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Viaggiare come si faceva una volta, prima di internet, prima della geolocalizzazione, prima dell’iPad e del navigatore, prima dell’Android e dell’iPhone, oggi appare quasi impensabile. Il viaggiatore moderno è ossessionato dalla pianificazione, come se fosse un militare che organizza l’avanzata in territorio nemico. Percorsi dinamici, distanze aeree e terrestri, foto satellitari, piani 3D del territorio, ricostruzione virtuale delle stanze, geolocalizzazione degli amici in vacanza “limitrofi” al territorio di sbarco, insomma un vero e proprio lavoro che può creare una forte entropia mentale.
Personalmente ho effettuato vari weekend improntati al “Turismo mordi e fuggi”, con abbondanza di pianificazione, di lettura preventiva delle attrazioni turistiche, di pregustazione vera e propria di quanto avrei trovato fisicamente in loco. Per evitare tutte le possibili confusioni, oggi vi sono nuove app e software appositi. Uno di questi è senz’altro TripIt, che recita così nella pagina di presentazione (in inglese):  “TripIt trasforma il caos in ordine” promettendo di rendere semplice per chiunque l’organizzazione del viaggio in un unico “master online itinerary” includendo automaticamente mappe, itinerari stradali, percorsi, meteo, con l’opzione di prenotare ristoranti, aerei, biglietti per il teatro, varie attività oltre che, naturalmente, stampare i percorsi e (siamo in pieno mondo “social”) condividere il proprio percorso con gli amici.

Notevole anche Airbnb (anche in italiano) che si propone con una formula molto semplice: “Mettiamo in contatto persone che hanno uno spazio da affittare con persone che cercano un posto dove stare. Tra ospiti e ospitanti si creano legami saldi e duraturi vivendo in spazi straordinari immergendosi nella cultura locale.” Airbnb non è proprio niente male, se non una risorsa preziosissima, a costi irrisori, rispetto agli alberghi e residence!