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Google ieri ha presentato il suo nuovo servizio: Google Buzz. Come evidente dal nome si tratta di una serie di strumenti pensati per condividere informazioni in tempo reale, in questo caso con alla base il concetto di “Find the right audience for what you want to share” (“Trova il pubblico adatto per ciò che vuoi condividere”). In verità, Google aveva provato in precedenza con Wave, ma come qualsiasi servizio “sociale” non è decollato perché bisogna pur avere la voglia di condividere un percorso informativo e/o ricreativo. Ecco allora che Google ci riprova con Buzz e qui sotto trovate il video con cui Google presenta il nuovo servizio:

La porta di ingresso di Google Buzz è Gmail, che vede integrato lo strumento nella Inbox. Da qui è possibile seguire i Buzz dei propri amici, postare contenuti anche multimediali e seguire le conversazioni che si vengono a creare. Google riassume le caratteristiche di Google Buzz in cinque punti.

  1. Auto following: in automatico si è resi follower delle persone con cui maggiormente si chatta e scambia messaggi di posta. Non c’è nessun setup iniziale, il grosso del lavoro di aggiunta delle persone da seguire è fatto in automatico.
  2. Rich fast sharing experience: video, foto, file multimediali, aggiornamenti di Twitter, tutto viene visualizzato all’interno dell’ambiente di Gmail, senza dover aprire nuove schede, inserire password o operazioni simili. In questo modo le persone possono seguire gli aggiornamenti anche se non sono iscritte ai diversi servizi (Picasa, Youtube, Twitter), il tutto senza uscire dalla casella di posta e questo dettaglio andrebbe rivalutato pensando all’interfaccia di Chrome OS.
  3. Public and private sharing: uno strumento pensato per passare in modo semplice tra i due tipi di condivisione. Tutto ciò che metto pubblico va ai miei followers e sul mio google profile, mentre i post privati, possono essere condivisi in modo semplice con gruppi di persone, così come si manderebbe una mail.
  4. Inbox integration: non esco mai dalla mia casella Gmail, vedo tutti i contenuti integrati e posso tramite il comando @reply coinvolgere altre persone nelle conversazioni.
  5. Just the good stuff: Google ritiene di aver trovato il mondo di mettere in evidenza solo le cose che interessano veramente. Con lo strumento recommended buzz, inoltre, posso raccomandare contenuti ai miei amici non coinvolti dalle conversazioni: chi li riceve può poi dire se è interessato o meno.

I servizi di Google Buzz sono disponibili anche su mobile (già disponibile l’applicazione per Apple iPhone): in questo caso l’attenzione è spostata sulla geolocalizzazione dei contenuti, tanto da meritare un livello personalizzato su Google Maps. Si possono vedere i Buzz intorno a noi, vedere i Buzz relativi alle cose che ci stanno intorno e via dicendo. Il servizio dovrebbe a breve diventare accessibile da tutte le caselle Gmail, ma al momento sono pochi gli utenti che possono testimoniare la cosa.