No More Curricula and Networking Instead?/ Facciamo a meno dei programmi nazionali?

What is the most outrageous alternative education scenario you could imagine? Children not attending school, but instead learning from home?

This is the opening sentence of an interesting piece of writing posted at “Learning with ‘e’s” by Steve Wheeler, Associate Professor (Senior Lecturer) in the Faculty of Education at the University of Plymouth in Great Britain. I had the fortune to listen to Steve during the ICL ’08 (Interactive Aided Computer Learning) Conference in Villach, Austria and since then I am very happy to follow his thoughts.
Steve is entitled “Otrageous Alternatives” and is interestingly centred upon the idea of relying on Ivan Illich’s idea of ‘descholarizing’ society and on “peer-matching network“. I think that Steve’s questions are a better explanation for the future challenges posed by learning in these years:
Are we doomed to continue with a rusty, creaking, increasingly outmoded national curriculum which every day becomes more and more irrelevant to the needs of the modern, fast changing, digitally-rich world of the information society?

In Italiano:
Ho avuto la fortuna di conoscere Steve Wheeler durante l’Interactive Computer Aided

Plymouth Civic Centre from Mount Edgcumbe (foto di Webrarian)

Learning (ICL ’08) a Villach, in Austria, dove ho parlato pure io di tassonomie utili e/o possibili riguardanti gli apprendimenti attraverso il Web. Steve è professore associato (Senior Lecturer) presso la Faculty of Education dell’University of Plymouth.
Oggi Steve ha pubblicato nel suo blog “Learning with ‘e’s” un post molto interessante dal titolo “Otrageuous Alternatives“. Secondo lui, i programmi di studio nazionali possono apparire sempre più “irrilevanti” (“irrelevant“) di fronte ai bisogni della società dell’informazione del mondo digitale, in continuo e rapido cambiamento. In sintesi, bisogna ritornare alla descolarizzazione della società di Illich perché si impara meglio e di più attraverso le comunità sociali, i giochi di ruolo, ecc.
Intanto, osservo solamente che qui in Italia il dibattito pedagogico e politico è avvilente.

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