Widbook: Multimedia Authoring Tool (Free)/ Creare libri multimediali (gratis)

Today I am pleased to write a short post about a new website called “Widbook“. Widbook presents itself as the ‘social network to find books, publish your own, create shelves and spread ideas.’ Widbook is new service that is part multimedia book authoring tool and part social network. On Widbook it is possible to create a digital book that contains text, images, and videos. Widbook is collaborative because the user can invite others to make contributions to his/her books. To use Widbook we have to create a profile on the service, or access via Facebook. The books that we create become a part of our profile. If we allow it, other Widbook users can add content and or comments to our books. Likewise, we can search for others’ books and make contributions to their books.
The educational potential of Widbook is great: Widbook may allow students and teachers to build multimedia research papers, digital learning objects and even platform, where users can share and enjoy smarter and creative ways to learn.

In Italiano:
Oggi è sempre più possibile sfruttare strumenti software e piattaforme online per elaborare e creare da sé libri multimediali, ricerche  e oggetti digitali per l’apprendimento riusabili dove e come si vuole. Il caso di iBooks Author della Apple, che gli utenti possono adoperare su notebook, computer da tavolo, iPad, è eclatante: il singolo utente può dare sfogo alla propria creatività e alle competenze in modo nuovo e interessante.
Oggi è disponibile un nuovo strumento collaborativo online, gratuito e chiamato Widbook, ovvero una piattaforma cui accedere dopo essersi registrati con account libero o attraverso il proprio profilo Facebook. Widbook permette di creare libri digitali che contengono testi, immagini e video. L’aspetto collaborativo di Widbook è evidente in quanto l’utente può invitare altri a collaborare al proprio libro o ricerca multimediale, aggiungendo commenti, modificandone parte del contenuto e/o dell’aspetto.

Ricerca: Più bravi con la LIM (Lavagna Interattiva)?

Il post di oggi mi è suggerito dalla lettura di un articolo di Alessia Rastelli dal titolo “Studenti più bravi con la lavagna interattiva“, comparso ne “Il Club della lettura”, il supplemento culturale domenicale del Corriere della Sera. L’articolo prende le mosse da una ricerca condotta da GF Eurisko per conto della casa editrice Pearson-Longman, che fa il punto sulla “rivoluzione digitale” indotta dall’introduzione della LIM a scuola.
La ricerca è quindi uno studio condotto da Elena Cappelletti, psicologa e direttrice di ricerca nell’Area media, basato sulle interviste online a 333 docenti della scuola secondaria di primo grado (la vecchia Scuola Media) che insegnano in istituti dotati della lavagna interattiva multimediale, la cosiddetta Lim. Nella premessa si dichiara che sono «Professori che costituiscono un campione rappresentativo perché equamente suddivisi per regioni geografiche e per discipline insegnate», per conferire maggiore validità e dignità scientifica allo studio medesimo. In sintesi, lo studio sottolinea la capacità di maggiore concentrazione e creatività.
Da parte mia posso premettere di adottare sia libri di testo della Pearson-Longman, che di conoscere e usare, di tanto in tanto, il materiale digitale accluso a questi testi. Molto più raramente uso la LIM. Il motivo è presto detto: aldilà delle ristrettezze economiche delle singole istituzioni scolastiche, uno degli ostacoli maggiori è rappresentato dall’assoluta non omogeneità degli standard tecnologici messi a disposizione. In poche parole, tu cerchi di azionare il LimBook e non succede nulla di nulla perché gli apparati tecnologici presenti non riconoscono il Dvd: davvero curioso, vero? In pratica, l’unica maniera di potere procedere è di ricorrere alla versione in vecchio formato PDF, che accompagna sempre qualsiasi roba su LimBook. A questo punto, ci si chiede: se il PDF riproduce le modalità (statiche) del vecchio libro di testo, qual è il valore aggiunto del LimBook medesimo?
Una piccola notazione: a mio modesto parere è molto inopportuno che una casa editrice che pubblica LIMBooks paghi una ricerca per sapere e chiarire quant’è bella la LIM medesima. Al mio paese si chiama “conflitto d’interesse”.

SideVibe: Turning Webpages into Lessons/ Trasformare siti web in risorse didattiche

The Web is the richest source of content for educators and SideVibe enables teachers to create learning activities on the screen in direct proximity to Web content without the problems of paper handouts or 3rd party Web systems like BLOGs and Wikis. Student thinking in context is captured providing for more focussed attentive and productive responses. As well, teachers can easily gather, view, assess and respond to all student responses through their secure SideVibe Website, providing teachers with faster, more effective methods for online feedback.
SideVibe is a breakthrough Web technology that allows anyone, for example a teacher, to create Web based online activities, pose questions or even host threaded discussions that can literally float over any Web page. All the user activity and interactions are collected at the SideVibe Website where teachers can use our Feedback tools to read, assess and respond back to a student or ad hoc gourp of students.

In Italiano:
E’ possibile trasformare parte o interi siti web in lezioni e risorse didattiche quasi ‘pronte all’uso’? A dire il vero, è il sogno di molti noi insegnanti cui non difetta l’ingegno e lo spirito critico, ma che non sempre abbiamo il tempo necessario per dare sfogo a tutta la creatività e alla pianificazione dovute. Ecco allora che m’imbatto in SideVibe, un sito web cui è possibile registrarsi – versione Basic gratuita – sia da parte dello studente che del docente e che potrebbe servire allo scopo. Provare per credere e divertirsi… Per completezza d’informazione, SideVibe permette di registrare anche i propri studenti, cosicché si forma una vera e propria comunità didattica di apprendimento, protetta ed efficace.

Apprendere le lingue online/ Learning a (New) Language with Nabbber

Oggi un’altra segnalazione va a Nabbber, una comunità online dedicata all’apprendimento delle lingue straniere e per lo scambio lessicale. Quanto ciò possa essere efficace rimane da vedere, specie se lo si considera più di quanto sia in realtà, ovvero un semplice strumento per lo scambio di parole straniere e la loro corrispondenza.
Da insegnante di lingua (Inglese), penso che un’iniziativa come Nabbber sia da prendere con relativa attenzione, inquadrarla come un semplice strumento, non certo come azione risolutiva, perché nessun apprendimento automatizzato riuscirà a evidenziare un fatto: l’apprendimento linguistico è un fatto sociale e  l’uso della lingua (usage, in inglese) lo costruisce la contestualizzazione, cosa che difficilmente un terminale informatico potrebbe. Tutto qua.

In English:
Nabbber is about exchanging foreign words you’ve learned. Here I report some information (some personally re-elaborated) from Nabbber original web-page.
Basically, it allows you to:

  1. 1. Save words that you have learned
  2. 2. Follow other people and learn their words

How can Nabbber help learners? Nabbber helps you enrich your vocab with words useful to you, while others tell you “Here is a list of 20 new words we made, learn them.” For example, you are fond of cooking and they make you learn law terms. No, thanks. Nabbber tells you “Here is a list of people learning the same language. You just “follow those with similar interests and learn from each other.”
So How It Works? Nabbber lets you share words you learned, read what other learned. That’s it and Nabbber claims to be “really simple” and it has just 2 things to do

  1. When you learn a new word (from a book or a movie) you share it on Nabbber.
  2. Follow people with similar interests. Their words will appear on your home page.

Changes in Media/ Come cambiano i mezzi di comunicazione?

This video shows facts and stats focusing on the changing media landscape, including convergence and technology. The video was developed in partnership with The Economist at the end of 2009. I think it is still worth watching, even in 2011, even on the part (especially) of teachers.
In Italiano:
Come cambia il panorama dei mezzi di comunicazione (di massa)? Siamo in presenza degli stessi strumenti di qualche anno fa oppure la scena sta cambiando rapidamente e in che direzione? Questo video (in inglese) è stato sviluppato anche in collaborazione col settimanale politico-economico e finanziario inglese The Economist e penso sia utile conoscere dati e statistiche, anche da parte degli insegnanti.

 

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Risorse web per l’arricchimento lessicale

In qualsiasi materia scolastica è verosimile che gli studenti debbano acquisire una qualche parola nuova, apprendere strutture concettuali in più e spesso ci si riduce alla memorizzazione. Mi e Vi chiedo oggi: “E’ possibile coinvolgere i nostri studenti ad acquisire nuovo lessico in modo più coinvolgente, efficace e magari divertente?
Oggi vale la pena di adoperare una moltitudine di siti web assieme a un strumento tipico del Cloud Computing, come Tagul, di cui trovate un video esemplificativo (Tutorial) nella pagina dedicata, Video & Co. per te e la classe.
Al momento, Tagul è in versione Beta e gratuito, basta accedere al servizio dopo la classica creazione del proprio account e quindi tenere presente che ciascuna parola inserita nella “nuvola” è direttamente collegata al motore di ricerca Google.

PBWorks: Wiki per la classe e altro

PBWorks permette di creare uno spazio di lavoro online nel giro di un minuto (davvero 1). Gli studenti possono creare pagine e interagire col sito principale senza tanti problemi, gratuitamente e con una serie di accorgimenti di sicurezza e privacy apprezzabili. E’ possibile collaborare in real-time, assieme ad altri educatori, gestire il corso online, ecc.
PBWorks è disponibile in tre versioni: personale, educazione e affari (quest’ultimo a pagamento), mentre è libero l’uso per scopi educativi. Simile ad altri strumenti (penso a Wikispaces, per esempio), PBWorks si distingue per una gradevolezza di fondo, la grafica accattivante e un processo di autenticazione/validazione degli utenti più semplice e rapida, rispetto ad altri strumenti esistenti.
Ad ogni buon conto, trovate un approfondimento dei vari servizi Wiki a questa pagina, “Creare Wiki: I migliori strumenti e servizi per costruire il tuo Wiki” e in questa Tabella comparativa di Wikipedia (in inglese).

Formazione, istruzione, affettività e socialità

Confidarsi troppo è un rischio? Pare proprio di sì, secondo uno studio effettuato dalla dottoressa Joanne Davila, docente di psicologia presso la Stony Brook University di New York ed è stato suddiviso in due parti: nella prima parte la dottoressa ha intervistato 83 ragazzine di età media intorno ai 13 anni, chiedendo loro quanto tempo dedicassero nell’arco della giornata a comunicare via Internet con i loro amici riguardo ai loro primi batticuori, alle prime vicende affettive. La seconda fase è avvenuta ad un anno di distanza: in una nuova seduta la dottoressa ha valutato gli eventuali progressi, sottoponendo poi le teenager ai consueti test volti a determinare la presenza di eventuali sintomi depressivi.
Dai risultati dello studio, secondo la dottoressa Davila, sembrerebbe emergere una stretta relazione tra l’aumentare del tempo passato a discutere dei propri problemi su Internet e l’aumentare del rischio di cadere in depressione. Il tutto sarebbe amplificato poi dal massiccio diffondersi di piattaforme di social network come Facebook, senza dimenticare i blog e l’instant messaging. Insomma, abusare dei social network può portare le giovani menti alla depressione.
Eppure, proprio le ragazzine sembrano “mettere se stesse” nella condivisione sociale dei network, sembrano esprimersi più interiormente e con maggiore ricchezza emotiva, anche secondo quanto delinea Enrico Marchetto in “Su Facebook, come nei blog, le donne espongono di più la loro vita intima” e anche secondo la modesta esperienza di chi scrive risulta che le alunne gettino una luce sulla loro interiorità maggiore rispetto ai maschietti, esprimano cose personali qualitativamente e quantitativamente in misura maggiore.
In altre parole, esiste un complesso imprescindibile che associa alfabetizzazione culturale, intelligenza emotiva e alfabetizzazione digitale e i mezzi di comunicazione non fanno altro che esprimere (oppure no) l’integrazione e il pieno (oppure no) sviluppo delle potenzialità della persona. Parlare d’istruzione digitale servirebbe a poco se non si inquadra in un processo complessivo di formazione della persona che sappia bilanciare il peso della propria interiorità da condividere, ma anche la socializzazione del proprio interiore è un elemento delicato, da non effettuare in ogni caso per bisogno di comunicazione, di evasione/fuga dalla solitudine o per desiderio di amicizie e conoscenze. Non sono uno psicologo, né un esperto di counseling, ma credo si possa dire che anche in questo caso (dell’uso dei social network) sia sempre opportuno tenere in considerazione il rispetto della propria intimità. Beninteso, qui l’oggetto primario del mio post non è l’aspetto normativo-repressivo, sebbene non mancano (purtroppo) casi di abusi e di violenza anche psico-fisica perpetrati grazie all’aiuto dei social network: da educatore (se ci riesco) vorrei affinare i miei alunni a sapersi destreggiare nel mare magnum di Internet, in modo tale che essi stessi possano e sappiano fare le cose più adeguate per il loro benessere.

“Insegnare e apprendere con i Social Network”: corso online da Garamond

Per chi non avesse avuto notizia, segnalo l’interessantissima iniziativa di Garamond che da anni propone una nuova visione didattica di comunità di apprendimento online, con corsi tenuti da esperti del settore (un nome per tutti: Mario Rotta), meritevoli d’attenzione. Domani inizierà il corso “Insegnare e apprendere con i Social Network”. distribuito in 15 parti: vi è un primo ciclo di sessioni tutorate di tre mesi: dal 28 ottobre 2009 al 30 gennaio 2010. Le iscrizioni ai corsi sono sempre aperte, hanno un costo davvero affrontabile e possono essere effettuate in qualsiasi momento, senza perdere nulla di quanto già svolto, essendo tutta l’attività archiviata e sempre disponibile nella piattaforma dei corsi. È possibile effettuare l’iscrizione (è necessario essere registrati alla comunità di Garamond) ad un singolo modulo al costo di 30,00 Euro o effettuare un abbonamento “Flat” per l’accesso a tutti i 15 moduli al costo di 150,00 Euro.
Questi i titoli dei moduli:

  1. Insegnare e apprendere con Facebook
    A che condizioni Facebook non è solo chiacchiere, svago e perdita di tempo, ma è anche un ambiente formativo e creativo?
  2. Insegnare e apprendere con Wiki/Wikipedia
    La conoscenza è solo quella chiusa nei libri a stampa o può essere aperta e costruita insieme da chi collabora in rete?
  3. Insegnare e apprendere con YouTube
    Registrare un filmato e metterlo online è solo una pratica goliardica o può diventare un modo nuovo di documentare l’informazione?
  4. Insegnare e apprendere con iTunes/Podcast
    Perché ascoltare una voce sola quando si può imparare da tante voci diverse, dovunque e in ogni momento?
  5. Insegnare e apprendere con Slideshare
    Come rendere più vivace e interessante una lezione con l’aiuto di slide e presentazioni? Dove trovarne di già pronte su ogni argomento? Come integrare didattica, discussioni e supporti in un unico ambiente?
  6. Insegnare e apprendere con Twitter
    Imparare ai tempi della rete: è possibile anche scrivendo e leggendo messaggi brevi quanto un sms?
  7. Insegnare e apprendere con Skype
    E se potessimo fare lezione anche a distanza, senza stare tutti nella stessa aula, nella stessa scuola e nella stessa città?
  8. Insegnare e apprendere con Google/G-Earth
    In rete tutto è a portata di mano, ma chi ci dice come trovare le cose migliori? E come vistare posti lontani senza fare un chilometro?
  9. Insegnare e apprendere con E-Portfolio
    E se provassimo a valutare gli studenti partendo dalle cose che sanno fare, raccogliendone le tracce online?
  10. Insegnare e apprendere con gli E-Book
    Chi ha detto che si debba imparare e studiare solo con la carta? Come saranno i libri di testo per la generazione dei nativi digitali?
  11. Insegnare e apprendere con i Learning Object
    Cosa sono (veramente) i learning object? Come possono essere usati per lo studio individuale e in classe con la lavagna interattiva?
  12. Insegnare e apprendere con MySpace
    E sei i ragazzi facessero i compiti elaborando testi, grafici, immagini, video, mettendoli in rete sul loro sito personale?
  13. Insegnare e apprendere con Second Life/AW
    E’ possibile costruire e comunicare la conoscenza attaverso l’immersione nei mondi virtuali?
  14. Insegnare e apprendere con i Blog e RSS
    Se oltre che sul diario e sui quaderni si chiedesse agli studenti di scrivere sui blog, condividendo appunti e pensieri in rete?
  15. Insegnare e apprendere con i Ning
    In che modo un ambiente collaborativo online può potenziare la didattica? Come ricreare in Rete gli spazi sociali per l’apprendimento del gruppo-classe, e magari promuovere nuove comunità di pratica fra alunni e insegnanti di scuole diverse?

La Web TV come risorsa didattica. Approcci innovativi per l’apprendimento delle lingue

monty_loveinternet1_21Preciso che questo post NON è mio originale, nel senso che l’ho tratto dalla lettura dell’intervista a Marco Montemagno, apparsa oggi sul sito De Agostini Edicola e reperibile a questo link: raccomando vivamente la lettura e ascolto dell’intervista. In questa sede a me preme mettere in rilievo parte delle osservazioni di Montemagno (file Mp3 con testo intervista qui), 36 anni, grande conoscitore della Rete e delle sue potenzialità.Da quattro anni cura su Sky Tg 24 programmi e rubriche sul web e la comunicazione su internet.

La web tv è una grande risorsa, anche in campo didattico, ma in Italia stenta a decollare… da cosa dipende questo ritardo?
Di sicuro ci sono problemi d’infrastruttura, perché per ricevere la trasmissione di un video serve almeno un’adsl: con i 56k non si va da nessuna parte e alcune zone d’Italia non sono ancora coperte dalla banda larga… però credo che il problema principale sia la mancanza di una richiesta pressante “dal basso”, forse perché ci sono ancora dei pregiudizi su internet, che è visto come un giocattolo da hacker, come un’entità pericolosa. Ma il successo di una web tv dipende anche molto dai contenuti: deve avere cose interessanti da dire e tempi fruibili…

Possiamo considerare il cosiddetto web 2.0 la nuova frontiera della conoscenza?
La parte “sociale” della rete è di sicuro l’aspetto più interessante! Se prepariamo un video e lo mettiamo in rete per farlo vedere a chi naviga, facciamo un primo passo, molto “basic”. Il passo successivo, quello davvero interessante, è arrivare a condividere gli interessi e le conoscenze con tutti quelli che guardano quel video. E’ fondamentale riuscire a creare un contatto fra le persone che utilizzano uno stesso prodotto o imparano sulla stessa piattaforma: il valore aggiunto che si crea è altissimo! Nella didattica è di sicuro la socialità dell’apprendimento l’elemento che fa la differenza! Se guardi un video didattico di tre quarti d’ora da solo… insomma, non è il massimo del divertimento! Invece se, mentre guardi il video, sei in contatto con altre persone che hanno interessi e competenze simili ai tuoi, con cui puoi scambiare opinioni e feedback (e magari puoi interagire anche con l’autore della lezione), allora sì, questo contesto accresce l’esperienza e arricchisce il bagaglio di conoscenze!