H5P: Creare e condividere contenuti e applicazioni interattive e HTML5

Durante un corso di aggiornamento per insegnanti ho letteralemente scoperto H5P, uno strumento che permette di creare e condividere contenuti interattivi e soprattutto interagire didatticamente con immagini, video e clip musicali. Il tutto adotta il nuovo standard tecnico rappresentato dal linguaggio HTML5.
wpcw_and_h5pIl web è ricco di materiale didattico autentico sotto forma di clip audio-video; spesso noi docenti elaboriamo presentazioni e le proponiamo agli studenti. Tuttavia, la comunicazione che tali prodotti didattici adottano si caratterizza per la mancanza di interattività. Gli studenti assistono alla visione di un filmato trovato su YouTube, guardano la sequenza di diapositive, ma non interagiscono con i loro contenuti. In due parole, gli studenti rimangono fruitori passivi. H5P è tutto finalizzato a permettere la maggiore interazione possibile.
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H5P permette di creare “diapositive parlanti”, esercizi all’interno di video da YouTube e altre piattaforme, quiz interattivi ed esercizi delle tipologie più varie. H5P è disponibile anche in modalità multi-piattaforma e supporta siti o piattaforme di apprendimento basate su WordPress, Drupal od Moodle.

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Navigare nel web con Symbaloo

Symbaloo è un servizio web che mette a disposizione una pagina di raccolta con tutti vostri siti internet preferiti. L’intento dichiarato è aiutare l’utente a consultare i siti web in modo facile e rapido grazie a una visione d’insieme di tutti i link desiderati, con una interfaccia visiva che li metta a disposizione tutti assieme.
In altre parole, Symbaloo è una raccolta visiva di tutti i vostri “bookmark” che normalmente sono elencati dal browser in uso e questi siti preferiti appariranno organizzati sulla schermata principale sotto forma di icone disposte variamente come nella figura:
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La pagina-interfaccia riassuntiva sarà dunque accessibile ovunque e attraverso qualsiasi dispositivo, fisso e mobile, tablet e smartphone, secondo il principio della “nuvola” o cloud. E’ interessante vedere anche che una volta registrati su Symbaloo, la piattaforma cercherà automaticamente di precaricare i link ai siti più conosciuti e visitati ultimamente anche da voi.
L’interfaccia di Symbaloo è disponibile in moltissime lingue e la registrazione è una procedura rapida e semplice.Inoltre, Symbaloo è nato come piattaforma di apprendimento collaborativo, per cui è possibile condividere tutti i link e le pagine web, nonché la strutturazione specifica di quel percorso di conoscenza e informazioni (o webmixes). E’ come se mettessimo su carta tutte le associazioni mentali che ci hanno portato a elaborare quel percorso di apprendimento e/o saperi. La piattaforma comprende automaticamente il servizio per strutturare le lezioni e progetti formativi (“Lesson plans”).
Symbaloo è anche in versione PRO, a pagamento, come si può vedere nella tabella sottostante e si configura come vera e propria piattaforma di apprendimento polivalente, in grado di gestire una classe (fino a 100 studenti), una scuola (fino a 250) o addirittura oltre 250 e i prezzi non sembrano eccessivamente alti.
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E’ possibile inserire il Symbaloo Webmix nel proprio blog, spazio wiki o sito web, così come si interfaccia bene con un aggregatore di notizie e feed RSS, i vari social networks, ecc.
Infine, un account di SymbalooEDU (Edu.symbaloo.com) avrà i “Webmix” pre-installati e questi sono continuamente aggiornati con notizie ed elementi dei siti educativi più importanti, raccomandati e quindi garantiti dai “Symbaloo Certified educators“.

Task manager: Perché oggi gestire impegni è meglio?

social-task-management2Un buon programma o applicazione di gestione impegni -online e non- oggi si rende sempre più utile e necessario.  Alla fine di questo post vedrete una serie di possibili strumenti online.
Un “Task manager” non è solo una specie di lista digitale delle cose da fare messa dentro un calendario, ma uno strumento di lavoro che aiuta a organizzare impegni di tutti i tipi con attenzione alle scadenze, ai carichi di lavoro, ai ruoli e alla comunicazione interpersonale. Se aggiungete la possibilità di interagire attraverso dispositivi mobili (i telefonini e tablet, per intenderci), allora è “fatta al 100%”.
Un “Task manager” è buono a secondo di quello che ci serve, se lo possiamo utilizzare da più dispositivi (magari con sistemi operativi diversi), se le persone coinvolte negli impegni hanno ruoli più o meno chiari e assegnati, se è possibile  condividere i compiti loro assegnati senza troppe complicazioni, ecc. Quali sono, dunque, le caratteristiche e/o i requisiti cui dovremo prestare attenzione? Ecco una breve lista:

  • Fissare le priorità agli impegni, distinguendo tra elementi importanti e non
  • Organizzare le attività (tasks) in relazione a determinati progetti o categorie
  • Fissare dei promemoria (reminders) o scadenze per gli impegni e averli condivisi sui propri calendari
  • Avere la possibilità di suddividere gli impegni e le attività da svolgere in sotto-attività per poterli pianificare meglio e condividere queste stesse sotto-attività con i membri di un team di lavoro.Inoltre, se si è a capo di una squadra di lavoro, si potrebbe avere la necessità di
  • Sovrintendere alla serie di attività e impegni di lavoro, con revisione e controllo di quanto svolto e/o delegato
  • Avere la possibilità di gestire in modo centralizzato, se necessario.

In termini di strumenti e dispositivi, vale la regole secondo cui più se ne hanno, meglio è. Pertanto, quando scegliamo un’applicazione o software, controlliamo che vi siano:

  • Un’app per smartphone e tablet
  • Un’applicazione desktop
  • Un’applicazione da usare via web (online, secondo la filosofia del Web 2.0Fra gli strumenti online per “Project Management” migliori, tutti gratis, che mi sento di consigliare: Anydo; Asana; Bitrix24; Producteev; Todoist.

Israele, la Palestina e YouTube/ Middle East Conflict Moves onto Web 2.0

Per puro caso ho scoperto girellando in un pomeriggio estivo e in piene ferie questo video prodotto dal vice-ministro degli esteri d’Israele Danny Avalon, dal titolo “Israel Palestinian Conflict: The Truth About the West Bank”. Il video presenta lo stesso Avalon sovrastato da animazioni efficaci, corredato di musica di sapore jazz, con l’ausilio di sottotitoli in varie lingue (non c’è l’italiano, tuttavia). Qui trovate la versione di base, in lingua inglese.

 In English:
By total chance, today I came across this presentation made by Israeli Deputy Foreign Minister Danny Ayalon, who posted on the video-sharing website YouTube this clip, entitled “Israel Palestinian Conflict: The Truth About the West Bank”. Avalon posted it last week and there he argues that the West Bank is not occupied, but disputed territory. Moreover, in it Ayalon demands the world stop using the terms “occupied territories” and “1967 borders.” The clip has so far had over 120,000 views.

R-Shief: News & Voices from the Arab World & Spring/ Le voci della Primavera Araba

How are media handling with the mass of infomation coming about the Arab world, how does the Internet deal with all these news, what about the so-called ” Arab Spring“? Today I discovered R-Shief, a digital platform that provides real-time analysis of opinion about late-breaking issues in the Arab world. By using aggregate data from Twitter and the Web, R-Shief can dissect how people in Egypt are reacting to the latest changes to the constitutional process; how Libyans perceive the presence of NATO forces and Bahrainis perceive the presence of Saudi military; and how pro-regime supporters in Syria are using social media platforms. R-Shief is building a Pan-Arab Internet aggregator as well as Twitter data mining tools, and publishing data visualizations based on its findings.


The data visualizations crystallize the objective of including the input of a “community-author” in knowledge production. The interactive visualizations are a form of amplifying expert, popular, and imaginative voices in the Arab world. Configuring ideas and activating virtual landscapes—aggregating, visualizing, reviewing, and building community—R-Shief is a new way to document as well as to mobilize a multilingual practice.

In Italiano:
Il 2011 è un anno di grandi trasformazioni e sommovimenti sociali, specie nel Nord Africa e in gran parte dei paesi arabi. Dopo anni di sonnolenza e relativa “calma”, spesso dovuta a repressione e a censura a vari livelli, enormi masse di persone discutono, si incontrano, decidono e protestano per ottenere maggiore libertà, per imporre cambiamenti in senso riformista e democratico. I social media come Facebook e Twitter mostrano vari riferimenti e vi sono molte voci che si collegano con la cosiddetta “Primavera Araba” e diventano una specie di ‘piazza virtuale’ dove i manifestanti s’incontrano e gettano le basi per le future rivendicazioni, in massa. Questo è successo in Tunisia, in Egitto, ora in Siria, ma un po’ dappertutto si notano varie voci. Ecco perché R-Shief diventa interessante: R-Shief è una piattaforma digitale che fornisce analisi e opinioni in tempo reale riguardanti le questioni dirompenti e di stringente attualità nel mondo arabo. R-Shief aggrega tutti i dati e le informazioni provenienti da Twitter e dall’intero Web per delineare un quadro complessivo e plurivoce dei fatti e degli eventi in corso.

Storify: Creating Stories from Social Media/ Raccontare storie con i social media

Storify is a way to tell stories using social media such as Tweets (one actually connects with the Twitter account), photos and videos. In brief, Storify allows to:
1) form or tell stories of; to narrate or describe in a story;
2) to make stories using social media.
With Storify it is possible to search multiple social networks from one place, and then drag individual elements into your story. Then, we can re-order the elements and also add text to give context to your readers. Storify works with Tumblr, Posterous, and Worpress as well (with self-hosted WordPress blogs). A good, introductive video is here.

In Italiano:
Creare storie attraverso il collage di twit (micromessaggi di Twitter), foto, brevi testi, clip video e altro? E’ possibile con “Storify“, vera e propria applicazione cui si accede con il proprio profilo Twitter o con account a se stante. Storify letteralmente racconta quello che l’utente ritiene interessante cogliendo tutti gli spunti offerti dalle comunità e siti sociali: Twitter e tutte le fonti possibili. L’utente in questo modo si trasforma in una specie di “curatore” delle informazioni e crea nuove conoscenze da condividere. Un ottimo video introduttivo (in inglese, NB) è reperibile qui su Vimeo. E’ possibile anche inserire (“embed”) quanto elaborato nei propri blog ospitati su Tumblr oppure su quelli creati attraverso WordPress e utilizzare i comandi API a disposizione senza problemi.

See Augmented Real(ity) Data with FedEx/ Mappe e dati interattivi in 3D

Today I discovered a real, nice service provided by the American delivering company FedEx. FedEx “3D Experience” provides lot of information and lets us explore our changing world and the information that shapes it in real, interactive way. FedEx 3D Experience allows us see the data by rolling over the map by country and topic and lets us share it with our contacts through the classic email and the best known social networks like Digg, Facebook, Twitter, Delicious, Orkut, and LinkedIn.
The FedEx 3D Experience is available in many languages: English, French, German, Chinese, Japanese, Korean, and Spanish. Moreover, the service includes a useful Search function which explores all the covered topics and maps, so it is easy to view (present and print as well) data nicely packed…
To end, FedEx 3D Experience seems among the best examples of websites adopting the approach of augmented reality to convey a truly, shared experience. I wonder if the outcomes of the site can be embedded in presentations or blogs as well.

In Italiano:
In un mondo complesso e continuamente cangiante, è utile potere disporre di strumenti funzionali per la presentazione e la sintesi di informazioni e dati. Se poi aggiungiamo la possibilità di visualizzare tali dati in maniera intuitiva e graficamente gradevole, allora il gioco è fatto e la ricezione positiva può essere a portata di mano. Penso che questo di FedEx 3D Experience sia un ottimo esempio di quello che in inglese chiamano augmented reality, ovvero realtà “aumentata”, “arricchita” grazie alla combinazione di dati, foto, animazioni, interattività, ecc. FedEx 3D Experience presenta dati e mappe suddivisi per argomenti e paesi sulla proiezione geografica mondiale, che è facilmente esplorabile grazie al proprio mouse. E’ inoltre possibile stampare e condividere tutte le informazioni e mappe ricercate (perché c’è anche un motore di ricerca interno) con i propri contatti email e/o di reti sociali, da Facebook a Twitter, a LinkedIn, ecc.