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I tecnicismi e l’orgia di problemi che ci (a noi insegnanti, intendo) richiedono soluzioni pratiche e immediatamente spendibili a volte ci fanno dimenticare la cornice culturale di fondo che aiuterebbe a trovare le soluzioni medesime. Cosa intendo dire? Semplicemente dico che bisogna rivalutare, anche in ambito tecnologico, l’apporto di Lev Vygotskij alla partecipazione  e alla collaborazione di tutti nella costruzione delle conoscenze.
Bisognerebbe, quindi, tenere bene a mente che

L’interazione sociale rende i processi di pensiero ‘visibili’, ossia pubblici e condivisi, dando loro un valore sociale, e suddivide il carico cognitivo per cui è il gruppo a sostenere un più ampio spazio mentale necessario allo svolgimento delle attività. Gli studenti vengono socializzati ad essere attivi, metacognitivamente consapevoli mediante la partecipazione a comunità che richiedono loro di pensare e riflettere, considerare se stessi come impegnati in analisi critiche e risoluzioni di problemi per trasformare la conoscenza, a partire dalla revisione delle proprie credenze. E’ all’interno della comunità che può essere particolarmente stimolata e sostenuta la costruzione e ri-costruzione continua di concetti condivisi e condivisibili.

L. S. Vygotskij, Pensiero e linguaggio. Ricerche psicologiche, Roma-Bari: Laterza, 1992 (1934 1a), cit. in L. Mason (1999), Concettualizzazione e insegnamento, in C. Pontecorvo (a cura di), Manuale di psicologia dell’educazione, Bologna: Il Mulino, pp. 243-270.