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Un tempo era “OilProject”: oggi è “WeSchool”, la scuola di tutti

Tempo fa si chiamava “OilProject” ed era una piattaforma e-learning italiana sulla quale era possibile seguire lezioni virtuali tenute da docenti ed esperti, condividere appunti e altro materiale, confrontarsi e decidere i prossimi argomenti da approfondire.
Adesso Oilproject ha cambiato nome ed è diventata “WeSchool“, arrivando a formare una grande comunità didattica e continua a costituire un aggregatore in stile YouTube di lezioni e letture di tesine. WeSchool si propone l’ambizioso obiettivo di essere il punto di riferimento per la condivisione online di tutte le lezioni tenute nelle scuole e nelle università iniziativa che ritengo assai meritevole e interessante, portata avanti a suo tempo col titolo di OilProject“, oggi diventato “WeSchool, che ha l’obiettivo la condivisione e fruizione di lezioni  online, di argomenti di varia natura, pressoché tutti trattati da famosi esperti e scrittori.
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WeSchool‘ è sostanzialmente due cose:
– Una scuola in diretta online di attualità in cui è il pubblico, attraverso un sondaggio, a decidere di cosa parlare.
I talkshow-lezioni sono interattivi e non moderati: il relatore, semplicemente, risponde alle domande più votate, e cioè a quelle che riscuotono più interesse. La Scuola d’Attualità è realizzata con il supporto dei principali gruppi studenteschi italiani. A scegliere i relatori è un gruppo di persone (vietato dire “comitato scientifico”). La qualità delle lezioni è giudicata dal pubblico attraverso votazioni e meccanismi di valutazione fra pari.
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– Inoltre WeSchool è una piattaforma didattica a tutti gli effetti, nel 2020 sostenuta da TIM, gratuita e aperta a docenti e studenti, diventata ormai insostituibile per mantenere la relazione didattica al meglio possibile e nel modo più semplice disponibile. Una volta creato l’account vi è lo spazio digitale aperto a docenti e studenti, con “gruppi di lavoro” che fungono da classe vera e propria, ciascuno dotato di ‘Aula virtuale’/Live (ovvero strumento di video-conferenza attraverso il software libero Jitsi Meet).

Creare progetti, raccontare e presentare storie con Microsoft Sway (gratis)

OFC-B214-LGIntrodotta verso la fine del 2014, Sway è un’applicazione gratuita inserita nel pacchetto di Microsoft Office. Sway quindi si presenta come un’app intelligente che consente di raccogliere e formattare le proprie idee e di presentarle in un’area di disegno interattiva basata sul Web. Per creare uno sway, aggiungere immagini, testo, documenti o altri contenuti. Sway trasformerà tutto questo in qualcosa di meraviglioso. Per leggere uno sway, basta toccarlo per aprirlo e quindi scorrere la storia con un dito.
Nota bene: Per creare e modificare gli sway, accedere con il proprio account Microsoft. È possibile aprire e leggere gli sway senza accedere, MA non è possibile crearli o modificarli. Se non si ha un account Microsoft gratuito, bisogna passare a www.microsoft.com/account per iscriversi.
C’è chi dice che Sway rappresenti la risposta targata Microsoft al tuttofare e onnipresente Evernote, ma anche a Prezi, certo è che anche Microsoft ha capito che creare idee, organizzarle in modo dinamico e accattivante, condividerle e modificarle anche in collaborazione con altri è la chiave di volta di un apprendimento esteso.

In sintesi, che si può fare con Sway? Si possono realizzare presentazione animate dalle grafiche esteticamente apprezzabili e immediate, includendo video, foto e altri contenuti. L’aspetto più innovativo è che, quando avete terminato il vostro documento, lo potete condividere semplicemente copiando e incollando la sua url in una mail o sui social network.
La nuova app vive completamente sul cloud, non necessità di alcuna installazione: sarà sufficiente collegarsi a questo indirizzo e dopo aver eseguito il login cominciare fin da subito a creare la propria presentazione, esattamente come si costruirebbe una presentazione in PowerPoint, soltanto più interattiva.
Avrete a disposizione tutti gli strumenti basi, dalla scelta degli sfondi all’inserimento delle immagini, dai testi alle citazioni, dagli album fotografici ai video di YouTube, passando per le foto prese direttamente da OneDrive, il servizio cloud di Microsoft, ma anche inserire tweet e molto altro. Insomma, massima libertà creativa e risultati davvero sorprendenti: semplici sì, ma con un tocco professionale di tutto rispetto.
La cosa interessante, poi, è che non è necessario avere uno spazio online a disposizione, un dominio da gestire: ogni presentazione, se così vogliamo chiamarla, è embeddable (inseribile) in una qualunque pagina web.

Creare il sito web o blog con “Known”

Schermata 09-2457270 alle 19.06.59Come sempre, le cose migliori si scoprono per caso. Adesso io non ho idea se “Known” sia davvero migliore di altri strumenti per creare un sito web o blog, ma so che è molt accattivante e facile da usare. Known fornisce ciò che tutti fanno, un blog, ma con una ricca serie di standard open-source standards e plugin. Tutti quest strumenti permettono di contribuire al blog da tante parti. In breve: Known è uno strumento che permette di postare articoli, foto, aggiornamenti, video, ecc. a tutti gli interessati, sia sul blog che sui vari social media connessi come Twitter, Facebook, e  Flickr con un semplice clic.
La piattaforma, che consiste sia di un software blog open-source (cioè libero, senza cost di licenza) da installare e di una versione ‘hosted’, simile a WordPress. A noi interesserà solamente quest’ultima, cioè un servizio sfruttabile senza installare nulla, senza complicarci la vita. Come sempre, anche nel caso di Known c’è la versione “Free” (gratuita), anche per uso didattico e scolastico, e quella “Premium” (a pagamento). Dal grafico sottostante si può vedere che la versione a pagamento permette una personalizzazione maggiore, la possibilità di avere un indirizzo web a piacimento, ecc. Entrambe le versioni sono improntate alla collaboratività, alla possibilità di pubblicare materiale da qualsiasi strumento (pc, tablet, smartphone) abilitato a farlo e di scegliere il mezzo (Twitter, Facebook, Flickr, Instagram, ecc.) che si vuole. E’ possibile creare gruppi di lavoro e/o classi, di verificarne la creatività o produttività, di interagire a distanza anche con il classico feedback.

ThingLink: Immagini interattive di grande effetto

Oggi girellavo su Internet leggendo notizie e quotidiani e mi sono imbattuto sulla recensione di un nuovo cellulare Asus (eccola qui), così ho scoperto ThingLink. ThingLink è una piattaforma mediatica che permette agli educatori, a chi vuole pubblicare in Rete (siano privati che aziende), blogger e altri, di creare contenuti avvincenti e coinvolgenti, attraverso l’aggiunta di link, foto, video e altro.
Possiamo proprio dire che ThingLink sia diventata la soluzione pluripiattaforma più diffusa per una comunità creativa dedicata all’interazione e alla comunicazione. Dobbiamo anche notare che ThingLink è stata pensata specificatamente per un uso didattico.

Con ThingLink è possibile creare nuove fotografie interattive, mappe, posters, album personali e non, infografiche, o addirittura cataloghi con consultazione e vendita ai clienti in pochi minuti. Da considerare anche che è possibile verificare chi abbia interagito e quanto con i contenuti da noi creati e diffusi sul web.

In English

ThingLink is an interactive media platform that empowers publishers, educators, brands, and bloggers to create more engaging content by adding rich media links to photos and videos.

With 1.5M content creators, ThingLink has become the most popular cross-platform solution and creative community for interactive media. ThingLink interactive media engage your audience consistently and reliably. Using ThingLink increases CTR from your content and makes consumers stay on your site longer.

Use ThingLink to create interactive news photography, maps, posters, family albums, infographics, and shoppable product catalogs in minutes! You can keep track of how people interact with your content as it spreads across the web.

  • Media engagement (views, hovers, clicks, time on image)
  • Engagement with content on image (hovers, clicks, dwell)
  • Engagement via embed location (views, hovers, clicks)

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Trello: i post-it sopraffini / Instant clarity on any project

Una volta esistevano i bigliettini, i Post-it e le liste di cose da fare, da ricordare e le persone da contattare.
Oggi ogni telefonino e smartphone che si rispetti presenta il calendario, offre la possibilità di scrivere una nota e prendere un appunto riguardo tutte le cose da fare e persone da contattare: c’è chi lo fa bene, chi lo fa in maniera graficamente splendida e chi in modo semplicemente efficiente. Io non nascondo le mie preferenze e sono sempre stato innamorato della praticità operativa dei BlackBerry (RIM), mentre l’eleganza della grafica di certe applicazioni IOS è ancora ineguagliata.
Oggi propongo TRELLO, applicazione infintamente flessibile e incredibilmente facile da usare: Trello tiene nota di qualsiasi cosa, da una foto con alta risoluzione ai dettagli più piccoli.
Trello esiste in molte versioni, tutte graficamente eleganti e scaricabili gratuitamente, da usare via web, attraverso smartphone (Android, IOS e Windows). Il trucco di Trello è l’uso dei “bigliettini” in cui è possibile inserire di tutto, dal testo all’immagine, dal tag di identificazione a qualche file audio, colori per evidenziare e altro ancora.
Particolari non indifferenti: Trello permette di lavorare in condivisione, invitare altri utenti a condividere notifiche, email, progetti, ecc.

Example of Trello board

IN ENGLISH
Trello is really and infinitely flexible. It easy to use and keeps track of everything, from the big picture to the minute details. Moreover, Trello allows you to create a collaborative project from scratch and in a very beautiful way.With Trello it is possible to:

  • Add a checklist to keep on top of all those little to-dos.
  • Attach photos, drawings, sketches, and mockups to quickly illustrate ideas at a glance.
  • Attach a date and it will appear on the front of the card.
  • Customize labels for your cards, and use filters to only show what you want.
  • Attach a relevant file right to the card.
  • Invite as many people as you want to a board.
  • Assign cards to board members, and everyone will be able to see what everyone else is working on.
  • Create a Trello organization to collect all your people and boards together in one place.
  • Collaborate in real-time.

Internet of Things: open source contro sistemi proprietari

Premessa assai importante: questo post NON è originale, ma una riproposizione di un’interessante lettura. L’autore dell’articolo originale è Giulio Coraggio, il post è apparso per la prima volta con il titolo “Internet of Things: open source contro sistemi proprietari“, e lo trovate a questo link.

LogoTECH230“Viene stimato che il mercato dell’Internet of Things () varrà 7.1 trilioni di dollari in volumi di vendite entro il 2020. Tuttavia, il principale problema del settore è di solito indentificato nella mancanza di tra dispositivi che appartengono a diversi sistemi. Quindi se uno stesso utente ha dispositivi di due produttori diversi o meglio appartenenti a due piattaforme diverse, non sarà in grado di farli comunicare?

Il solito confronto è tra piattaforme proprietarie, che consentono l’interoperabilità solo con dispositivi che siano stati certificati dal produttore del sistema IoT, e piattaforme open source in cui non operano tali restrizioni.

Al fine di affrontare tale problema è stato realizzato l’IoT-A, un programma finanziato dalla Commissione europea, volto a consentire la comunicazione tra diversi dispositivi dell’Internet of Things creando un “linguaggio” comune di comunicazione tramite un’architettura idonea a consentire l’interoperabilità tra diversi sistemi IoT. Questo progetto è stato supportato da diverse società del settore delle tecnologie, ma al momento non rappresenta lo standard del mercato (o meglio del mercato che verrà) dove società tendono a sviluppare sistemi proprietari al fine di proteggere i loro investimenti consentendo il collegamento solo di dispositivi certificati da loro. Tuttavia, ci sono anche piattaforme open source che hanno il fine di consentire ad ogni possibile dispositivo di connettersi con i loro sistemi.

Ho già affrontato alcune delle problematiche legali relative all’Internet of Things, ma il principale quesito in merito a quanto indicato in precedenza è se il proprietari di tali sistemi IoT, che consentano solo la connessione con dispositivi da loro certificati, possano impedire l’accesso ai loro sistemi a dispositivi che non siano stati certificati da loro o che loro non vogliano certificare o che vogliano certificare solo alle loro condizioni.  Infatti, alcuni commentatori sostengono che i sistemi c.d. “chiusi” potrebbero essere considerati in violazione della normativa sulla concorrenza. Tale conclusione, a loro giudizio, è anche più valida qualora i produttori di tali sistemi selezionino i produttori di dispositivi che possono essere “certificati” obbligandoli ad accettare i loro termini contrattuali.

Questo approccio non è nuovo nel settore ed è già presente in altri mercati, ma la fondatezza di tale analisi dovrà essere valutata solo quando sarà possibile identificare un mercato dell’Internet of Things e i suoi principali operatori e si potrà valutare le peculiarità del mercato, i propri trend e la condotta adottata dalle parte interessate.

commissione ueAllo stesso modo, la Direttiva europea relativa alla tutela giuridica dei programmi per elaboratore 2009/24 prevede che il c.d. reverse engineering dei programmi per elaboratore non richieda l’autorizzazione da parte dei titolari dei diritti qualora sia  “indispensabile per ottenere le informazioni necessarie per conseguire l’interoperabilità con altri programmi di un programma per elaboratore creato autonomamente le informazioni necessarie per ottenere l’interoperabilità” a condizione che “le informazioni non siano già facilmente e rapidamente accessibili“.

La norma sopra esposta è stata oggetto di diverse interpretazioni da parte delle corti competenti e dovremo seguire lo sviluppo di tali interpretazioni negli anni in cui l’IoT diventerà di maggior uso comune per vedere le sue possibili implicazioni sul mercato.

Ciò a meno che i governi locali adottino misure volte a favorire la crescita di tale mercato, come di recente accaduto in Cina. E in quest’ottica la Commissione europea sembra stia facendo notevoli investimenti nel settore dell’Internet of Things e dell’eHealth. Quindi misure volte a incoraggiarne la diffusione potrebbero essere adottate nei prossimi anni.

 Certamente questo è un settore che sta catturando l’interesse di tutti gli addetti ai lavori per le sue enormi potenzialità, ma non c’è dubbio che la sua crescita richiederà la risoluzione di notevoli problematiche legali.”

Widbook: Multimedia Authoring Tool (Free)/ Creare libri multimediali (gratis)

Today I am pleased to write a short post about a new website called “Widbook“. Widbook presents itself as the ‘social network to find books, publish your own, create shelves and spread ideas.’ Widbook is new service that is part multimedia book authoring tool and part social network. On Widbook it is possible to create a digital book that contains text, images, and videos. Widbook is collaborative because the user can invite others to make contributions to his/her books. To use Widbook we have to create a profile on the service, or access via Facebook. The books that we create become a part of our profile. If we allow it, other Widbook users can add content and or comments to our books. Likewise, we can search for others’ books and make contributions to their books.
The educational potential of Widbook is great: Widbook may allow students and teachers to build multimedia research papers, digital learning objects and even platform, where users can share and enjoy smarter and creative ways to learn.

In Italiano:
Oggi è sempre più possibile sfruttare strumenti software e piattaforme online per elaborare e creare da sé libri multimediali, ricerche  e oggetti digitali per l’apprendimento riusabili dove e come si vuole. Il caso di iBooks Author della Apple, che gli utenti possono adoperare su notebook, computer da tavolo, iPad, è eclatante: il singolo utente può dare sfogo alla propria creatività e alle competenze in modo nuovo e interessante.
Oggi è disponibile un nuovo strumento collaborativo online, gratuito e chiamato Widbook, ovvero una piattaforma cui accedere dopo essersi registrati con account libero o attraverso il proprio profilo Facebook. Widbook permette di creare libri digitali che contengono testi, immagini e video. L’aspetto collaborativo di Widbook è evidente in quanto l’utente può invitare altri a collaborare al proprio libro o ricerca multimediale, aggiungendo commenti, modificandone parte del contenuto e/o dell’aspetto.

Teens and video / Come i ragazzi usano video online?

This post is not original, in the sense that I have just come across an interesting report by the American PEW Internet Research with the title ‘Teens and Video: shooting, sharing, streaming and chatting. The document reports the outcomes of a survey conducted on 799 teens conducted by the Pew Research Center’s Internet & American Life Project between April 19 and July 14, 2011. In that study, the teens were asked about a number of online behaviors and the results for video-oriented activities. Here I copy what the summary says:

  • 37% of internet users ages 12-17 participate in video chats with others using applications such as Skype, Googletalk or iChat. Girls are more likely than boys to have such chats.
  • 27% of internet-using teens 12-17 record and upload video to the internet. One major difference between now and 2006 is that online girls are just as likely these days to upload video as online boys.
  • 13% of internet-using teens stream video live to the internet for other people to watch.
  • Social media users are much more likely than those who do not use social media to engage in all three video behaviors studied.

 In Italiano:
Quest’oggi ho il piacere di presentare un rapporto dell’americano Pew Research Center’s Internet & American Life Project condotto fra il 19/04 e il 14/07/2011, intitolato Teens and Online Video. Lo studio presenta le risposte di 799 giovani circa i comportamenti online e le attività attraverso le modalità video e fotografiche. Insomma, abbiamo un’interessante analisi riguardante ciò che gli adolescenti compiono online, dal condividere foto a elaborare video, ecc.
Questi i dati in sintesi:

  • 37% degli utenti internet (età 12-17) partecipano a interazioni in video-chat con altri usando Skype, Googletalk o iChat. Le femmine superano i maschi.
  • Il 27% degli adolescenti utenti (età 12-17 anni) registrant e caricano video su internet. Rispetto a una ricerca identical condotta nel 2006, oggi (2011), le ragazze fanno le attività online tanto quanto i ragazzi (e non sono meno).
  • Il 13% dei giovani elabora (in 1^ persona) e carica video in streaming perché sia visto da altri utenti.
  • Gli utenti dei social media sono presumibilmente di più di coloro che non li usano.

Visualize Data on the Web / Infografica e dati con Visual.ly

Infographics and data visualizations are shifting the way people find and experience stories, creating a new way of seeing the world of data. They help communicate complex ideas in a clear, compact and beautiful way, taking deep data and presenting it in visual shorthand.
Visualizations are powerful, but they require time and hard work to create – until now. We no longer need expensive software, extensive design skills, or number crunching ability. Visual.ly is a tool that will allow everyone to quickly and easily create professional quality designs with their own data. And when we are ready to show our work to the world, publish it on our Visual.ly profile, our own personal showcase.

In Italiano:
Visualizzare dati e informazioni è indubbiamente un notevole aiuto all’apprendimento, alla circolazione delle informazioni stesse e alla memorizzazione. Noi magari riusciamo a ricordare varie scene e momenti di vita attraverso la nostra memoria visiva e in automatico magari associamo pure le emozioni, le conoscenze che pensavamo perse o nascoste.
Creare visualizzazioni grafiche di informazioni e dati fino a poco tempo fa poteva costituire una seria difficoltà tecnica e/o concettuale. Eppure, oggi non è più necessario dover intraprendere un lungo processo elaborativo, ma basta utilizzare Visual.ly, uno strumento appositamente creato per la condivisione dei dati e la creazione di infografiche brillanti e accattivanti.

So.cl: Social Search (by Microsoft)/ Ricerca sociale e apprendimento

In this post I just copy (I state it very clearly) part of the FAQs appearing in the official blog and website of So.cl, that I discovered by chance today. So.cl (pronounced “social”) is an experimental research project, developed by Microsoft’s FUSE Labs, focused on exploring the possibilities of social search for the purpose of learning.

  • So.cl combines social networking and search, to help people find and share interesting web pages in the way students do when they work together.
  • So.cl helps you create rich posts, by assembling montages of visual web content.
  • To encourage interaction and collaboration, So.cl provides rich media sharing, and real time sharing of videos via “video parties.

Apart from Microsoft FUSE Labs, there are some other partners of So.cl, in particular selected schools (including University of Washington, Syracuse University, and New York University).
The So.cl search experience is powered by Bing; we use the public Bing APIs to display search result data. As students work together, they often look for the same content, and discover new shared interests by sharing results. These results can be web pages, images, or videos found through Bing. We see this trend today on many social networks, such as Twitter, where shared links spread virally and amplify popular content. So.cl experiments with this concept by letting you easily share links as you search. Unless you mark it as “private”, your search results, and any other data you post to So.cl may be viewed by all other So.cl users. It is notable to say that there are options to delete the search, ranging from deleting a single item, search or post, to deleting all your history, or your entire account. Finally, we can access So.cl through our Facebook account and as So.cl uses Facebook authentication, which means you use your Facebook account to log in, and your name and profile picture from Facebook appear in So.cl.


In Italiano:
Oggi ho casualmente scoperto So.cl, un progetto supportato da Microsoft FUSE Labs (e da molti altri qualificati partner, tra cui l’University of Washington, Syracuse University, e la New York University), cui si accede gratuitamente con il proprio account Facebook. So.cl è dedicato alla ricerca per l’apprendimento con un “taglio sociale”:

  • So.cl combina la rete sociale e la ricerca, con l’intento di aiutare gli utenti a trovare e condividere pagine web interessanti, in modo tale che gli student lavorino insieme;
  • L’intendimento di So.cl è di permettere agli utenti di creare post “ricchi”, cioè attraverso l’assemblaggio e montaggio di contenuto web visivo;
  • Si vuole pure incoraggiare l’interazione e la collaborazione, quindi So.cl fornisce la possibilità di condividere contenuti mediatici complessi, video, stabilire dei “video parties”, ovvero video-conferenze articolate.
Il potenziale didattico di So.cl è ragguardevole, poiché punta a un mezzo comunicativo che capitalizza notevole attenzione in tutte le fasce d’età, cioè l’apprendimento visivo, e sottolinea l’importanza della socialità come elemento principale del processo di apprendimento, nell’ottica di una vicendevole attenzione: i partner della ricerca sociale contribuiscono a turno e verificano i propri apporti, verificano la qualità degli stessi, secondo il principio che in inglese va sotto il nome di peer learning (“apprendimento fra pari”).