché propongo Dumpr, un servizio gratuito (al solito con account di registrazione) che permette di caricare le vostre foto e/o immagini, aggiungere gli effetti grafici desiderati e pubblicare online, sia per gioco che per buoni usi didattici.

Realtà arricchita/ Augmented Reality. Ovvero, il futuro nel presente

Abbiamo giocato con i videogiochi per almeno 30 anni e dalla nascita di Pong nei primi anni ’70 le schede grafiche dei computer sono diventate progressivamente più sofisticare, arrivando a rappresentare una componente rilevante nel considerare l’acquisto di un nuovo computer. La grafica dei giochi, non ultimi Myst o Call of Duty, indubbiamente spingono i produttori oltre le barriere convenzionali, ai limiti del foto-realismo.
Oggi, ricercatori e studiosi, sviluppatori e ingegneri stanno facendo di tutto per fare inventare nuovi schermi televisivi (o monitor di pc) e integrarli con il mondo reale- Ebbene, questa nuova tecnologia va con il nome di Augmented reality (A.R.) o, in italiano, Realtà arricchita e il concetto che vi sta dietro è che lo spettatore possa avere un’idea concreta di vedere, ascoltare, provare e annusare quanto presentato attraverso lo schermo. In poche parole, la tecnologia A.R. riconosce ciò che facciamo e  così ci immergiamo in una realtà assai coinvolgente.
Una delle definizioni più comuni e accettate di A.R. è stata prodotta nel 1997 da Ronald Azuma (A Survey of Augmented Reality Presence: Teleoperators and Virtual Environments, pp. 355–385, August 1997). In sintesi, l’A.R.

  • combina gli aspetti del reale e del virtuale
  • è interattiva e in tempo reale
  • è presente in 3D

Come prevedibile, abbiamo la componente Hardware (dispositivi vari di input, schermi reattivi, come quelli dell’iPhone per esempio, accelerometri, GPS, ecc.), ma anche quella Software, specialmente sotto forma di browser in 3D o programmi che arricchiscono le informazioni di base come:
CoolIris, un programma per navigare in Internet a livello visivo, dal forte impatto, utilizzabile gratuitamente sia come plugin per il vostro browser di base o come programma a parte, su qualsiasi sistema operativo;
SpaceTime 3D, motore di ricerca assai simile a Google che recupera pagine web, immagini, video e altro e le presenta sotto forma di “Cover Flow”, di attraenti pagine tridimensionali, come avviene già in Mac OS Leopard;
SphereXplorer, browser specifico per sistemi Windows, in 3D, liberamente installabile;
Wikitude World Browser, specifico per l’Apple iPhone, ma anche in rapido sviluppo per computer tradizionali.

I vantaggi nell’usare browser in 3D sembrano principalmente consistere nella rapidità di ricerca e della chiarezza connessa, perché l’utente ha un’immediata idea di quanto e cosa contiene la pagina web trovata, senza che debba per forza “entrare” nel sito per leggerne le informazioni. Inoltre, vistio che molti programmi sono installati su telefonino, ne consegue che sono maneggevoli, rapidi nell’uso, facili nell’interfacciarsi. L’anteprima della pagina web è ora disponibile in quasi tutti i browser tradizionali, tra cui ricordiamo il pioniere Opera, programma assai leggero, sicuro ed efficiente (non a caso molti produttori di cellulari lo integrano nei loro apparecchi), Google Chrome, Apple Safari, o Microsoft Explorer, ma nessuno di questi permette la visione chiara e fruibile di ogni dettaglio della pagina trovata. Come tutti gli strumenti del genere, sono integrati il Geotagging e il Tagging vero e proprio (“etichettare” le informazioni e le pagine web, testualmente e con coordinate GPS, tipo Panoramio).

Possibili usi didattici e/o applicazioni pratiche in classe dell’A.R.:

  • Apprendimento informale e auto-organizzato
  • Apprendimento basato sul Problem-learning
  • Attività di gruppo
  • Apprendimento esterno
  • Studio indipendente e autonomo
  • Apprendimento a distanza
  • Blended learning o, apprendimento misto

Altri prodotti corredano servizi già esistenti e ne esaltano le funzioni. Alcuni esempi di questa ulteriore categoria sono, spesso per uso nel cellulare; ne cito uno per tutti, cioè Layar, programma per sistemi Google Android (ma presto anche per Apple iPhone), che in tempo reale aggiunge visivamente elementi a secondo di quel che inquadrate con la telecamera del telefonino.

Domande che mi porrei da tecnoappassionato docente… Tra musica, Web e cambiamenti

Questo post sia apre con una citazione cinematografica, tirando in ballo il film The Hours di Stephen Daldry (2002), tratto dal romanzo di Michael Cunningham, vincitore di un premio Pulitzer. Come molti sicuramente ricordano, la storia intreccia tre vite e tre momenti di tempo, da Virginia Woolf nei primi del Novecento, alla lettrice Julianne Moore negli anni Cinquanta, e per finire, alla moderna signora Dalloway impersonata da Meryl Streep. Come prevedibile, la storia si colloca tra Gran Bretagna e Stati Uniti, tra salute e malattia (tumore). Sembrerà azzardato, ma quando io intendo l’intreccio che il Web comporta per le nostre vite, mi viene in mente questo film, anche per questo mescolamento continuo di percezioni, sensazioni, luoghi, piani narrativi e altro. Il punto è non farsi sommergere (come la vera Virginia Woolf, suicida per annegamento) dal mare del mondo che batte alla porta.
Da buon appassionato di tecnologia e tecnologie, strumenti fisici e disponibili online, ogni tanto arrivo a pormi alcune domandine che vorrei condividere con tutti i lettori e conoscenti, regolari e occasionali. Le domande sono le seguenti:

  1. Come il Web ha cambiato la vostra/mia vita?
  2. Il Web ha cambiato la società? Se sì, come e in che misura?
  3. Il Web ha cambiato il modo e l’identità del “fare scuola”?
  4. Come pensiamo che potrebbe essere il Web da qui ai prossimi 20 anni?

Oggi dispongo di una notevole massa di dati, informazioni e “documenti” di ogni genere, incluso il brano musicale di Philip Glass, The Hours, che sentite in sottofondo al video allegato e spero sia abbastanza udibile.

Oggi viviamo con la disponibilità di intere “vite digitalizzate”, di connessione pressoché permanente, ma anche di importanti ritardi nella possibilità di usufruire di banda larga, specie se pensiamo a intere zone d’Italia non toccate dall’ADSL.
Quel che è più importante a mio modesto parere: pensiamo, scriviamo e parliamo in modo differente da quando utilizziamo il Web in modo così pervasivo? Quali sono i confini che dovremmo o potremmo ancora “sopportare”, “eliminare”, ecc?
Da quando io utilizzo i Word-processor, confesso, scrivo in tempi e modi davvero differenti rispetto a prima: arrivo pure a cambiare il lessico e la struttura delle frasi. Perché mai non dovremmo chiederci se facciamo altrettanto da quando usiamo il Web (o da quando il Web usa noi)?
Inoltre, se è ampiamente riconosciuto dalla psicologia dello sviluppo che l’uomo è un “animale sociale”, perché mai non ci dovremmo chiedere se e come cambia “l’animale studente” attraverso l’uso di Internet e della condivisione di contenuti? Come cambia l’animale studente o uomo nelle sue relazioni sociali e strutture societarie?
Infine: che sviluppo prefiguriamo per noi fra qualche decennio, dopo la crescita della Generazione Internet? Ci aspettiamo di vivere in un mondo perennemente connesso e interconnesso? Più o meno come il capitano John Anderton di Minority Report (altra citazione filmica)?
Vorreste dire la vostra opinione su cambiamenti, situazioni, esperienze, e altro? Grazie comunque…

Attrazioni turistiche per appassionati e studenti

Gli studenti vorrebbero esplorare e visitare posti e città straniere? Abbiamo la lezione di geografia però non conosciamo esattamente tutti i link dei siti che vorremmo visitare con i nostri studenti in laboratorio domani? Oggi tutto questo è possibile attraverso un sito davvero utile per ricerche individuali e lavori di gruppo: sto parlando di Fun Tourist Attractions. Lo so, molti di voi storceranno il naso perché è ancora una risorsa educativa in lingua inglese, ma abbiate pazienza ed esplorate pure voi…
Quando selezioniamo una città, che raccoglie un album fotografico e video, siamo dirottati alla pagina corrispondente, che include oltre le foto, anche tanti link utili relativi alla visita della città, agli hotel, ai trasporti, a una mappa di Google liberamente navigabile.

Quel che intendo per socialità dell’apprendimento…

Grazie all’amico francese @fdomon, ho ricevuto questi auguri di buon 2010 che vorrei condividere con tutti gli amici lettori del mio blog/sito e spero che sia chiaro come vedo l’apprendimento e cosa questo comporti, non solo a livello di strumenti tecnici, ma anche e soprattutto, di maturazione interiore/esteriore.