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Abbiamo giocato con i videogiochi per almeno 30 anni e dalla nascita di Pong nei primi anni ’70 le schede grafiche dei computer sono diventate progressivamente più sofisticare, arrivando a rappresentare una componente rilevante nel considerare l’acquisto di un nuovo computer. La grafica dei giochi, non ultimi Myst o Call of Duty, indubbiamente spingono i produttori oltre le barriere convenzionali, ai limiti del foto-realismo.
Oggi, ricercatori e studiosi, sviluppatori e ingegneri stanno facendo di tutto per fare inventare nuovi schermi televisivi (o monitor di pc) e integrarli con il mondo reale- Ebbene, questa nuova tecnologia va con il nome di Augmented reality (A.R.) o, in italiano, Realtà arricchita e il concetto che vi sta dietro è che lo spettatore possa avere un’idea concreta di vedere, ascoltare, provare e annusare quanto presentato attraverso lo schermo. In poche parole, la tecnologia A.R. riconosce ciò che facciamo e  così ci immergiamo in una realtà assai coinvolgente.
Una delle definizioni più comuni e accettate di A.R. è stata prodotta nel 1997 da Ronald Azuma (A Survey of Augmented Reality Presence: Teleoperators and Virtual Environments, pp. 355–385, August 1997). In sintesi, l’A.R.

  • combina gli aspetti del reale e del virtuale
  • è interattiva e in tempo reale
  • è presente in 3D

Come prevedibile, abbiamo la componente Hardware (dispositivi vari di input, schermi reattivi, come quelli dell’iPhone per esempio, accelerometri, GPS, ecc.), ma anche quella Software, specialmente sotto forma di browser in 3D o programmi che arricchiscono le informazioni di base come:
CoolIris, un programma per navigare in Internet a livello visivo, dal forte impatto, utilizzabile gratuitamente sia come plugin per il vostro browser di base o come programma a parte, su qualsiasi sistema operativo;
SpaceTime 3D, motore di ricerca assai simile a Google che recupera pagine web, immagini, video e altro e le presenta sotto forma di “Cover Flow”, di attraenti pagine tridimensionali, come avviene già in Mac OS Leopard;
SphereXplorer, browser specifico per sistemi Windows, in 3D, liberamente installabile;
Wikitude World Browser, specifico per l’Apple iPhone, ma anche in rapido sviluppo per computer tradizionali.

I vantaggi nell’usare browser in 3D sembrano principalmente consistere nella rapidità di ricerca e della chiarezza connessa, perché l’utente ha un’immediata idea di quanto e cosa contiene la pagina web trovata, senza che debba per forza “entrare” nel sito per leggerne le informazioni. Inoltre, vistio che molti programmi sono installati su telefonino, ne consegue che sono maneggevoli, rapidi nell’uso, facili nell’interfacciarsi. L’anteprima della pagina web è ora disponibile in quasi tutti i browser tradizionali, tra cui ricordiamo il pioniere Opera, programma assai leggero, sicuro ed efficiente (non a caso molti produttori di cellulari lo integrano nei loro apparecchi), Google Chrome, Apple Safari, o Microsoft Explorer, ma nessuno di questi permette la visione chiara e fruibile di ogni dettaglio della pagina trovata. Come tutti gli strumenti del genere, sono integrati il Geotagging e il Tagging vero e proprio (“etichettare” le informazioni e le pagine web, testualmente e con coordinate GPS, tipo Panoramio).

Possibili usi didattici e/o applicazioni pratiche in classe dell’A.R.:

  • Apprendimento informale e auto-organizzato
  • Apprendimento basato sul Problem-learning
  • Attività di gruppo
  • Apprendimento esterno
  • Studio indipendente e autonomo
  • Apprendimento a distanza
  • Blended learning o, apprendimento misto

Altri prodotti corredano servizi già esistenti e ne esaltano le funzioni. Alcuni esempi di questa ulteriore categoria sono, spesso per uso nel cellulare; ne cito uno per tutti, cioè Layar, programma per sistemi Google Android (ma presto anche per Apple iPhone), che in tempo reale aggiunge visivamente elementi a secondo di quel che inquadrate con la telecamera del telefonino.