WIP – Web Important People

Who influences modern culture and predicts future trends, gives bits of illuminating thoughts? Who influences the Internet with ingenuity?

Chi influenza la cultura moderna e avanza ipotesi sulle tendenze future? Chi avanza pensieri illuminanti e influenza Internet con il suo spirito geniale?

These are Web Important People (Not necessarily Geeks: NON tecnologici per forza)

 

 

 

Edgar Morin, or, How to Deal with Complexitymorin2copyrightcorolocuello

 

* Une méthode n’est valable qu’en incluant la complexité.

* (” Plus que de théorie ou de philosophie, nous avons besoin de la méthode qui nous aide à penser la complexité du réel, au lieu de dissoudre cette complexité, et du coup mutiler le réel. “) Cette méthode doit fournir les principes opérationnels qui aident à penser par soi-même.

* Méthode signifie ” voie “, ” chemin “. ” C’est comment cheminer en faisant soi-même son chemin “.

* Il ne s’agit pas d’un programme (ensemble de recettes), mais d’une stratégie (action qui s’adapte selon la rétroaction de la réalité). Il n’y a pas de réponses toutes faites.

* ” Nouvelle mentalité ” : ” La façon de voir les choses est plus importante que le changement d’idées.

* La nouvelle mentalité nous amène à vivre dans le danger, le risque, le hasard, et nous fait abandonner la pseudo-sécurité du programme.

* “La simplification est le mal : ” Penser que le simple et le complexe sont liés. Il a fallu une fabuleuse complexité d’interactions biologiques et sociales pour arriver à un simple sourire. “


“Sappiamo e comprendiamo che ogni nostro pensiero è determinato da paradigmi, da strutture a priori che non dipendono da nessuna verifica sperimentale o empirica, necessarie per strutturare il nostro pensiero. Arriviamo così all’idea di razionalità complessa. Razionalità complessa vuol dire che la complessità è dapprima in questa dialogica del logico e dell’empirico, che deve continuare senza accordare la preminenza a nessuno dei due. La complessità è nel principio di incertezza e di ambivalenza che troviamo anche tra razionalità e razionalizzazione. La complessità è nel principio di apertura, e, direi, di dialogo, perché in fin dei conti il bello in questa avventura della razionalità è arrivare alle frontiere di ciò che è razionalizzabile, fino a ciò che non può essere razionalizzato, per tentar di sondare il mistero dell’essere.”

 

UN Nicholas Negroponte: From MIT to Children

Nicholas Negroponte è il fondatore e il direttore del Media Laboratory del Massachusetts Institute of Technology (MIT) negli Stati Uniti, il laboratorio interdisciplinare altamente innovativo nato dieci anni fa, un centro di ricerca con un budget multi miliardario, orientato esclusivamente sullo studio e la sperimentazione delle forme future della comunicazione umana, dalla istruzione all’educazione. I suoi programmi includono: la televisione di domani, la scuola del futuro, i sistemi d’informazione e d’intrattenimento e l’olografia.

Da un’intervista di MediaMente con Negroponte, Università Ca’ Foscari, Venice, 03/06/1995

  • Nell’era digitale si è creato uno scarto generazionale impressionante tra chi ha più di trent’anni ed i più giovani. Tant’è vero che per far arrivare il suo slogan “essere digitali” a chi ha più di trent’anni, Negroponte ha dovuto far ricorso al libro, un medium che lui considera obsoleto.
  • La differenza fra bit e atomi è il modo più semplice per descrivere il cambiamento dell’era digitale.
  • Il tasso di penetrazione dei PC nelle case private, l’enorme crescita del numero di persone online su reti commerciali e l’esplosione di Internet dicono che è il 1995 l’anno della “svolta digitale”.
  • Internet, un fenomeno nato 25 anni fa per mano militare, è cresciuto con una struttura decentrata, e per questo è inarrestabile. Come in uno stormo di anatre, l’ordine e il funzionamento di Internet sono basati sul comportamento autonomo degli individui, e non su un’autorità centrale.
  • La politica si svilupperà nei due estremi: la globalizzazione e il localismo.
  • La realtà virtuale e la rete, non sono causa di isolamento e di derealizzazione, bensì un’occasione di socializzazione e di arricchimento immaginativo.
  • Le visioni negative degli autori cyberpunk come Gibson sono pure opere di fantasia. La rete non è monopolizzabile da alcun potere. Anzi è un’occasione di emancipazione per il singolo.

Derrick de Kerckhove: Prophet of Connective Intelligence

Derrick de Kerckhove, Director of the McLuhan Program in Culture & Technology since 1983, is a Full Professor in the Department of French at the University of Toronto, cross-appointed at the Faculty of Information Studies and the Knowledge Media Design Institute.

derrick2ed2_3x3p4“We have already absorbed the analog and the digital phases, and the quantum computer is already at a more advanced stage than the digital computer was when John Von Neumann began developing its architecture in the late forties. Today, we are at the post-Galilean moment when matter and science once solid are turning to liquid again. We may be getting back into a new kind of quantum cosmology where man is again at the centre of the universe, not as the centre of physical matter, but just of the information we have developed about it. As quantum physicist Erwin Schrodinger put it:

Our perceiving self is nowhere to be found within the world-picture, because it is itself the world-picture.

The key to the new identity is what I call “selving”, that is the self in progress, in becoming, as in quantum physics where “things are not, they merely tend to be”. The new identity is in perpetual formation and reformation at the moment of use and on line it is fluid and aggregative as when people meet and change their perceptions of each other during the meeting. I sometime suspect that screens were invented only for the purpose of allowing several persons, minds, identities to meet and share thinking and speaking at a distance. The new connective thinking system is the screen.”

From “Communication in Evolution: Social and Technological Transformation”. An interview with Alvaro Bermejo

Muhammad Yunus e la “Banca dei poveri”

Grameen Bank, l’istituto che pratica il microcredito fondato nel 1977 dal premio Nobel per la Pace Muhammad Yunus e diffuso oggi in 57 Paesi, sbarcherà presto anche in Italia, in collaborazione con Unicredit e l’Università di Bologna. Lo ha annunciato lo stesso Yunus, nel corso di un incontro pubblico nei primi di Marzo con il presidente della Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti, davanti a una attenta ed entusiasta platea di giovani e studenti, accorsi per ascoltare il rivoluzionario ‘banchiere dei poveri’.


«E’ tempo che la nuova idea del business sociale guidi la prossima grande trasformazione del mondo – ha spiegato Yunus, presentando il nuovo libro ‘Un mondo senza povertà’ – La sfida si può vincere con lo sviluppo e la diffusione del business sociale, un nuovo tipo di attività economica che ha di mira la realizzazzione di obiettivi sociali e non la massimizzazione del profitto. Non elemosina nè aiuti pubblici a pioggia bensì una forma di iniziativa economica capace di attivare le dinamiche migliori del libero mercato conciliandole con l’aspirazione a un mondo più umano e giusto».

 

Lawrence Lessig per la cultura condivisa e creativa

Lessig è uno di quelle personalità che influenzano la scena culturale a tutte le latitudini ed è considerato il “Papà di CreativeCommons”, il sistema di licenza di creatività culturale condivisa e non impedita dal solito Copyright che blocca qualsiasi partecipazione individuale alla costruzione delle conoscenze.
Diritti, tasse, permessi, autorizzazioni, biglietti, SIAE, ecc.: tutti ostacoli perché l’individuo non adoperi il proprio buon senso (“Common Sense”, dice Lessig) e blocchi il proprio contributo creativo e perché grandi masse di persone povere non abbiano accesso a cultura, sviluppo socio-economico ed elevazione interiore. Peccato che Internet sconvolga tutti i piani. Ecco perché Lessig si dà da fare e questo video (in inglese) ne è testimone.

Funny and illuminating video with Lessig. Watch and listen the song with George Bush and Tony Blair at 10′,35″. Quite rightly, Lessig does not justify ICT piracy, but hints at killing personal creativity.

Tim Berners-Lee sul Web futuro – Data is Relationship

Vent’anni fa Tim Berners-Lee ha inventato il World Wide Web. Il suo progetto futuro è costruire un web aperto, di dati e informazioni connesse, come testi, immagini, video, ecc.: come gestire, dunque, la grande massa di dati a disposizione?  Aprire e connettere le reti di dati e re-immaginare il nostro modo di usarli. L’idea di base è il Web Semantico o Web 3.0.
Qui trovate tutto quel che può riguardare Berners-Lee al Consorzio W3.

Howard Gardner: L’Educazione che funziona davvero

Howard Gardner è uno dei pensatori che meglio hanno individuato i paradigmi della società moderna: ognuno probabilmente apprende in maniera diversa dagli altri e fa riferimento a caratteristiche personali specifiche. Compito dell’istruzione non è pertanto livellare tutti e tutto, ma potenziare ciascun stile d’apprendimento e l’individuo.howard_gardner

Gardner è John H. and Elisabeth A. Hobbs Professor in Cognition and Education alla Harvard Graduate School of Education, oltre che professore aggiunto di psicologia all’University of Harvard, professore oaggiunto di neurologia alla Boston University School of Medicine, infine, presidente del comitato esecutivo della commissione Project Zero.
Gardner ha scritto almeno 20 libri e centinaia di articoli, è famosissimo per la sua nota “Teoria delle Intelligenze Multiple (MI: Multiple Intelligences), secondo cui l’intelligenza va ben oltre le misurazioni standard tradizionali condotte su  basi verbali/linguistiche e logico/mathematiche.
Il video che propongo in questo link – in lingua inglese – è parte di un’intervista di Edutopia, George Lucas Educational Foundation). Gardner argomenta l’apprendimento cosiddetto “student-directed” (autonomo e diretto da parte dello studente), l’apprendimento in generale, le MI e un approccio differente alla valutazione. A seguire, riporto l’articolazione dell’intervista con Gardner, ripeto, in lingua inglese.
Qui, invece, un breve video tratto da YouTube, sempre con Gardner che spiega il perché della fama del suo libro proprio sulle MI.

  1. On the importance of engaging students actively in what they are studying.
  2. On the characteristics of student-directed learning.
  3. On the theory of multiple intelligences.
  4. On technology and multiple intelligences.
  5. On the need for fundamental change in the curriculum.
  6. On how assessment in school differs from assessment in other arenas such as sports or music.
  7. On the need for a new approach to assessment in schools.
  8. On what needs to happen in order that long-standing change occurs in public education.

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Steven Pinker: Abbiamo sempre un set innato di elementi culturali
Steven Pinker è Harvard College Professor and Johnstone Family Professor nel Department of Psychology presso la Harvard University. Fino al 2003 Pinker ha insegnato al Department of Brain and Cognitive Sciences del MIT. S’interessa di ricerche sul linguaggio e la conoscenza, collabora con vari periodici (New York TimesTime, e The New Republic), ha scritto almeno 7 libri, compresi The Language InstinctHow the Mind WorksWords and RulesThe Blank Slate. L’opera più recente di Pinker è The Stuff of Thought: Language as a Window into Human Nature.
Molto brevemente, Pinker pensa che “Tutti gli individui nascano con qualche tratto innato” e ciò ha suscitato un’enorme discussione, a 40 anni di distanza da Chomski e con decenni di discussioni pedagogiche sull’apprendimento. Qui sotto un video relativo all’opera The Blank Slate: The Modern Denial of Human Nature, con approfondimenti sul DNA che conterrebbe il set di materiale innato.

 

2 pensieri su “WIP – Web Important People

  1. molto interessante questa pagina

    anche per il fatto che stavo giusto pensando di faren una simile per il mio blog…

    ….creative commons

  2. Pingback: Still Innatists? Pinker says yes/ Nasciamo con un set preconfezionato? « Didattica col Web 2.0

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