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Tutti i servizi internet e le reti sociali sembrano “sociali”, appunto, ma in fondo sono costituite da miriadi di individualità, spesso connesse fra loro solo virtualmente: una vera e propria comunità solidale non sembra realmente farsi avanti. Oggi la situazione sta lentamente cambiando, specie in Italia, con la creazione della rete Sardegna Solidale, nata con il supporto del CEO di Tiscali, Renato Soru. A tutt’oggi, Sardegna Solidale sembra essere più unica che rara, qui in Italia.
Beninteso: a scanso di equivoci, non intendo dire che non vi sono esempi di volontariato in Italia, cosa assai bizzarra anche al pensarci (basta andare con la mente alla Caritas), ma che le varie singole organizzazioni non si costituiscono in rete e in sistema sinergico e pienamente efficace, sebbene vi siano centinaia di associazioni meritevoli.
All’estero, specialmente in campo anglo-sassone, la situazione si presenta invece in maniera assai variegata e vitale: basta digitare Centro Volontariato Sociale su Google che vi arrivano poco meno di 4 milioni di siti e organizzazioni. Esistono social network per tante cause buone e meritevoli d’attenzione. Oggi vorrei citare solamente NTEN, NonProfit Technology Network. NTEN si propone di usare la tecnologia per andare incontro ai bisogni delle comunità e a potenziarle. Tutti i membri di NTEN sono professionisti delle tecnologie e si mettono a disposizione delle comunità locali attraverso la condivisione delle informazioni, delle opportunità, del cambiamento e delle buone idee che possano avere benefici per tutti.