Copiare tutta Wikipedia e usarla senza Internet

Wikipedia é ormai da tempo diventata una risorsa indispensabile per trovare molte risposte e riferimenti web utili nelle tue ricerche on-line, ma ora se volete, si può portarla sempre con sé e consultarla Off-line dovunque ci troviamo sul laptop o dispositivo mobile, senza necessità di avere a disposizione una connessione internet. Per fare questo si deve utilizzare Okawix, un semplice programma gratuito da installare sul PC Windows, Mac o Linux che mette a disposizione una soluzione facile e veloce per scaricare l’archivio completo di Wikipedia (e tutti gli altri archivi Wiki) direttamente su qualsiasi computer o portatile.
Okawix possiede un suo proprio browser con cui potrete navigare localmente tutte le varie versioni multilingue di Wikipedia dopo averle scaricate sul disco rigido locale. Per iniziare si deve prima di tutto scaricare da qui e installare il programma Okawix 0.7.

Dopo aver aperto il programma, verrà visualizzata una pagina per la selezione delle varie versioni linguistiche di Wikipedia, ma per il momento c’è solo l’Italiano e si clicca su in alto su “Select languages“. A questo punto saranno visualizzati tutti gli archivi Wiki in Italiano disponibili per il download: Wikibooks, Wikinews, Wikipedia, Wikiquote, Wikisource, Wikiversity e Wiktionary. La dimensione di ogni download varia da pochi megabyte fino ad arrivare ai 6 gigabyte per il sito inglese di Wikipedia, la versione di Wikipedia in Italiano é invece di 1 solo gigabyte e contiene attualmente 545.673 voci. Clicca sul link per il download sotto uno dei vari Wiki disponibili, si avvierà il download di quel database, ora seleziona un percorso per il download nel disco rigido che sarà scelto automaticamente per ulteriori download. Le immagini possono essere scaricate opzionalmente, subito insieme ai testi del download iniziale o anche dopo, ovviamente questo aumenta la dimensione del download. Dopo aver scaricato il Wiki prescelto, nell’interfaccia principale di Okawix sarà quindi visualizzato in alto nella sidebar di sinistra sotto “Corpus > local” il sito Wiki scaricato, selezionalo e puoi subito utilizzare il motore di ricerca e il browser web per navigare a piacere off-line, nella barra a icone in alto trovate altre opzioni per stampare una pagina, mostrare i risultati di ricerca, ecc.

Annunci

A Blind User’s Review of iPhone/ Un cieco analizza l’iPhone

Austin Seraphin è cieco dalla nascita, ma da alcuni mesi grazie a un iPhone riesce quasi a vedere il mondo. Sul suo blog Behind the Curtain, Austin ha raccontato la sua esperienza con lo smartphone di Apple, rivelando di essere rimasto molto sorpreso dalle numerose funzionalità offerte dall’iPhone per i non vedenti. Il post, molto efficace e commovente, è stato ripreso dall’Atlantic per riportare l’attenzione sull’importanza dell’accessibilità dei nuovi dispositivi elettronici.
Da quando ho un iPhone, la mia vita è cambiata per sempre – spiega Austin nel suo pezzo. Penso si tratti della cosa migliore che sia capitata ai ciechi da molto tempo, forse da sempre. Offre senza difficoltà l’accesso alle applicazioni e mi ha cambiato la vita in 24 ore.”

In English:

From The Atlantic American magazine: Austin Seraphin is legally blind, though he can some light and color. He believes the device is the future of accessibility for the visually impaired. The powerful story he tells here explains why.

“When I got an iPhone, my life changed forever.  I consider it the greatest thing to happen to the blind for a very long time, possibly ever. It offers unparalleled access to properly made applications, and changed my life in twenty-four hours.”

Against Foursquare/ Contro Foursquare

Foursquare is a mobile application that makes cities easier to use and more interesting to explore. It is said to be “friend-finder”, a social city guide and a “game that challenges users to experience new things”, and rewards them for doing so. Foursquare lets users “check in” to a place when they are there, tell friends where they are and track the history of where they have been and who they have been there with.
I have to say I have never wanted to sign in Foursquare, nor I am going to do it in the future: in my (modest) opinion, there are several points to oppose membership of Foursquare: the tool is a way to control individual movements, intentions without any credible justification for it. Moreover, and this has happened in the USA, criminals have exploited the digital connections to detect landlords’ moves to rob their houses. Finally, what is the real point in geolocalizing every person? What are the real advantages for the digital consumer? If one needs reviews of restaurants, events, and so on, there are plenty of opportunities, more precise and efficient than Foursquare.

In Italiano:
Foursquare è un servizio di geolocalizzazione che consente di condividere con il proprio smart phone il luogo in cui ci si trova, che si tratti di un ristorante, di una piazza, o della stazione della metro.
Preciso che io non ho mai voluto accedere a Foursquare, né intendo farlo in futuro. Ritengo Foursquare un reale pericolo per la mia intimità e per la privacy dei miei contatti, per la democrazia in generale della società e, volendo, al pari e più di Facebook. E’ troppo rilevante il pericolo di una schedatura di massa, di un controllo continuo dei movimenti e della “profilazione” commerciale dell’individuo, senza un reale ritorno d’efficacia. I fondatori di Foursquare sottolineano la “componente del gioco”, ma ritengo che questo sia la ‘carotina’ che attira lo spensierato utente, ma nasconde il bastone del ladro tecnologizzato che sfrutta le notizie degli spostamenti in tempo reale dell’utente per andare a rubargli in casa: è successo molte volte negli USA e ha creato non poche polemiche.
Dal canto suo, Naveen Selvadurai, co-fondatore di Foursquare, afferma che «Tanti più luoghi si scoprono e si condividono con i propri amici, alimentando una sorta di sfida tra i partecipanti al social network, tanti più riconoscimenti si ricevono». Selvadurai, co-fondatore di Foursquare, è stato ospite dell’ultima giornata del Social Media Week a Milano, evento che raccoglie e racconta i trend più importanti che emergono dalle rete.
Secondo Selvadurai, la “componente del gioco” è l’elemento essenziale per poter favorire la condivisione di idee e spingere le persone ad utilizzare un determinato servizio.”
L’appellarsi al gioco per giustificare il controllo continuo delle proprie mosse vitali è davvero una cosa sensata?

Derrick de Kerckhove al prossimo ABCD, Genova

Come ogni anno, già fervono i preparativi per il Salone dell’Educazione ABCD, organizzato dall’Istituto delle Tecnologie Didattiche del CNR di Genova, previsto fra il 17 e 19 Novembre 2010. Quest’anno vi sarà una grande conferenza internazionale dal titolo: “Tecnologie didattiche: quale valore aggiunto per l’apprendimento?”, incentrata sul valore aggiunto che i nuovi strumenti digitali possono offrire alla didattica a cui prenderà parte Derrick de Kerckhove, noto sociologo canadese, direttore del programma McLuhan in Cultura e Tecnologia, nonché teorico delle intelligenze connettive (e di cui io ho già parlato in questo mio blog qui).
I suoi concetti di “brainframes” e di “intelligenza connettiva” sono al centro del dibattito contemporaneo sulla cultura, sull’arte, sulle imprese. De Kerckhove ha offerto seminari di intelligenza connessa in tutto il mondo, e ora offre questo approccio innovativo alle aziende commerciali, ai governi ed alle università per aiutare piccoli gruppi a pensare assieme in una via disciplinata ed efficace mentre utilizzano le tecnologie digitali.

100 Ways Google Can Make You a Better Educator/ 100 modi per essere un miglior docente con Google

Even today I declare very clearly that I am NOT the author of what you will see referred here, with the title “100 Ways Google Can Make You a Better Educator“. This post is directly copied from the same article appeared in the Online Education Database in August. Here I credit the author/s and then hope to do a better service to the readers of my blog. Please jump to the original post to continue reading and enjoy the tips…
These are just some (15 out of 100) of the general advantages that Google apps have to offer for educators.

  1. You can save money for other uses: Google’s services are free or extremely cheap, which offers a financial savings over most other educational software.
  2. Students enjoy using Google: Many students are already familiar with Google products and are happy to use them.
  3. Apps can be used without support: Support is rarely needed for using Google apps.
  4. Google apps are easy to deploy: Google Apps work easily with what you already have.
  5. Google offers centralized storage: Instead of keeping information on a single computer or network, you can keep it available through Google systems.
  6. Inspire students with posters: Improve search results with tips and inspiration in these posters from Google.
  7. Google offers lesson plans: Use these classroom-ready lesson plans that make use of Google apps.
  8. Your privacy is protected: Google secures data and offers privacy settings for apps.
  9. Create bulk accounts: Google will allow you to create student accounts with a .csv export.
  10. You can access any time: Google offers 24/7 access, instead of having to wait until you are at school.
  11. Google offers support: You can find help for Google apps with the help center, groups, and more.
  12. Google has good filters: You can benefit from Google’s excellent security, spam and virus filters.
  13. You’ll find compatibility: Google apps import and export traditional file formats.
  14. Google offers freedom: With Google, you can get freedom from desktop applications.
  15. You can take Google mobile: Google is accessible using any web-enabled mobile device.

For those who are interested in Google Apps, there is a good YouTube video channel dedicated to each application here.

In Italiano:
Con estrema chiarezza specifico qui che il post odierno NON è mio, ma lo ripropongo tratto da Tech&Learning, che pubblica una lunga lista di almeno 100 maniere in cui Google può permetterci di diventare migliori insegnanti e migliorare, pertanto, l’apprendimento dei nostri alunni. Prego tutti gli amici e lettori del Blog di visionare il pezzo originale, per una migliore riflessione. Grazie a tutti e agli autori americani del pezzo, mentre qui sintetizzo solo le prime 15 maniere…

  1. Potere risparmiare soldi: i servizi di Google sono gratuiti o, in caso contrario, assai convenienti. E’ possibile spendere i risparmi su tante altre cose.
  2. Agli studenti piace usare Google e hanno molta familiarità con i suoi servizi.
  3. Le applicazioni possono essere usate senza bisogno d’aiuto o supporto.
  4. Le Google apps s’integrano benissimo con quello che uno già ha a disposizione.
  5. Google offre un salvataggio centralizzato di file e documenti, senza disperderli su una miriade di computer. Si arriva a oltre 7 Gb di spazio personale a disposizione.
  6. Utilizzate le presentazioni e le attività laboratoriali proposte da Google per i vostri studenti: anche loro riusciranno a fare molte cose interessanti.
  7. Google offre “lesson plans” (lezioni pronte) già pensate per essere usate con le Google apps.
  8. La nostra privacy è protetta bene: Google custodisce i dati personali e offre varie opzioni e profili per ciascuna applicazione.
  9. Si possono creare tutti gli account Google che si vuole e basta un export con estensione .csv
  10. Si può accedere alle applicazioni Google 24h/24 e 7 giorni/7, senza dovere aspettare di ritornare a scuola, di utilizzare solo quei computer di quel laboratorio.
  11. Google mette a disposizione il proprio supporto: è possibile rivolgersi al Google apps Help Center, a gruppi, forum e molto altro.
  12. Google ha ottimi filtri per la sicurezza, la posta SPAM, anti-virus, ecc.
  13. Compatibilità di formato: le Google apps importano ed esportano tutti i formati di file tradizionali esistenti.
  14. Google vi libera dalle applicazioni fisiche installate sul Pc, senza licenza e costi.
  15. E’ possibile interagire con le applicazioni Google da telefonino cellulare: Google mobile è ovviamente presente sui terminali Android, Apple iPhone e qualsiasi strumento che abbia accesso al Web.


Chi volesse reperire tutti i video esplicativi delle Google Apps può consultare il canale video dedicato su YouTube, molto chiaro (anche se in lingua inglese).

Print Any Web Page You Want/ Stampare qualsiasi pagina web

Printing a web page implies to select the content, lines, images, and so on. Unfortunately enough, one can get lots of useless pages without the exact content one is looking for. Then, PrintFriendly offers a very simple service: copy the URL you need and paste it into the box: that’s all. You will get a PDF file at no cost, no registration, no obstacle, as PrintFriendly works on every browser and OS. Finally, it is possible to add a PrintFriendly button also to our blog. Just great!

In Italian:
Avreste voluto sempre stampare una pagina web per come si deve, salvare le pagine visitate per una riflessione a posteriori, ma non è mai stato molto semplice, almeno su sistemi Windows (su Mac OS X vi sono varie opzioni utili e comode, invece). Ecco adesso un servizio veramente geniale: con PrintFriendly basta copiare l’indirizzo della pagina web e incollarlo sulla riga che troverete a disposizione. E’ fatta: avrete un bel documento in formato PDF, totalmente gratuito; non c’è bisogno di registrazione, account, password o altro. E’ anche possibile inserire una comoda icona PrintFriendly nel proprio blog/sito.

Tools come & go… Obsess about ideas, instead/ Gli strumenti vanno e vengono: invece, insisti sulle idee

I fully declare my plagiarism here: this brief post is totally inspired by “Presentation (and life) lessons from the dojo” appeared in Presentation Zen and hereby I credit the authors of it. I think they will be glad to know about a fertile dissemination over the Internet scene, Italy included. The central idea of the post seems to focus on the ideas, rather than keep running after tools, which may come and go away: they are definitely right. Moreover, the sport of judo can help us to focus on effective communication and enhance our creativity… (Photo credit: Presentation Zen)

Photo credit: Presentation Zen“Kyuzo Mifune’s seven rules of judo practice.
These seven rules are written for those who practice the martial art of Judo, yet you can use your imagination to see how these simple rules are invaluable guides that you can apply to your own life and work outside the dojo…
Take some time to think about these seven rules as they relate to your own life and work.

  1. Do not make light of an opponent.
  2. Do not lose self-confidence.
  3. Maintain a good posture.
  4. Develop speed.
  5. Project power in all directions.
  6. Develop self-control.
  7. Never stop training.”

In Italiano:

Shiro Saigou, maestro di judo (1866~1922, Aizuwakamatsu, Fukushima)

In questo post dichiaro di essere totalmente NON creativo, anzi, di aver copiato spudoratamente l’idea da un interessante post di Presentation Zen dal titolo “Presentation (and life) lessons from the dojo“. L’occasione è buona per focalizzare l’attenzione non tanto sugli “strumenti” tecnologici a disposizione, quelli che in inglese chiameremmo Tools, quanto sulla qualità delle idee che vi stanno dietro, che muovono gli strumenti stessi. Il concetto di fondo è che gli strumenti vanno e vengono, possono cambiare e non serve esserne ossessionati. Il punto di svolta è l’idea e la creatività che possono capovolgere le cose.
Per giungere alle idee non entrerò nella Caverna di Platone, a verificare le ombre e le luci, quanto – dice Presentation Zen nella persona di Gary Reynolds – sottolineerò le 7 regole del Judo:

  1. Non gettar luce su un avversario.
  2. Non perdere la stima di te stesso/a.
  3. Conserva una buona posizione.
  4. Sii veloce.
  5. Proietta il potere e autorevolezza in tutte le direzioni.
  6. Sviluppa l’autocontrollo.
  7. Non smettere mai d’allenarti e migliorarti.