Social Networks Dec 2010: A Map/ Carta delle reti a oggi

Thanks to Vincos Blog, today I discovered the “World Map of Social Networks”, updated December 2010. Please note that you can find the original posts and full details at Vincos Blog site. A brand new map of the world, the charts below show the most popular social networks by country, according to Alexa & Google Trends for Websites traffic data* (December 2010).
Of course, you will note how the blue colour (Facebook) is getting more common around the world, while in previous editions it was smaller. It is interesting to notice that in some countries, such as Britain, Australia, and Canada Twitter is the real contender to Facebook predominance as a social network, while in Italy it topped the third position.

In Italiano:
Come anticipato nella parte inglese, ho scoperto questa ‘mappa’ delle reti e delle comunità sociali aggiornata al dicembre 2010 grazie al Vincos Blog, di cui ho postato sopra i link diretti per una lettura più comoda dell’articolo originale. E’ interessante notare come il blu di Facebook si diffonda sempre più di anno in anno e che vi siano solamente ‘contendenti’ regionali, fortemente caratterizzati. Allo stesso tempo, Twitter si conferma il vero concorrente, arrivando a essere il secondo network in diversi paesi anglo-sassooni e in Italia si piazza al 3° posto. Altrettanto interessante in Italia risulta il 2° posto conseguito dalla comunità di Badoo, che raccoglie contatti personali, per la creazione di rapporti. Dico che il posizionamento di Badoo è interessante perché assistiamo in Italia alla progressiva “De-sensibilizzazione dei rapporti personali”, alla virtualizzazione delle relazioni, come se avessimo tutti una crescente fobia da relazione, appunto. Non sarebbe male dedicarvi una riflessione accurata.

The Marine Traffic: I’ll Be Your Ulysses/ E la barca va con Marine Traffic

As a former member of the Italian Navy, I was very pleased and surprised to see how Web 2.0 could ‘endorse’ the gigantic maritime traffic over the seas around the world. Thus, I discovered the Marine Traffic Project, part of an academic, open, community-based project which maps everything dealing with marine traffic over the seas, like Google Maps. The Marine Traffic project provides free real-time information to the public, about ship movements and ports, mainly across the coast-lines of Europe and North America. The project is currently hosted by the Department of Product and Systems Design Enginnering, University of the Aegean, Greece. The initial data collection is based on the Automatic Identification System (AIS). The system is based on AIS (Automatic Identification System). As from December 2004, the International Maritime Organization (IMO) requires all vessels over 299GT to carry an AIS transponder on board, which transmits their position, speed and course, among some other static information, such as vessel’s name, dimensions and voyage details. It is dedicated in collecting and presenting data which are exploited in research areas, such as:
– Study of marine telecommunications in respect of efficiency and propagation parameters
– Simulation of vessel movements in order to contribute to the safety of navigation and to cope with critical incidents
– Interactive information systems design
– Design of databases providing real-time information
– Statistical processing of ports traffic with applications in operational research
– Design of models for the spotting of the origin of a pollution
– Design of efficient algorithms for sea path evaluation and for determining the estimated time of ship arrivals
– Correlation of the collected information with weather data
– Cooperation with Institutes dedicated in the protection of the environment.
Finally, it is possible to select your port of departure, desired area and even search for a specific ship.

In Italiano:
Da ex marinaio (ho svolto il servizio militare nella Marina italiana), sono rimasto molto sorpreso e anche piacevolmente colpito dal progetto Marine Traffic che ho scoperto davvero casualmente. In sintesi, Marine Traffic identifica tutto il traffico marittimo di navi, passeggeri e mercantili, perfino i rimorchiatori e le pilotine nel Mar Mediterraneo, nelle rotte in Atlantico con le Americhe e ovunque nel mondo.
Il progetto è patrocinato dal Department of Product and Systems Design Enginnering dell’Università greca dell’Egeo. Il sistema di collezione dati si basa sull’Automatic Identification System (AIS): dal dicembre 2004, l’International Maritime Organization (IMO) richiede che tutti i natanti oltre le 299 tonnellate debbano avere a bordo un transponder AIS. Il transponder trasmette la posizione, la velocità, la rotta e anche qualche altra informazione del natante in questione (nome, dimensioni, pescaggio, velocità, dettagli del percorso, ecc.). La visualizzazione di tutto avviene comodamente come se avessimo davanti una semplice porzione di Google Maps e la potenzialità didattica, specie negli Istituti Nautici, è concreta e “spendibile” in modo efficace, anche in gare di “Orienteering”…
In conclusione, Marine Traffic è disponibile in italiano e in molte altre lingue, permette di effettuare ricerche mirate e con vari criteri: area e porto d’interesse, nave in questione, quadrante di bisogna, ecc. Gratis.

The Changing Plateau of the Internet Continents/ Come cambiano le comunità Internet

The American illustrator Randall Monroe drew up the original XKCD “Map Of Online Communities” in 2007. In testament to how far we as “Internet denizens” (read: Digital Citizens“) have come, earlier this week XKCD updated its beloved classic to more accurately reflect the rapidly changing online world of 2010. As we can see in the 2010 edition, most online communities have changed position and size, as the plateau of Earth continents in the geological eras…

In Italiano:
Nel 2007 l’illustratore americano Randall Monroe aveva ideato e composto l’edizione originale della XKCD “Map Of Online Communities”: la “Mappa delle comunità online”. Monroe ha voluto aggiornare la sua creazione al 2010 e il risultato che ne è venuto fuori è piuttosto diverso, specialmente in relazione a servizi, strumenti e comunità: l’interattività e la comunicazione sembrano prevalere assai di più rispetto a prima.

Free Flowcharts, Sitemaps, Visual Thinking / Mappe visive e siti gratis

From Wikipedia: “Visual Thinking” [accessed 10/07/2010]:
Picture thinking, visual thinking, visual/spatial learning or right brained learning is the common phenomenon of thinking through visual processing using the part of the brain that is emotional and creative to organize information in an intuitive and simultaneous way.”

Online visual thinking, learning and collaboration tool for students, teachers, and thinkers are nowadays available everywhere. It is possible to brainstorm ideas, visualize concepts, organize information and collaborate with others anytime, anywhere. The tools I mention today are three: SlickPlan, Thinklinkr, and Webspiration (now Beta, next Autumn in final version). Each tool is free (after you register for it).
All the tools mentioned above allow to work collaboratively on assignments and work, always available, automatically saved, and stored online. Collaboration and peer review are easy. Everyone you invite creates, edits and comments on the same document. Whether working individually or with a group, SlickPlan, Thinklinkr, and Webspiration are very good tools for visual thinking, writing, studying and learning.
To conclude, for those who are interested, it could be interesting to see the website “VisualSpatial.Org“. Please, see also summary chart below.

In Italiano:
Oggi sono disponibili molti strumenti per la visualizzazione delle informazioni online, per mappe concettuali visive e collaborative. Studenti, docenti ed esperti possono visualizzare i concetti, organizzare le idee e lavorare in tempo reale con altri. Gli strumenti che segnalo in questo post sono tre: SlickPlan, Thinklinkr, Webspiration (al momento in Beta, ma si prevede la versione definitiva per questo autunno. NB: tutti i siti suggeriti sono gratuiti (dietro classica creazione dell’account).
Una buona risorsa (ma in lingua inglese) sul “Pensiero visivo” è reperibile sulla pagina di Wikipedia relativa alla voce “Visual Thinking”, con vari riferimenti. Infine, vale la pena visitare il sito “VisualSpatial.org

Orientarsi nel Web 2.0

Che cos’è il “Web 2.0”? Cosa vuol dire “Web sociale e collaborativo”?mappa-web-20

Propongo questa mappa che a mio parere meglio sintetizza il dibattito. Ecco come viene definito da Tim O’Reilly in “What is Web 2.0“, da Paul Graham nel suo “Web 2.0” e da Jason Fried nel libro “User Survey“:

  1. La saggezza degli utenti: con questa definizione pensiamo direttamente al funzionamento di Digg.com, in cui il successo di un articolo è deciso dagli utenti che lo votano. La gente parla della forza dell’”Effetto della rete”. I risultati di Google funzionano in base a questa definizione. E’ il numero di link al sito che ne decide l’importanza.
  2. Applicazioni web condivise: se applichiamo questa definizione, allora solo alcuni siti verrebbero classificati come Web 2.0: Basecamp, Google APPS e 30Boxes. Ma se pensiamo a Google e a Digg come applicazioni, allora molti altri siti rientrerebbero nella categoria.
  3. Il web inteso come piattaforma: definizione abbastanza vaga. Avete ragione. Secondo Tim O’Reilly, che ha coniato questo concetto, significa mettere a disposizione un servizio che non potrebbe vivere senza il web. In quest’ottica, allora pensiamo a eBay, Craiglist, Wikipedia, del.icio.us, Skype e Dodgeball. Ogni community possa rientrare in questa definizione.
  4. Partecipazione degli utenti: Questo è il punto fondamentale che divide i vecchi siti dai nuovi servizi web come YouTube, Flickr e OhMyNews dove gli utenti sono anche gli autori. L’espressione “read/write web” illustra chiaramente l’idea che vogliamo trasmettere.
  5. Pieno coinvolgimento dell’utente: I siti Web 2.0 usano CSS, AJAX, e altre tecnologie che aumentano l’usabilità e creano pagine dinamiche che sono i grado di mostrare più informazioni nello stesso spazio.
  6. Neologismo per Marketing: questo è almeno quello che gli scettici dicono, tutto una faccenda commerciale. Così Google search, Amazon ed eBay, che fanno parte del Web 2.0 per una o più delle loro caratteristiche, sono solo una sorta di moderna moda passeggera destinata a sparire. Questa definizione è parzialmente vera, anche se, secondo me, il Web 2.0 è molto di più.
  7. L’importanza dei dati: La gestione dei dati è una competenza insita nelle aziende e organizzazioni che trattano il Web 2.0. “L’SQL è il nuovo HTML”, è un’altra definizione che segue la stessa filosofia. Tutto il Web 2.0, dalle grandi aziende come Amazon e Google per arrivare alle piccole startup come 30boxes e Orchestrate, operano principalmente con database e praticamente non fanno altro che mostrare viste personalizzate.
  8. Beta per sempre: Le applicazioni Web 2.0 sono continuamente rilasciate, riscritte e rivisitate su basi in continuo sviluppo. La maggior parte delle applicazioni di Google, per esempio, sono ancora in beta. Ancora, Flickr si rumoreggia sia modificato ogni 30 minuti. MySpace e altre reti sociali aggiungono nuove caratteristiche ogni quindici giorni. Questa è comunque diventata una caratteristica anche delle applicazioni standalone, basti pensare a Windows e MacOs che rilasciano fix e patch in continuazione.
  9. Usare il web come è stato ideato: Paul Graham riferisce di un incremento nell’usabilità che è stata raggiunta attraverso un buon design, grazie a tecnologie come AJAX e anche perché è stato permesso agli utenti di organizzare le loro informazioni liberamente (si veda Flickr e del.icio.us).
  10. Nulla: Molti asseriscono che il Web 2.0 non esiste. Personalmente trovo difficile condividere questa risposta. Semplicemente perché se da un lato è difficile trovare una definizione chiara, dall’altro è anche innegabile una lenta rivoluzione nei nuovi siti. E’ come voler descrivere il mondo con il solo bianco e nero. Esistono le gradazioni e le tonalità che dipingono meglio gli oggetti e la realtà. La stessa cosa credo si possa dire delle nuove applicazioni. Inoltre il Web 2.0 è ancora una espressione giovane. Ci rendiamo conto di cosa sia, ma non riusciamo ancora a definirne i contorni.
Pubblicato con Flock