Autovelox? Individuali tutti con Google Maps

Guidare (con prudenza) e senza beccarsi una multa o, peggio, vedersi ritirata la patente per eccesso di velocità: ecco perché sono molto diffusi i sistemi e le mappe per identificare e localizzare gli autovelox. Beninteso, già la Polizia di Stato mette a disposizione pubblicamente le informazioni relative che vengono aggiornate settimanalmente, regione per regione, quindi la localizzazione degli autovelox (mobili, fissi, sorpassometri e tutor di sorta) NON è cosa illegale. A tutti i vari navigatori, si aggiunge Big G(oogle): una mappa aggiornata, basata su Maps, di tutti gli autovelox fissi e mobili d’Italia.
Google Maps appare unico nel suo genere, sia per la completezza e la precisione con cui è stato realizzato. Sfruttando i servizi di Google Maps, infatti, Google ha realizzato una mappa dettagliatissima con tutti gli autovelox, mobili e fissi, d’Italia. Per usare il servizio basta cliccare su questa pagina, scaricare l’allegato ed aprirlo con un browser qualsiasi. A questo punto basterà selezionare la località che vi interessa analizzare ed avrete subito i dettagli su tutti gli autovelox segnalati sul luogo. Sarà possibile, inoltre, contribuire al progetto segnalando nuovi autovelox avvistati in un qualsiasi posto della nostra penisola.

 

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La nostra identità secondo Todorov: una e centomila

Ci sono delle letture che ogni tanto si ha la fortuna di fare. Ogni tanto vi sono “maestri” che meritano di essere rivisti, come è il caso del linguista Tzvetan Todorov qualche giorno fa sul quotidiano torinese La Stampa, dal titolo “Todorov: la nostra identità, una e centomila“, apparsa giorno 10 marzo scorso.
L’incontro con l’altro non deve fare paura: tutti i gruppi umani sono in sé pluriculturali: questo è in sintesi il pensiero di Todorov, di cui riporto una breva citazione:
le identità culturali non coincidono tra loro, non formano territori chiaramente delimitati dove i diversi ingredienti si sovrappongono. Ogni individuo è pluriculturale; la sua cultura non assomiglia a un’isola monolitica, ma si presenta come il risultato di alluvioni che si sono incrociate.
Perché citare Todorov in questo blog? Pensateci: in fondo, il Web 2.0 o cosiddetto “sociale” non mette le varie identità e culture di provenienza in costante confronto e accostamento?