Content curation: organizzare e creare contenuti digitali

CurationWorld_NewDesign_Color_Logos-1In Inglese Content Curation definisce l’attività di trovare, organizzare, annotare e condividere contenuti digitali ritenuti rilevanti e/o interessanti, sia relativi a un argomento specifico oppure un ambito, un pubblico di destinatari o segmento di mercato precisi. La Content Curation quindi si prospetta come strumento interessante e addirittura strategico per condividere informazioni, veicolare notizie, contenuti didattici. Di seguito propongo una serie di strumenti e siti web utili che potrebbero rivelarsi interessanti e gradevoli da adottare, sia a livello personale che in classe.
Addict-o-matic – Permette di ricercare i migliori siti sul web, le ultime notizie, post blog, video e immagini.
Curata – Curata è il fornitore principale di tutto il software per content curation per il marketing. I CCS di Curata permettono di creare, organizzare, annotare e condividere i contenuti più rilevanti e di qualità.
Feedly – Un ottimo aggregatore di flussi RSS, da tutti i siti possibili, inclusi canali YouTube.
Paper.li – Pubblicate post in forma di veri e propri ‘giornali’ traendo contenuti da tutto il web per i propri lettori e amici, inviando il ‘giornale’ alla casella di posta elettronica con la cadenza desiderata.
Pinterest – La famosa piattaforma di condivisione visiva.
Pocket – Salvate articoli, video o qualsiasi altro contenuto web. E’ installabile sotto forma di plugin nel browser desiderato o sfrutta applicazioni come Twitter, FlipBoard, Pulse o Zite.
Symbaloo – E’ una pagina che permette di navigare sul web organizzando i propri siti preferiti con una bella interfaccia visiva di sicuro impatto. A ciò si aggiunge la possibilità di salvare i link relativi e di accedervi da qualsiasi dispositivo, anche mobile.
Storify – Permette di creare ‘storie’ o ‘timelines’ mettendo insieme e pubblicando contenuti da vari social media come Facebook, Twitter e Instagram.
Scoop.it – Permette di pubblicare contenuti in modo efficace e di impatto; usa la tecnologia semantica dei big data per cercare elementi rilevanti e in tempi brevi.
The Tweeted Times – E’ un aggregatore di notizie tratte dal flusso Twitter personale.
Vidinterest – E’ una piattaforma video social che vi permette di salvare i propri video d’interesse e creare playlist private o pubbliche. I link ai video lavorano con molti siti web, da YouTube, Daily Motion a Vimeo.

Adobe Spark: per creare e condividere storie visuali d’impatto / Great visual stories

Adobe Spark -“Spark Scintilla”- è un’applicazione online gratuita ideata per creare e condividere storie visuali d’impatto. Chi ama elaborare contenuti visivi e distinguersi sui social media ha in Adobe Spark un sicuro strumento d’effetto, dall’impresa al blog e alla scuola che volesse comunicare le proprie idee cercando un forte impatto, a prescindere dall’esperienza di progettazione o di bilancio.
Adobe Spark si configura come un progetto di contenuti one-stop per la creazione e la condivisione di storie visive che stupirà il pubblico su qualsiasi dispositivo: difatti, Adobe Spark è disponibile per Apple IOS (iPhone e iPad) e online.
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Adobe Spark è una suite composta da 3 strumenti:
1) Adobe Post. Consente di creare grafici professionali con pochi passaggi. Benchè possieda al suo interno funzioni derivate da programmi come Photoshop e InDesign, come la possibilità di sovrapporre immagini e testo utilizzando svariati filtri, risulta essere molto semplice ed intuitiva, consentendo di apportare modifiche semplicemente cliccando dei pulsanti.
2) Spark Page è una piattaforma di web-editing semplificata, con cui è possibile creare album fotografici, newsletter, storie di viaggi, o qualunque altra cosa da raccontare e pubblicare online.
2) Spark Video. Con questo strumento si possono creare video animati, combinando testo, immagini, icone e temi in una presentazione, sulla quale poi potrete inserire la vostra voce o una canzone di sottofondo, dando vita al vostro video. E’ importante precisare che Spark Video NON è un programma di video-editing.
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Adobe Spark (former Adobe Post) is a free online and mobile graphic design app (Apple IOS for iPhone and iPad) and online. Adobe Spark (https://spark.adobe.com) is a free product that offers three apps that you and your students can use for these needs and others.  Your students can create these products directly within a web browser or they can use the apps that are available for iOS and Android.  Spark allows your students to create a Post, Page, or Video.

Popplet: mindmaps with style / Mappe concettuali animate e di stile

Si dice che informazioni visualizzate e argomenti presentati in forma multimediale sia la maniera più efficace perché l’apprendimento risulti più gradevole, consolidato e duraturo. Allora mi sono chiesto: “Cosa fare per mettere assieme idee e informazioni da una miriade di fonti e di varia origine?” Inoltre, se i miei alunni sono bravissimi a combinare audio e immagini, condividono in chat, commentano, ecc. perché non assecondare le loro passioni attraverso l’uso di applicazioni anche via smartphone e/o tablet?
Oggi ho scoperto Popplet, uno strumento che permette di organizzare informazioni, immagini, diagrammi e altro partendo dal concetto delle mappe concettuali. Popplet è una risorsa specificamente ideata per l’uso didattico, in classe e a casa, su pc e/o smartphone o tablet e permette di visualizzare presentazioni nonché condividere e lavorare a più mani e menti.

Homepage Popplet

How to motivate your class and students’ talents? Learning may really be more effective if students bring together ideas and information from many sources. It is possible to do that through Popplet’s intuitive but powerful features: text, images, videos, and colours. Students can collaborate, add up to an enhanced visual learning experience, much favoured by educators of all disciplines. Then, presentations come in form of Mind-maps and Popplet represents a quick and easy tool for visualizing how everything could fit together for the most effective and memorable lectures imaginable. t is possible to use Popplet on your Pc or download as an app on your smartphone, so students are free to work in class and teachers can act as mentors by supervising projects and outcomes.

Tempo di vacanze? Confrontare case-vacanza e stanze attraverso 1 solo sito

HundredRooms è la piattaforma che aggrega appartamenti e case vacanza di siti terzi, principalmente di agenzie di viaggio online e altre piattaforme come Airbnb, Booking, Housetrip, Only-apartments, Roomrama, Migoa.
Il nome è di per sé eloquente: Hundredrooms splora più di 100 siti web e circa 7 milioni di case vacanza, comparando i diversi prezzi e permettendo l’accesso a 20 milioni di foto, nonché ad informazioni dettagliate sulle caratteristiche degli alloggi, come la disponibilità del Wi-fi,  della culla o la possibilità di portare con sé animali domestici, inoltre è disponibile la funzione di prenotazione immediata.
Nata in Spagna, ad oggi la start up conta 60 occupati, di cui 40 tecnici e gestori del prodotto. Fra questi anche sei italiani: arrivati a Palma per apportare il loro contributo, lavorano nei dipartimenti di marketing, comunicazione e Labs, quest’ultimo un laboratorio di idee in costante evoluzione.
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Per ‘Trovare un alloggio‘ su www.hundredrooms.it si inserisce la località di destinazione del viaggio, o la tappa di un itinerario, indicando il periodo di permanenza e quindi si consultano i risultati ottenuti e la mappa di riferimento.
Ogni annuncio è sempre geolocalizzato su mappa, caratterizzato da galleria fotografica, listino prezzi e servizi, contatti e commenti/recensioni degli ospiti.
Per rendere ancora più vivo e partecipato il sito, ci sono i canali social di Twitter, Google+, FacebookYoutube, Linkedin e Instagram.

Navigare nel web con Symbaloo

Symbaloo è un servizio web che mette a disposizione una pagina di raccolta con tutti vostri siti internet preferiti. L’intento dichiarato è aiutare l’utente a consultare i siti web in modo facile e rapido grazie a una visione d’insieme di tutti i link desiderati, con una interfaccia visiva che li metta a disposizione tutti assieme.
In altre parole, Symbaloo è una raccolta visiva di tutti i vostri “bookmark” che normalmente sono elencati dal browser in uso e questi siti preferiti appariranno organizzati sulla schermata principale sotto forma di icone disposte variamente come nella figura:
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La pagina-interfaccia riassuntiva sarà dunque accessibile ovunque e attraverso qualsiasi dispositivo, fisso e mobile, tablet e smartphone, secondo il principio della “nuvola” o cloud. E’ interessante vedere anche che una volta registrati su Symbaloo, la piattaforma cercherà automaticamente di precaricare i link ai siti più conosciuti e visitati ultimamente anche da voi.
L’interfaccia di Symbaloo è disponibile in moltissime lingue e la registrazione è una procedura rapida e semplice.Inoltre, Symbaloo è nato come piattaforma di apprendimento collaborativo, per cui è possibile condividere tutti i link e le pagine web, nonché la strutturazione specifica di quel percorso di conoscenza e informazioni (o webmixes). E’ come se mettessimo su carta tutte le associazioni mentali che ci hanno portato a elaborare quel percorso di apprendimento e/o saperi. La piattaforma comprende automaticamente il servizio per strutturare le lezioni e progetti formativi (“Lesson plans”).
Symbaloo è anche in versione PRO, a pagamento, come si può vedere nella tabella sottostante e si configura come vera e propria piattaforma di apprendimento polivalente, in grado di gestire una classe (fino a 100 studenti), una scuola (fino a 250) o addirittura oltre 250 e i prezzi non sembrano eccessivamente alti.
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E’ possibile inserire il Symbaloo Webmix nel proprio blog, spazio wiki o sito web, così come si interfaccia bene con un aggregatore di notizie e feed RSS, i vari social networks, ecc.
Infine, un account di SymbalooEDU (Edu.symbaloo.com) avrà i “Webmix” pre-installati e questi sono continuamente aggiornati con notizie ed elementi dei siti educativi più importanti, raccomandati e quindi garantiti dai “Symbaloo Certified educators“.

Creare progetti, raccontare e presentare storie con Microsoft Sway (gratis)

OFC-B214-LGIntrodotta verso la fine del 2014, Sway è un’applicazione gratuita inserita nel pacchetto di Microsoft Office. Sway quindi si presenta come un’app intelligente che consente di raccogliere e formattare le proprie idee e di presentarle in un’area di disegno interattiva basata sul Web. Per creare uno sway, aggiungere immagini, testo, documenti o altri contenuti. Sway trasformerà tutto questo in qualcosa di meraviglioso. Per leggere uno sway, basta toccarlo per aprirlo e quindi scorrere la storia con un dito.
Nota bene: Per creare e modificare gli sway, accedere con il proprio account Microsoft. È possibile aprire e leggere gli sway senza accedere, MA non è possibile crearli o modificarli. Se non si ha un account Microsoft gratuito, bisogna passare a www.microsoft.com/account per iscriversi.
C’è chi dice che Sway rappresenti la risposta targata Microsoft al tuttofare e onnipresente Evernote, ma anche a Prezi, certo è che anche Microsoft ha capito che creare idee, organizzarle in modo dinamico e accattivante, condividerle e modificarle anche in collaborazione con altri è la chiave di volta di un apprendimento esteso.

In sintesi, che si può fare con Sway? Si possono realizzare presentazione animate dalle grafiche esteticamente apprezzabili e immediate, includendo video, foto e altri contenuti. L’aspetto più innovativo è che, quando avete terminato il vostro documento, lo potete condividere semplicemente copiando e incollando la sua url in una mail o sui social network.
La nuova app vive completamente sul cloud, non necessità di alcuna installazione: sarà sufficiente collegarsi a questo indirizzo e dopo aver eseguito il login cominciare fin da subito a creare la propria presentazione, esattamente come si costruirebbe una presentazione in PowerPoint, soltanto più interattiva.
Avrete a disposizione tutti gli strumenti basi, dalla scelta degli sfondi all’inserimento delle immagini, dai testi alle citazioni, dagli album fotografici ai video di YouTube, passando per le foto prese direttamente da OneDrive, il servizio cloud di Microsoft, ma anche inserire tweet e molto altro. Insomma, massima libertà creativa e risultati davvero sorprendenti: semplici sì, ma con un tocco professionale di tutto rispetto.
La cosa interessante, poi, è che non è necessario avere uno spazio online a disposizione, un dominio da gestire: ogni presentazione, se così vogliamo chiamarla, è embeddable (inseribile) in una qualunque pagina web.

Crea il tuo sito web: Wix

Il primo impatto con la rete Internet spesso è rappresentato da una serie di attività funzionali e pratiche: approfondire informazioni col motore di ricerca preferito, qualche aggiornamento del proprio profilo Facebook, la consultazione della propria busta paga, prenotare e/o pagare un biglietto aereo, ecc.
Oggi gran parte dei siti utilizzati adoperano linguaggi di programmazione e software assai meno complicati di un tempo, spesso in “HTML5”, facili da visualizzare, piacevoli da consultare e perfino semplici da ‘costruire’. Una delle piattaforme più comuni è Wix.com, una piattaforma leader nello sviluppo web cloud-based (cioè con memorizzazione su server) con milioni di utenti in tutto il mondo.
Immagine 4Wix è gratuito per usi comuni e prevede piani a pagamento (da €2,55 a €5,16/mese) solo per chi desidera spazi di archiviazione sostanziosi, un indirizzo di posta elettronica e indirizzo web personalizzati, magari per uso commerciale quotidiano, senza invasioni pubblicitarie.

Wix è decisamente facile da usare, anche da smartphone e funziona con qualsiasi browser o sistema operativo: basta adottare la tecnica del “drag and copy” (taglia e incolla) per inserire tutti i materiali e contenuti audio-video e testuali desiderati una volta che si è scelto – gratuitamente – il “Template“, il modello preferito per visualizzare il proprio sito web. Wix mette a disposizione tantissimi modelli, già suddivisi per area d’interesse e contenuto, proponendo una serie di soluzioni grafiche solitamente accattivanti che è possibile anche modificare senza grossi sforzi.

 Con il sistema HTML5 drag and drop, tutto diventa facile ed intuitivo. Cliccheremo su qualsiasi elemento, lo trasciniamo e posizioniamo dove desideriamo. Tutti gli strumenti di cui abbiamo bisogno sono a portata di mano. Con l’editor drag&drop, creare un fantastico sito web è facile e perfino divertente. I template sono completamente personalizzabili: è possibile selezionare qualsiasi elemento – immagini, testo, layout – e modificarli come preferiamo. Non ci sono limiti alla creatività e non c’è bisogno di alcuna conoscenza di programmazione informatica (cosa assai piacevole). Due elementi potenzialmente negativi di Wix da considerare sono: a) Wix non ottempera alle regole europee sull’e-commerce (commercio elettronico) e b) Quando cambiamo il modello o template per il sito web potremmo perdere i contenuti, cioè NON vi è l’automatico trasferimento di tutti i contenuti presenti nel sito precedente.

Una recensione attenta sui “Pro e contro di questo artistico creatore di siti Wix” la trovate qui:

ThingLink: Immagini interattive di grande effetto

Oggi girellavo su Internet leggendo notizie e quotidiani e mi sono imbattuto sulla recensione di un nuovo cellulare Asus (eccola qui), così ho scoperto ThingLink. ThingLink è una piattaforma mediatica che permette agli educatori, a chi vuole pubblicare in Rete (siano privati che aziende), blogger e altri, di creare contenuti avvincenti e coinvolgenti, attraverso l’aggiunta di link, foto, video e altro.
Possiamo proprio dire che ThingLink sia diventata la soluzione pluripiattaforma più diffusa per una comunità creativa dedicata all’interazione e alla comunicazione. Dobbiamo anche notare che ThingLink è stata pensata specificatamente per un uso didattico.

Con ThingLink è possibile creare nuove fotografie interattive, mappe, posters, album personali e non, infografiche, o addirittura cataloghi con consultazione e vendita ai clienti in pochi minuti. Da considerare anche che è possibile verificare chi abbia interagito e quanto con i contenuti da noi creati e diffusi sul web.

In English

ThingLink is an interactive media platform that empowers publishers, educators, brands, and bloggers to create more engaging content by adding rich media links to photos and videos.

With 1.5M content creators, ThingLink has become the most popular cross-platform solution and creative community for interactive media. ThingLink interactive media engage your audience consistently and reliably. Using ThingLink increases CTR from your content and makes consumers stay on your site longer.

Use ThingLink to create interactive news photography, maps, posters, family albums, infographics, and shoppable product catalogs in minutes! You can keep track of how people interact with your content as it spreads across the web.

  • Media engagement (views, hovers, clicks, time on image)
  • Engagement with content on image (hovers, clicks, dwell)
  • Engagement via embed location (views, hovers, clicks)

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Google Classroom

Classroom è disponibile per chiunque abbia un account Google Apps for Education, una suite gratuita di strumenti per la produttività che include Gmail, Drive e Documenti Google.
Classroom è progettato per aiutare gli insegnanti a creare e raccogliere i compiti senza ricorrere a supporti cartacei e include funzionalità che consentono di risparmiare tempo, come la possibilità di creare automaticamente una copia di un documento Google per ogni studente. Il programma crea inoltre cartelle di Drive per ogni compito e per ogni studente per aiutare tutti a essere più organizzati.
Gli studenti possono tenere traccia dei compiti in consegna sulla pagina Compiti e iniziare a lavorare con un solo clic. Gli insegnanti possono vedere rapidamente chi ha svolto i compiti e chi no, fornire feedback in tempo reale e assegnare voti direttamente in Classroom.


Vediamo adesso quali sono i potenziali e grandi vantaggi di Google Classroom:
– Facilità di configurazione. Gli insegnanti possono aggiungere gli studenti direttamente o condividere un codice con la classe, che gli studenti possono usare per registrarsi. Bastano pochi minuti per la configurazione.
– Risparmio di tempo. Il flusso di lavoro dei compiti, semplice e senza documenti cartacei, consente ai docenti di creare, rivedere e valutare rapidamente i compiti, tutto nello stesso posto.
– Organizzazione più efficiente. Gli studenti possono vedere tutti i loro compiti nella pagina dei compiti e tutti i materiali per la classe sono archiviati automaticamente in cartelle di Google Drive.
– Comunicazioni più efficaci. Classroom consente agli insegnanti di inviare annunci e di avviare discussioni con la classe in tempo reale. Gli studenti possono pubblicare post nello stream e aiutare così i loro compagni.
– Conveniente e sicuro. Come il resto dei servizi di Google Apps for Education, Classroom non include annunci promozionali, non utilizza mai i tuoi contenuti o i dati degli studenti a fini pubblicitari e viene offerto gratuitamente alle scuole.

Internet of Things: open source contro sistemi proprietari

Premessa assai importante: questo post NON è originale, ma una riproposizione di un’interessante lettura. L’autore dell’articolo originale è Giulio Coraggio, il post è apparso per la prima volta con il titolo “Internet of Things: open source contro sistemi proprietari“, e lo trovate a questo link.

LogoTECH230“Viene stimato che il mercato dell’Internet of Things () varrà 7.1 trilioni di dollari in volumi di vendite entro il 2020. Tuttavia, il principale problema del settore è di solito indentificato nella mancanza di tra dispositivi che appartengono a diversi sistemi. Quindi se uno stesso utente ha dispositivi di due produttori diversi o meglio appartenenti a due piattaforme diverse, non sarà in grado di farli comunicare?

Il solito confronto è tra piattaforme proprietarie, che consentono l’interoperabilità solo con dispositivi che siano stati certificati dal produttore del sistema IoT, e piattaforme open source in cui non operano tali restrizioni.

Al fine di affrontare tale problema è stato realizzato l’IoT-A, un programma finanziato dalla Commissione europea, volto a consentire la comunicazione tra diversi dispositivi dell’Internet of Things creando un “linguaggio” comune di comunicazione tramite un’architettura idonea a consentire l’interoperabilità tra diversi sistemi IoT. Questo progetto è stato supportato da diverse società del settore delle tecnologie, ma al momento non rappresenta lo standard del mercato (o meglio del mercato che verrà) dove società tendono a sviluppare sistemi proprietari al fine di proteggere i loro investimenti consentendo il collegamento solo di dispositivi certificati da loro. Tuttavia, ci sono anche piattaforme open source che hanno il fine di consentire ad ogni possibile dispositivo di connettersi con i loro sistemi.

Ho già affrontato alcune delle problematiche legali relative all’Internet of Things, ma il principale quesito in merito a quanto indicato in precedenza è se il proprietari di tali sistemi IoT, che consentano solo la connessione con dispositivi da loro certificati, possano impedire l’accesso ai loro sistemi a dispositivi che non siano stati certificati da loro o che loro non vogliano certificare o che vogliano certificare solo alle loro condizioni.  Infatti, alcuni commentatori sostengono che i sistemi c.d. “chiusi” potrebbero essere considerati in violazione della normativa sulla concorrenza. Tale conclusione, a loro giudizio, è anche più valida qualora i produttori di tali sistemi selezionino i produttori di dispositivi che possono essere “certificati” obbligandoli ad accettare i loro termini contrattuali.

Questo approccio non è nuovo nel settore ed è già presente in altri mercati, ma la fondatezza di tale analisi dovrà essere valutata solo quando sarà possibile identificare un mercato dell’Internet of Things e i suoi principali operatori e si potrà valutare le peculiarità del mercato, i propri trend e la condotta adottata dalle parte interessate.

commissione ueAllo stesso modo, la Direttiva europea relativa alla tutela giuridica dei programmi per elaboratore 2009/24 prevede che il c.d. reverse engineering dei programmi per elaboratore non richieda l’autorizzazione da parte dei titolari dei diritti qualora sia  “indispensabile per ottenere le informazioni necessarie per conseguire l’interoperabilità con altri programmi di un programma per elaboratore creato autonomamente le informazioni necessarie per ottenere l’interoperabilità” a condizione che “le informazioni non siano già facilmente e rapidamente accessibili“.

La norma sopra esposta è stata oggetto di diverse interpretazioni da parte delle corti competenti e dovremo seguire lo sviluppo di tali interpretazioni negli anni in cui l’IoT diventerà di maggior uso comune per vedere le sue possibili implicazioni sul mercato.

Ciò a meno che i governi locali adottino misure volte a favorire la crescita di tale mercato, come di recente accaduto in Cina. E in quest’ottica la Commissione europea sembra stia facendo notevoli investimenti nel settore dell’Internet of Things e dell’eHealth. Quindi misure volte a incoraggiarne la diffusione potrebbero essere adottate nei prossimi anni.

 Certamente questo è un settore che sta catturando l’interesse di tutti gli addetti ai lavori per le sue enormi potenzialità, ma non c’è dubbio che la sua crescita richiederà la risoluzione di notevoli problematiche legali.”