Tag

,

Tutto pare partire dalla richiesta d’amicizia su Facebook, ma la morte è arrivata realmente.
A distanza di 5 giorni, ora restano tante cose da precisare attraverso le indagini, che hanno portato alla tragica conclusione. Domenico Iania, cinquantadueenne d’origine calabrese, è stato arrestato la notte scorsa a Morfasso, in provincia di Piacenza dove risiede da svariati anni, dagli agenti delle squadre mobili di Bari e Piacenza in operazione congiunta, con l’accusa dell’omicidio di Chiara Brandonisio, 34 anni, di Carbonara (Ba), operaia in una ditta di lavorazione delle mandorle, ammazzata a sprangate alla periferia di Bari lo scorso 8 luglio mentre andava al lavoro in bicicletta.
I due – a quanto sembra – non si erano mai incontrati di persona. Avevano una relazione puramente virtuale sorta su Facebook, il social network più famoso e maturata nelle chat e con lo scambio di qualche sms. Venti giorni di “storia” in tutto. Poi il vuoto e la morte.
Questi i fatti, le valutazioni possono interessare l’uso di Facebook e delle questioni relative alla privacy (da me affrontate qui: “Facebook, dati personali e privacy“. Non mancherà ora qualcuno che si darà da fare per aggredire qualsiasi rete sociale e Internet, in Italia può succedere di tutto. Quel che mi sento di dire è molto semplice e breve: qualsiasi social network NON sostituisce la relazione amicale e la socialità reali, né basta l’ascolto virtuale.
Sulle implicazioni psicologiche nell’uso di social network e di Facebook in particolare consiglio le seguenti letture:

La lettrice StafaniaK mi segnala, infine, un sito “sociale” come YouMood, un sistema per sapere come stanno i tuoi amici, oppure le persone accanto a te, nella tua città, regione, paese. La domanda a cui rispondere è una sola. Come sto in questo momento? Chissà se l’assassino della signora Brandonisio avrebbe potuto risparmiarsi una vita scrivendo qualcosa lì…