Nieman Journalism Lab from Harvard/ Giornalismo nell’era di Internet

I have been following the Nieman Journalism Lab for years and it it time to share something about it. The Nieman Journalism Lab is an attempt to help journalism figure out its future in an Internet age. Here there are some lines taken directly from Nieman website.
The Internet has brought forth an unprecedented flowering of news and information. But it has also destabilized the old business models that have supported quality journalism for decades. Good journalists across the country are losing their jobs or adjusting to a radically new news environment online. Nieman Journalism Lab wants to highlight attempts at innovation and figure out what makes them succeed or fail, to find good ideas for others to steal. The aim is to help reporters and editors adjust to their online labors; the objective is, then, to help traditional news organizations find a way to survive. A very brand new initiative is the Nieman Journalism Lab unveils Encyclo, an encyclopedia of the future of news.
What is Encyclo? It’s an attempt to figure out who the most important players and innovators are in the evolution of journalism — and to provide a centralized source for background, context, and the latest news about them. As of this writing, Encyclo is 184 entries on online news sites, newspapers, magazines, broadcast networks, technology companies, and more. Encyclo has got big and small, everything from The New York Times and The Guardian to The Batavian and Alaska Dispatch.
If you are a regular Lab reader (or if you follow it on Twitter), you know that every day they are producing reporting, analysis, and commentary on how the world of journalism is changing. The mission is to learn about those changes, to identify what is working and what is not, and to do a small part in helping that evolution along.
Nieman Encyclo emphasizes new developments and the latest news, representing a resource that steps back a bit from the daily updates and focuses on background and context.

In Italiano:
Seguo l’Harvard Nieman Foundation da anni e la prestigiosa università americana raccoglie una serie di interessanti spunti sulla sociologia della comunicazione e sul giornalismo riguardanti tanti argomenti. E’ sempre possibile leggere le analisi più aggiornate sulle dinamiche della comunicazione di massa attraverso i quotidiani e le riviste, con qualche puntata nel campo radiotelevisivo e quindi del Web, come è normale che sia. In questi giorni l’Harvard Nieman Foundation ha dato luogo a un’iniziativa meritevole da tenere d’occhio nel futuro, ovvero l’Harvard Nieman Encyclo. L’Encyclo è un’opera di consultazione “in costruzione”, collaborativa, in crescita, il cui obiettivo è di raccogliere le notizie e dare loro un background, un contesto significativo e significante, e di riflettere sul futuro del giornalismo nell’epoca del Web.

If AP Credits Blogs As News Sources/ Quando l’AP eleva i blogger a fonte di notizie

Today I read a very interesting post on TheNextWeb about the American Associated Press and wish to quote in part:
“In a letter to its members last week, Associated Press made the announcement that bloggers should be cited as a news source. This is a significant move from the AP, given that they have a history of not exactly ‘getting on’ with bloggers. Given that such a large news organisation has made a point of recognising bloggers as a viable news source, which they should have done a long time ago, it has much wider implications on how bloggers affect the news agenda and overall news industry.”
The idea of “Citizen journalism” is not brand-new: AP Director Tom Curley had already forecast the role of the Internet and consumers as part of future participatory journalism in 2004.
What changes in practical terms? The world is turned upside down: According to Shayne Bowman and Chris Willis, “Participatory journalism uses a “publish, then filter” model instead of the traditional “filter, then publish” model.”

Useful links:

Tools for citizen journalism;
–  List of citizen journalism websites;
Citizen’s Eye;
CNN iReport;
RAI Citizen Report (Italy State Television)

In Italiano:

Photo credit: Paulino Figueirido

Associated Press (AP) è un’importante agenzia di stampa statunitense. Ha un ufficio italiano e sedi in tutto il mondo. Mike Oreskes, amministratore editoriale di AP, ha pubblicato una nota su crediti e attribuzioni per il network di Associated Press: la novità è che i blogger saranno considerati come fonti autorevoli per le agenzie al pari degli uffici stampa tradizionali.
Sempre secondo TheNextWeb, la fonte che ha riportato la notizia, “In ‘The Source Cycle‘, an analysis of articles from the New York Times & Washington Post over 6 years finds that blogs are increasingly referenced as a credible news source. And this was carried out in 2008.” In altre parole, già nel 2008 un’analisi durata 6 anni ha constatato che gli articoli e i “post” pubblicati nei blog sono stati affidabili, accurati e credibili.
L’AP sostanzialmente sottolinea l’importanza del “Citizen Journalism” o “Giornalismo partecipativo” che possiamo definire nel seguente modo:
L’azione di un cittadino o di un gruppo di cittadini che svolgono un ruolo attivo nel processo di raccolta, stesura, analisi e diffusione delle notizie e dell’informazione. L’obiettivo di questa partecipazione è fornire un’informazione indipendente, affidabile, accurata, accessibile a tutti e pertinente di cui una democrazia ha bisogno.
C’è da stupirsi non poco se la situazione è capovolta: il giornalismo tradizionale PRIMA “Filtra” e DOPO “Pubblica”. Con il blog la situazione è esattamente invertita: PRIMA “Pubblica” e DOPO “Filtra”, come affermano Bowman e Willis nel loro Rapporto We Media. How audiences are shaping the future of news and information.

“La conoscenza è come un virus”. Intervista con Derrick De Kerckhove

Derrick De Kerckhove insegna da anni in Italia, sebbene sia di origine canadese, direttore del Programma McLuhan in Cultura e Tecnologia ed autore di La pelle della Cultura e dell’Intelligenza Connessa (“The Skin of Culture and Connected Intelligence”) e Professore Universitario nel Dipartimento di lingua francese all’Università di Toronto. Attualmente è docente presso la Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II dove è titolare degli insegnamenti di “Metodi e analisi delle fonti in rete”, “Sociologia della cultura digitale” e di “Sociologia dell’arte digitale”.
Questa intervista a Daily Motion precede l’evento Meet The Media Guru, sempre con De Kerckhove come ospite, a Milano giorno 24/05/2010.

Produrre e leggere giornali in proprio (usando testate famose)

Ricordate i vecchi bollettini che trovavamo nelle raffigurazioni settecentesche? Ebbene, pare ritornino in formato PDF e liberamente scaricabile in versione sintetica nel 2009 con un servizio del gruppo britannico Guardian Unlimited, l’editore del quotidiano di centro-sinistra The Guardian e del domenicale The Observer. Come insegnante di lingua inglese ho sempre trovato i due giornali sempre interessanti e meritevoli d’attenzione per la completezza delle informazioni, delle opinioni e degli approfondimenti. Da qualche tempo il gruppo offre la possibilità di creare e scaricare (link diretto al sito qui) l’edizione in formato PDF di cinque sezioni differenti al giorno: Top Stories, World, Media, Business e Sport. Il servizio è totalmente gratuito e permette di ottenere sul proprio desktop un’edizione quotidiana di circa 9 pagine, a due colonne, con foto e riferimenti del tutto completi. Qualcosa del genere esiste pure in Italia, come per esempio La Repubblica – Ultimo Minuto, ma quello che ne esce fuori è una serie di titoli, non articoli veri e propri. Per chi conosce l’inglese e desidera gettare lo sguardo oltre provincia, allora conviene.