Cliqset: Tutti i social network sotto controllo

Cliqset è un sito web che vi permette di gestire tutte le vostre identità digitali multiple nei social network e gruppi attraverso un’unica interfaccia. Con Cliqset avremo una console di comando che si integra con oltre 70 differenti “servizi sociali”, di tutti i tipi, con una sola mossa. Ecco un piccolo assaggio:

  • Servizi di micro-messaggi e testi: FriendFeed, Posterous, Twitter, Tumblr;
  • Reti sociali: Facebook, Google Buzz, LinkedIn;
  • Condivisione video: Vimeo, YouTube;
  • Blogging: Google Blogger, WordPress;
  • Condivisione informazioni: Digg, RSS readers;
  • Condivisione immagini e luoghi: Flickr, Foursquare, Google Picasa

Google Moderator: Discutere in gruppo

Senza che ci sia stato tanto clamore, Big G(oogle) ha prima “inventato” Googler Moderator e l’ha quindi integrato con YouTube. Secondo le parole di Olivia Ma di YouTube, “Google Moderatore è una piattaforma social versatile che consente di stimolare idee o domande su qualsiasi argomento, per poi consentire alle community di votare i migliori in tempo reale.” Moderator è basato sul Crowdsourcingfornisce domande e risposte in collaborazione per eventi di gruppo. Mantenere le discussioni di gruppo o le sessioni di domande e risposte incentrate su argomenti importanti può essere complicato. Google Moderator aiuterà a tenere le discussioni in tema consentendo agli utenti di suggerire domande e votare le domande di altri utenti.
Moderator consente a qualsiasi utente di proporre una domanda per il gruppo e raccoglie le domande in un’unica posizione. Gli utenti possono votare singolarmente a favore o contro le domande per cui hanno un forte interesse. Le domande possono poi essere affrontate in ordine di popolarità, dando alle domande che interessano maggiormente il pubblico la maggiore probabilità di ricevere risposta. E’ possibile rimuovere parte del contenuto (o il tutto), contrassegnarlo con livelli di pertinenza/ interesse.
Per la cronaca, il presidente americano Obama ha usato anche Google Moderator in varie occasioni, prima e dopo la sua elezione (e i risultati ci sono stati, evidentemente).

Il sito web per cellulare? Gratis con Onbile / Free mobile version for your website

Prima o poi doveva venire: piattaforme (magari gratuite) per creare e gestire la “versione mobile” dei vostri siti web, adatta cioè alla navigazione attraverso cellulare. Oggi ho scoperto Onbile, piattaforma gratuita per creare e ottimizzare il sito web per utenti iPhone, Android and Blackberry. In soli 5 minuti e in sole 3 mosse:

  • Customize your design Personalizzare l’aspetto del sito;
  • Add / Remove sections and pages, pictures, etc... Aggiungere o rimuovere sezioni, pagine, immagini, ecc.;
  • Paste a code in your index page Incollare il codice da aggiungere alla pagina indice del vostro sito.

NB: Onbile è disponibile in italiano e nelle lingue straniere più diffuse (inglese, francese, spagnolo, tedesco, portoghese e giapponese). Ripeto: Onbile è gratuito. Qui appresso un video esplicativo molto breve e chiarissimo.

In English:
Onbile is a free platform for creating and managing your Mobile Website version for iPhone, Android and Blackberry users. In just 5 minutes in only 3 steps:
1) Customize
your design;
2) Add / Remove sections and pages, pictures, etc…;
3) Paste a code in your index page.
Onbile is available in many languages and is compatible with the most common blogging and websites systems (Joomla, WordPress, RSS readers, and so on).

University and Cyberspace / L’università e il cyberspazio

This post is originated from a conference organized by Politecnico di Torino, Italy, from 28th to 30th June 2010 with the title “University and Cyberspace: Reshaping Knowledge Institutions for the Networked Age“.

Universities are entrusted with the increasingly important responsibility of creating, sharing, and fostering use of knowledge on behalf of society, and to that end, are the recipients of tremendous investments of time, money, space, authority and freedom. Universities have embraced this role in diverse fashions, varying by tradition, period, and discipline, but we now ask them to go further. As we progress ever more deeply into a networked age, our knowledge institutions are faced with concomitant opportunities. They are challenged by society to become a driving force to create and disseminate knowledge – using innovative, effective, and dynamic approaches – derived from and for the networked world.
This broad social importance is paralleled within the gates of academe, as the Internet and related technologies are provoking unprecedented changes in the way universities can and must function, responding to the needs of so-called digital natives, the opportunities for information and knowledge sharing, and the demand for physical and virtual spaces that support these populations and activities. Students (and faculty) are increasingly immersed in technology, with different ideas about and expectations for these processes [and just about everything they do]. The core enterprises of the university are shifting massively due to the new capacity to create, process, and share information, scholarship, and knowledge. The importance of place and physical architecture are shifting to accommodate the new modes of university activity, including creation of resources that support interactions that are asynchronous, distributed, and self-organized. The discussion about open access publishing, the growth of a commons of knowledge, advanced forms of e-learning or platforms of collaboration and education are only the most visible manifestations of these tectonic shifts.


In Italiano:
La società affida alle università la responsabilità, di importanza sempre crescente, di produrre, condividere e promuovere l’uso della conoscenza. A questo fine le università beneficiano di enormi investimenti in termini di tempo, denaro, spazio, autorità e libertà. Le università si sono fatte carico di questo compito in modi diversi, che variano per tradizione, periodo e disciplina. Tuttavia, adesso chiediamo loro di andare oltre. Mentre procediamo sempre più verso un’era di interconnessione globale, infatti, alle nostre istituzioni della conoscenza si presentano opportunità concomitanti. Da una parte, la società le sfida a divenire forze motrici per creare e diffondere la conoscenza nel modo più ampio, libero e aperto possibile, utilizzando approcci innovativi, efficaci e dinamici, mutuati dal mondo della Rete e ad esso rivolti. Dall’altra parte, fra le mura dell’accademia, Internet e le tecnologie della comunicazione hanno portato cambiamenti senza precedenti nel modo in cui le università possono e debbono funzionare, in particolare per rispondere ai bisogni dei cosiddetti “nativi digitali”, nelle opportunità per la condivisione di informazioni e conoscenza, e nella domanda di spazi fisici e virtuali che possano sostenere nuovi abitanti e nuove attività. Gli studenti e i docenti sono sempre più immersi nella tecnologia, con idee e aspettative differenti in merito ai cambiamenti in atto (e spesso anche su tutto il resto).
In altre parole, le attività fondamentali dell’università stanno mutando grazie alle nuove capacità di creare, elaborare e condividere informazioni e conoscenza. L’importanza del luogo e dell’architettura fisica sta cambiando per lasciare spazio a nuove modalità di esercizio delle attività universitarie, che includono la creazione di risorse in grado di sostenere interazioni asincrone, distribuite e auto-organizzate. Il dibattito sull’open access, la crescita di un patrimonio comune di conoscenza, le forme avanzate di e-learning e di piattaforme per la collaborazione e la formazione rappresentano solo le più macroscopiche manifestazioni di questi spostamenti tettonici.

How Are People Using Social Media in their Mobile Phones / Uso dei social media nei cellulari

This post is based on an infograph map originally elaborated by the American organization Flowtown, of which I reproduce part of a very interesting post published on 30th March 2010 and that I strongly suggest to read in full. The data are quite useful and interesting to understand the current trends and relations between social media and mobile devices, phones and smartphones in particular. To some extent, all this can have great effects on learning, especially on the part of adults without a formal learning path (that is, outside schools).
In Italiano:
Questo breve post trae spunto da un interessante articolo del sito americano Flowtown e avente come titolo “Come i telefoni cellulari stanno cambiando i social media”,  pubblicato il 30 Marzo scorso. L’articolo originale e completo (in lingua inglese) presenta vari grafici informativi e utili per comprendere l’aumento progressivo e inesorabile dell’uso dei cellulari e smartphone per accedere alla rete e all’inserimento continuo di documenti audio-video, condivisioni, ecc. Suggerisco fortemente di andare a vedere tutto l’articolo originale, corroborato da vari studi e ulteriori analisi.

Obama’s “Internet Kill Switch”: come ti spengo la rete

A US Senate committee has approved a wide-ranging cybersecurity bill that some critics have suggested would give the US president the authority to shut down parts of the Internet during a cyberattack.

Senator Joe Lieberman and other bill sponsors have refuted the charges that the Protecting Cyberspace as a National Asset Act gives the president an Internet “kill switch.” Instead, the bill puts limits on the powers the president already has to cause “the closing of any facility or stations for wire communication” in a time of war, as described in the Communications Act of 1934, they said in a breakdown of the bill published on the Senate Homeland Security and Governmental Affairs Committee website. The committee unanimously approved an amended version of the legislation by voice vote Thursday.
The bill, introduced earlier this month, would establish a White House Office for Cyberspace Policy and a National Center for Cybersecurity and Communications, which would work with private US companies to create cybersecurity requirements for the electrical grid, telecommunications networks and other critical infrastructure.
The bill also would allow the US president to take emergency actions to protect critical parts of the Internet, including ordering owners of critical infrastructure to implement emergency response plans, during a cyber-emergency. The president would need congressional approval to extend a national cyber-emergency beyond 120 days under an amendment to the legislation approved by the committee.

Alternative a Internet?Senza che nessuno se ne accorgesse troppo, un comitato ristretto del Senato USA ha votato un provvedimento legislativo che consentirebbe al presidente americano in carica di “adottare azioni urgenti e rapide per proteggere parti critiche di Internte”. In altre parole, il presidente americano in carica avrebbe la possibilità di “spegnere Internet” in caso di attacco di hackers, pirati, terroristi operanti nel campo dei media digitali, ecc. Avvalendosi di una legge passata del 1934, il Senato ha inteso intervenire in caso di attacco contro gli USA e “chiudere qualsiasi possibilità alle comunicazioni avversarie”.
Resta da capire ora come e in che misura si possa “chiudere” l’intera rete al traffico, vista la distribuzione delle infrastrutture e dei nodi informativi, anche se molti server di famosi siti e servizi (prendiamo Google, per esempio) sono proprio americani e quindi in territorio governato da quello che è stato già battezzato “Internet Kill Switch.”

Bibliografia cercasi? Ecco l’ottimo BibMe

Quello che ora vi sottopongo è un servizio assai promettente, BibMe.
BibMe è un generatore automatico di bibliografia gratuito che supporta vari formati bibliografici, fra cui: MLA, APA, Chicago, e Turabian. BibMe si basa sui database forniti da vari portali, siti web e strumenti come Amazon, FindArticles, Yahoo! News, e CiteULike: tutto ciò farà in modo da completare la citazione e la serie di fonti elencate in modo rapido e accurato, senza che l’utente debba andarsi a ricercare tutti i singoli articoli, libri, siti web, film, conferenze, fotografie, interviste, giornali e altro…
Una volta che avrete “raccolto” tutti i dati, non resta altro che comprenderli in qualche formato utilizzabile, fra cui Microsoft Word ed RTF. BibMe fa in modo di formattare le informazioni citate secondo le regole e le indicazioni date dalle guide sullo stile di scrittura, dalle università e centri di ricerca. Se si vuole, è possibile inserire manualmente le varie citazioni.
Per finire, è utile sottolineare che BibMe contiene una guida rapida alla citazione per fare impratichire gli studenti nella ricerca, elaborazione e citazione secondo i vari formati e utilizzando la sintassi appropriata. Per chi ne avesse bisogno, la pagina web di guida alle varie tipologie di citazione è qui.