Apprendere le lingue online/ Learning a (New) Language with Nabbber

Oggi un’altra segnalazione va a Nabbber, una comunità online dedicata all’apprendimento delle lingue straniere e per lo scambio lessicale. Quanto ciò possa essere efficace rimane da vedere, specie se lo si considera più di quanto sia in realtà, ovvero un semplice strumento per lo scambio di parole straniere e la loro corrispondenza.
Da insegnante di lingua (Inglese), penso che un’iniziativa come Nabbber sia da prendere con relativa attenzione, inquadrarla come un semplice strumento, non certo come azione risolutiva, perché nessun apprendimento automatizzato riuscirà a evidenziare un fatto: l’apprendimento linguistico è un fatto sociale e  l’uso della lingua (usage, in inglese) lo costruisce la contestualizzazione, cosa che difficilmente un terminale informatico potrebbe. Tutto qua.

In English:
Nabbber is about exchanging foreign words you’ve learned. Here I report some information (some personally re-elaborated) from Nabbber original web-page.
Basically, it allows you to:

  1. 1. Save words that you have learned
  2. 2. Follow other people and learn their words

How can Nabbber help learners? Nabbber helps you enrich your vocab with words useful to you, while others tell you “Here is a list of 20 new words we made, learn them.” For example, you are fond of cooking and they make you learn law terms. No, thanks. Nabbber tells you “Here is a list of people learning the same language. You just “follow those with similar interests and learn from each other.”
So How It Works? Nabbber lets you share words you learned, read what other learned. That’s it and Nabbber claims to be “really simple” and it has just 2 things to do

  1. When you learn a new word (from a book or a movie) you share it on Nabbber.
  2. Follow people with similar interests. Their words will appear on your home page.

Pixelpipe: Pubblica all’istante foto, testi, audiovideo in oltre 100 siti

Mettiamo che abbiamo vari account su differenti Social Network: Facebook, Twitter, YouTube, ecc. Mettiamo pure che ci ritroviamo un breve e bel cortometraggio che pensiamo sia bello condividere con gli amici: ecco, Pixelpipe (letteralmente: conduttura di pixel) c permette di condividere il tutto.
Pixelpipe è un portale di distribuzione di contenuti che permetterà a noi utenti di pubblicare testi, foto, video, audio in un sol colpo su oltre 100 siti di social network (blog e servizi di cloud computing compresi) cui siamo collegati. Pixelpipe funziona grosso modo come Ping.fm, presentando una specie di console con tutti i servizi di reti sociali cui siamo collegati. Come accennato, Pixelpipe memorizza anche i file in oggetto pure online, li indirizza cioè ai servizi di online storage (memoria online) tipo Apple MobileMe, Windows Live, Dropbox, ecc.
E’ possibile interagire anche attraverso il telefono cellulare e non solo via desktop o portatile. Una volta collegati, potremo interagire via e-mail, con tutti i telefonini dotati di sistema Symbian S60, Google Picasa e Android, con l’iPhone ed MMS, nonché caricare con il plugin di Mozilla Firefox, di Windows XP Web Publisher Wizard, ecc. Infine, Pixelpipe riconosce in automatico le immagini e “traduce” i parametri dei programmi di foto-ritocco presenti nel vostro computer, da Adobe Lightroom ad Apple Aperture (in Linux basta utilizzare Google Picasa). Chicca finale: per chi fosse patito della “localizzazione” delle foto (Geotagging), è possibile pure collegare le immagini alla mappa corrispondente.

Giocando con Romeo e Giulietta a scuola e divertendosi

Chi avrebbe mai detto che un gioco su Shakespeare sarebbe diventato un successo in tutto il mondo, specie sul web? E’ quello che sta capitando – grazie a 22 milioni di giocatori – a un platform game basato sulle avventure dell’autore di Romeo e Giulietta.
Potete cimentarvici a partire da questo link. Il nostro eroe (Romeo) deve affrontare una serie di pericoli attraverso un lungo percorso all’interno di Stratford-upon-Avon, il paese natale di Shakespeare. Lo scopo è quello di raccogliere abbastanza rose per la sua amata Giulietta, evitando cinghiali inferociti, scheletri fastidiosi e tutto quanto la campagna inglese possa presentare di rischioso.
In un primo momento il gioco è nato semplicemente come uno strumento di promozione turistica per il Warwickshire, la “Shakespeare Country“ inglese. Inaspettatamente, grazie alla viralità della rete, già un numero di utenti pari a un terzo della popolazione britannica, a oggi, ha già giocato a queste avventure. Promozione low cost ed efficace.
Mi chiederei: perché non succede nulla di simile per l’Italia?

La Web TV come risorsa didattica. Approcci innovativi per l’apprendimento delle lingue

monty_loveinternet1_21Preciso che questo post NON è mio originale, nel senso che l’ho tratto dalla lettura dell’intervista a Marco Montemagno, apparsa oggi sul sito De Agostini Edicola e reperibile a questo link: raccomando vivamente la lettura e ascolto dell’intervista. In questa sede a me preme mettere in rilievo parte delle osservazioni di Montemagno (file Mp3 con testo intervista qui), 36 anni, grande conoscitore della Rete e delle sue potenzialità.Da quattro anni cura su Sky Tg 24 programmi e rubriche sul web e la comunicazione su internet.

La web tv è una grande risorsa, anche in campo didattico, ma in Italia stenta a decollare… da cosa dipende questo ritardo?
Di sicuro ci sono problemi d’infrastruttura, perché per ricevere la trasmissione di un video serve almeno un’adsl: con i 56k non si va da nessuna parte e alcune zone d’Italia non sono ancora coperte dalla banda larga… però credo che il problema principale sia la mancanza di una richiesta pressante “dal basso”, forse perché ci sono ancora dei pregiudizi su internet, che è visto come un giocattolo da hacker, come un’entità pericolosa. Ma il successo di una web tv dipende anche molto dai contenuti: deve avere cose interessanti da dire e tempi fruibili…

Possiamo considerare il cosiddetto web 2.0 la nuova frontiera della conoscenza?
La parte “sociale” della rete è di sicuro l’aspetto più interessante! Se prepariamo un video e lo mettiamo in rete per farlo vedere a chi naviga, facciamo un primo passo, molto “basic”. Il passo successivo, quello davvero interessante, è arrivare a condividere gli interessi e le conoscenze con tutti quelli che guardano quel video. E’ fondamentale riuscire a creare un contatto fra le persone che utilizzano uno stesso prodotto o imparano sulla stessa piattaforma: il valore aggiunto che si crea è altissimo! Nella didattica è di sicuro la socialità dell’apprendimento l’elemento che fa la differenza! Se guardi un video didattico di tre quarti d’ora da solo… insomma, non è il massimo del divertimento! Invece se, mentre guardi il video, sei in contatto con altre persone che hanno interessi e competenze simili ai tuoi, con cui puoi scambiare opinioni e feedback (e magari puoi interagire anche con l’autore della lezione), allora sì, questo contesto accresce l’esperienza e arricchisce il bagaglio di conoscenze!

Ascoltare e condividere musica per una scuola innovativa

Se siete amanti della musica e dei social network allora finirete per adorare Blip.fm, il sito di cui vi parliamo oggi. Blip.fm è un sito che per molti aspetti può essere paragonato al famoso microblogging Twitter dal momento che consente agli utenti di postare un breve messaggio riferito ad una determinata canzone, spiegando al resto degli utenti perchè quella data canzone ci piace o non ci piace o semplicemente cosa pensiamo a riguardo.
Il servizio è gratuito e può essere utilizzato dopo aver affettuato una brevissima registrazione. Postare i propri commenti relativi a determinate canzoni, tuttavia, non è l’unica attività consentita da Blip.fm che permette ai propri utenti di ascoltare musica in streaming, di ricercare e contattare persone che hanno gusti musicali simili ai nostri e invitare i propri amici. Gli utenti, inoltre, qualora riscontrino alcune lacune musicali del sito relative ai propri gusti personali, hanno la possibilità di caricare sul sito stesso le proprie canzoni preferite tramite la sezione “upload”. Un sito più che ottimo, quindi, se la musica è una parte attiva della vostra quotidianeità e se conoscere nuove persone e condividere con loro passioni e interessi rientra tra le vostre attività preferite. Se dopo aver utilizzato Blip.fm vi rendete conto che il servizio vi piace davvero allora vi consiglio di scaricare anche Blister.
Infine, un ulteriore, ottimo punto di partenza per ascoltare, giudicare, costruire e condividere “pezzi musicali” è la lettura (in lingua inglese) dell’articolo “How to Use Social Media for Sharing Music“, cioè come usare i mezzi di comunicazione mediata da computer e di massa per condividere la musica. Il concetto di base è che anche attraverso un’attività di svago e relax è possibile creare “valore aggiunto”, nuove conoscenze e sensibilità. Troverete quindi tutti i riferimenti a Blip.fm, ma anche ad altri interessanti e utili servizi.

Insegnare con metodologia CLIL e CALL grazie all’University of Edinburgh

L’IALS (Institute for Applied Language Studies) è parte integrante dell’Università di Edimburgo e da questa sono usciti molti fra i più famosi esperti linguisti britannici, primo fra tutti quel Henry Widdowson su cui molti hanno studiato per prepararsi a essere insegnanti di lingua inglese (io compreso). L’IALS ha oltre 25 anni di esperienza in TEFL (Teaching English as a Foreign Language, Insegnamento di Inglese come lingua straniera) e offre vari corsi di formazione professionale e preparazione di buon livello, ma anche per apprendere l’inglese in generale.immagine-24
Il corso che evidenzio in questo post è di grande attualità e interesse, specialmente per noi insegnanti di lingua, ma anche per i colleghi di altre materie. Ci si occupa qui della novità 2009: CLIL (Content and Integrated Language Learning), ovvero di insegnare materie NON linguistiche direttamente nella lingua straniera. Ebbene, l’IALS propone un corso di formazione ad hoc, di nuova concezione, con strutturazione intensiva (40 ore in 2 settimane), integrato dalla possibilità di fruire dei laboratori didattici e informatici dell’Istituto, della biblioteca multimediale dell’Università, ecc. A seguire, ecco la descrizione del Corso:
“Aim
The course aims to develop participants’ confidence and competence in using English to teach content, that is non-language subjects; to explore appropriate methodologies and activities for different content areas and contexts; to develop the ability to adapt materials; and to improve participants’ own language proficiency.
Ugualmente interessante e meritevole d’attenzione è un altro corso, il “CALL – Computer Assisted Language Learning“, peraltro non proprio scontato, vista la rapida e continua evoluzione delle tecnologie, specialmente in un’ottica collaborativa del Web 2.0.
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Per finire, se il corso si svolge fra la seconda metà d’agosto e i primi di settembre allora siete fortunati: potete liberare il vostro spirito e la vostra fantasia creativa grazie al contemporaneo Edinburgh Festival.

Web 2.0 & Apprendimento delle lingue

Ottimo video (in lingua inglese, poco più di 7 minuti) di Graham Stanley, esperto di nuove tecnologie e in forza al British Council di Madrid, Spagna. Ho incontrato Graham alla conferenza del British Council e IATEFL di Milano del 23-25 Marzo 2009 dedicata agli alunni della scuola primaria e adolescenti. Per l’occasione Stanley ha tenuto una relazione dai contenuti simili al video.
In sintesi, Stanley elenca gli strumenti utili per l’insegnante di lingua straniera: tutti hanno in comune la caratteristica di trasformare chiunque in un creatore di contenuti per la condivisione e discussione allargata.

  1. Blogging
  2. Wiki
  3. Podcasting
  4. Second Life

Il CLIL per la società della conoscenza

Questo post presenta una brevissima intervista con David Marsh. D’origine australiana, istruitosi in Gran Bretagna e adesso in Finlandia, Marsh ha lavorato sul multilinguismo e l’educazione bilinguistica fin dagli anni ’80. Ha fatto parte del gruppo di studio che ha originato la definizione del CLIL (Content Language and Integrated Learning) nel 1994. Nel 2002 ha coordinato la produzione di CLIL – The European Dimension: Actions, Trends and Foresight Potential for the European Commission (DG EAC). Marsh continua a lavorare intensamente sul Clil e su vari altri ambiti d’interesse presso l’UNICOM, Continuing Education Centre, University of Jyväskylä, Finlandia. Attualmente Marsh collabora con l’importante CLIL Consortium.


Integrare le ICT in classe attraverso Moodle & Wikis

Come cambia l’apprendimento con l’avvento del Web? Grazie al Web 2.0 (o rete sociale) il singolo utente crea e condivide informazioni e conoscenze. E’ evidente che gli spazi tradizionali dell’apprendimento cambiano e si estendono incredibilmente. Ecco perché parliamo di apprendimento condiviso e distribuito, connettivo.
Segnalo a tutti i Gentili Amici e Colleghi la classe online che si è tenuta oggi sulla piattaforma interattiva WiZiQ che trovate nel link segnalato. L’iniziativa è parte integrante della piattaforma sociale Digifolios and Personal Learning Spaces, a cura di Cristina Costa su Ning. insegnante (EFL teacher) e addetto ICT presso l’University of Salford in Gran Bretagna.

Digifolios and Personal Learning Spaces
Digifolios and Personal Learning Spaces

Apprendimento o Test? Usare il Podcast

Apprendimento o test? Quando il docente annuncia il compito in classe, subito gli studenti cominciano ad agitarsi, almeno nel 70-80% dei casi.
Per ridurre l’ansia da prestazione e rivedere / risentire quanto fatto il Web 2.0 vi viene in aiuto con Voicethread (//voicethread.com): con un account gratuito è possibile registrare, caricare documenti, video e condividerli per poi riascoltarli, come si fa con iTunes.
In questa maniera possiamo trovare materiale autentico e ridurre la tensione, visto che sarebbero gli alunni stessi a reperire il materiale su cui si eserciteranno.