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Questo post che scrivo nel caldo sonnacchioso di un sabato pomeriggio ruota attorno a un’interessante ricerca di Danah Boyd, brillante ricercatrice con un dottorato di laurea e PhD, Social Media Researcher per la Microsoft Research New England, Fellow al Berkman Center for Internet and Society dell’Università di Harvard, USA.
Nel 2007 la Boyd ha scritto un articolo sulla ricerca da lei svolta, evidenziando che gli utenti di Facebook erano principalmente bianchi (perlopiù maschi), provenienti dalla classe media o perlopiù benestante, perfino in affitto. Inoltre, Boyd rilevava che gli utenti di MySpace erano invece di origine operaia, figli di immigrati o proprietari immobiliari di classe medio-bassa. Quest’anno (2010) la Boyd darà alle stampe “White Flight in Networked Publics? How Race and Class Shaped  American Teen Engagement with MySpace and Facebook” come parte del libro Digital Race Anthology, di prossima pubblicazione da parte della Routledge Press.
A lume di naso e senza molte pretese, credo che la situazione italiana quasi simile. Prima di tutto: secondo l’Osservatorio Facebook, in Italia su una popolazione si poco più di 60 milioni di abitanti, 16.030.860 sono iscritti a Facebook. In sostanza, il 26% dell’intera popolazione italiana ha un account su Facebook. Per quel che riguarda la divisione degli utenti iscritti in base al genere – dichiarato – la bilancia tende leggermente verso gli uomini – 53,2% – il che dimostrerebbe una maggiore riottosità delle donne – 44.3 – a partecipare alla vita virtual-sociale.