L’identità liquida del Web

Cosa comporta in realtà l’epoca in cui noi stiamo attualmente vivendo? Fondamentalmente, il Web attuale sta ridisegnando la nostra identità, rendendoci sempre più “permeabili” e meno stabili di quanto forse vorremmo. In altre parole, diventiamo ‘liquidi’ e la nostra identità va a plasmarsi non secondo i nostri parametri di riferimento, ma secondo la qualità dei rapporti interpersonali e la consistenza di quanto costruiamo nei rapporti. Inoltre, come qualsiasi buon liquido, anche questa identità fluida va espandendosi e contraendosi, modellandosi a secondo di quel che si viene a contattare. Molti sono oggettivamente spaventati da questa ridefinizione della propria identità. Molti altri non fanno altro che rimettere in perenne circolazione quanto viene costruito, specie attraverso i network sociali (come si vede in questa immagine che ho usato durante un convegno nel 2009). Molti, infine, sono piuttosto restii a diventare “curatori” delle conoscenze e plasmatori della realtà ridefinita: vuoi per insufficienze, vuoi per oggettive difficoltà personali, vuoi per impegni di tutto rispetto (lavoro, scuola, famiglia, volontariato, ecc.). Eppure, l’insegnante del domani assomiglia sempre più a un “curatore” (non testamentario, beninteso) che a un semplice trasmettitore di nozioni, perché oggi siamo tutti più attivi, più pronti a rimetterci in gioco e in discussione.

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One thought on “L’identità liquida del Web

  1. “…. La società digitale determina una nuova costruzione di identità/Io delle nuove generazioni, i giovani infatti utilizzano nuovi modi per comunicare che determinano nuove identità, potremo chiamare tali forme digitIo (l’Io digitale), altri autori preferiscono parlare di generazione proteiforme (R.J. Lifton) abituata all’accesso rapido, con una attenzione fluttuante, spontanea più che riflessiva, creativa più che industriosa, abile nell’elaborare le immagini più che le parole, emotiva più che analitica…
    Altri autori sottolineano che siamo in una società complessa e liquida (R. Bauman) in cui dominano la transizione, la complessità, il passaggio, niente è duraturo; molte informazioni valgono appena poche ore. In tale contesto si vivono realtà molteplici, iper-realtà (il cui inizio si è avuto con la virtualità), e la mente si deve così adattare e trasformare alle nuove dinamiche; l’io si frammenta vivendo una molteplicità del sé, multipersonalità, identità mutevoli, cadono le certezze, avanzano gli spazi dei molteplici interrogativi, domina la comunicazione comunque e ovunque, con qualsiasi media; tutto va sperimentato condividendo esperienze, relazioni, in gruppi reali o virtuali di breve durata, o creati per l’occasione, o vissuti in comunità di interessi. …”

    http://www.educationduepuntozero.it/Community/2010/01/25/pauletto.shtml

    Mentelab

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